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    What’s on
    VEIT LAURENT KURZ
    [= VEIT = LAURENT ===== KURZ =]

    Chernobyl “Lava” – massa detta “Piede d’elefante”
    1990
    Fonte: Khlopin Radium Institute

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON VEIT LAURENT KURZ

    Fantasmi

    I fantasmi che vedo sono di una diversa Natura.

    Non è l’impronta di uno spirito scomparso

    Di umani o animali

    È la raccolta di particelle

    in forme e corpi Invisibili.

    Quei corpi trovano vita attraverso i miei pensieri

    Vengono all’improvviso

    e se ne vanno quando decidono loro.

    Mi è stato detto che sono invenzioni

    Ma sono logici

    Logica universale.

    Sento le loro tracce, entità di vario genere.

    Comunico attraverso la mia paura,

    E Proteggo me stesso attraverso la ripetizione.

    All’inizio i fantasmi erano nostalgici

    fino a quando non si sono trasformati in natura

    Trasformati in latte, funghi o latticini

    li hanno abbandonati

    e si sono trasformati in materia universale

    molecole di ogni tipo

    Nuovi fantasmi furono creati

    e incontrarono la paura

    MAYA ZACK
    [= MAYA = ZACK ===]

    Maya Zack
    Black and White Rule
    HD video, 17:45 min
    2011
    Courtesy l’artista e
    Galleria Marie-Laure Fleisch, Bruxelles

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON MAYA ZACK

    Il video Black and White Rule dell’artista Maya Zack è la seconda parte della sua Memory-Trilogy. Ha a che vedere con il tentativo dell’uomo di imporre ordine e forma alla realtà attraverso procedure di addestramento e disciplina.
    Su una scacchiera di grandi dimensioni due barboncini si sottomettono agli ordini del loro addestratore mentre, attraverso l’uso di una camera oscura, le loro azioni vengono monitorate e registrate da un’impiegata nel suo ufficio situato accanto alla scacchiera. Ad un certo punto la routine ordinaria viene interrotta…
    Black and White Rule è un’esperienza visiva e un omaggio all’arte del disegno.

    DAFNA MAIMON
    [= DAFNA = MAIMON =]

    Dafna Maimon
    Frame e dialogo da “Indigestibles: And Then There’s Today / Can Us Hear Us”
    Video in 4K e installazione immersiva
    2020
    Courtesy l’artista

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON DAFNA MAIMON

    Il protagonista sta guardando un report ininterrotto sulla morte dell’ultimo orangotango. È anche arrabbiata per essersi dovuta alzare due volte dal divano per rispondere al telefono, entrambe le volte a sua madre che chiamava per sbaglio. Il suo frigorifero è pieno di carni lavorate che divora tutto il giorno senza pausa, mentre il suo intestino invia rutti S.O.S. contenenti i seguenti messaggi urgenti:

    noi non ci capiamo? ci capiamo?
    possiamo sentirci?
    uh, noi.. diciamoci.. che, noi come noi..
    ciao? ciao. ciao?
    possiamo fermarci?

    MARCELLO MALOBERTI
    [= MARCELLO = MALOBERTI ===]
    NEWSLETTER FEBBRAIO 2020
        [== LINK ==]

    Marcello Maloberti
    SE PERDO ME TROVO TE /
    IF I LOSE ME I FIND YOU
    Martellate, 2020
    courtesy l’artista e Galleria Raffaella Cortese, Milano

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON MARCELLO MALOBERTI

    IL MIO LAVORO NASCE DA UNO SPAVENTO

    IRENE FENARA | TÈ E BISCOTTI
    [= IRENE FENARA = TÈ E BISCOTTI =]

    THE BLANK KITCHEN
    IRENE FENARA
    TÈ E BISCOTTI
    Venerdì 24 gennaio 2020, ore 9:30-12
    Studio di Irene Fenara
    Fondazione Collegio Artistico Venturoli
    via Centotrecento 4, Bologna



        [== LINK ==]

    Venerdì 24 gennaio, The Blank propone The Blank Kitchen | Irene Fenara – Tè e biscotti, appuntamento culinario organizzato in occasione della Bologna Art Week presso lo studio di Irene Fenara a Bologna dalle 9:30 alle 12:00.

    The Blank Kitchen nasce con il desiderio di far entrare alcuni dei più interessanti artisti del panorama internazionale in relazione con gli appassionati d’arte e i curiosi attraverso uno strumento trasversale e conviviale come quello del cibo e della cucina.

    Nata a Bologna nel 1990, Irene Fenara è un’artista italiana che lavora soprattutto con la video installazione e la sperimentazione fotografica, incentrata sull’interazione con le fotocamere di sorveglianza. La sua ricerca indaga il concetto di tempo e memoria, lavorando con immagini che ribaltano i punti di vista e generano situazioni di disorientamento spaziale, “con un occhio rivolto alle tecnologie e l’altro al cielo”.

    CHRISTINE SUN KIM
    [=== CHRISTINE === SUN ==== KIM =]
    NEWSLETTER GENNAIO 2020
        [== LINK ==]

    Christine Sun Kim
    Three variations of “See Zero”
    2018
    Carboncino e pastello ad olio su carta
    125×125 cm ciascuno
    Photo credit: 2019 White Space Beijing and Yang Wei

     

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON CHRISTINE SUN KIM

    Dal momento che la Lingua dei Segni Americana (ASL) non ha una componente scritta come la maggioranza delle altre lingue, usiamo le parole inglesi come prestiti (ciò che è generalmente noto come “inglese segnato”) per esprimere alcuni concetti visivi segnati come messaggi scritti via email o sui socia media.
    “Vedere Zero” potrebbe voler dire tre cose: “Non vedo niente”, “non riesco a vedere nulla”, e “non c’è niente da vedere”.

    ADELAIDE CIONI
    [=== ADELAIDE = CIONI ===]
    NEWSLETTER DICEMBRE 2019
        [== LINK ==]

    Adelaide Cioni
    Pink Punk Piece
    2018
    Stoffa, costumi per Pink Punk Performance
    Courtesy l’artista e P420, Bologna

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON ADELAIDE CIONI

    Per travestirmi da nuda
    ho dovuto vestirmi prima di tutto,
    domandarmi cos’è che copro quando mi infilo pantaloni e maglietta.
    Poi spogliarmi una volta,
    ripensare al rosa della pelle
    come a una cosa finta
    una convenzione, un luogo comune
    che può essere vero o falso, non importa.
    Mi sono chiesta cos’è davvero il rosa.
    Ho pensato prima di tutto è l’essere esposti.
    Forse sconci, sicuramente vulnerabili.
    Però che colore gioioso, che mare di benessere.
    Essere nella pelle. Allora forse è il sesso la vergogna.
    È il rosso è il nero. Quelli sì sono colori violenti.
    Lì si combatte davvero. Si soffre. Si è feroci.
    Subito dopo la timidezza.
    Siamo tutti nudi sotto i vestiti.
    A volte anche sopra.

    GIULIO ALVIGINI
    [=== GIULIO == ALVIGINI =]
    NEWSLETTER OTTOBRE 2019
        [== LINK ==]

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON GIULIO ALVIGINI

    Sembra quasi scontato – oggi – aspettarsi da me un meme, una battuta tagliente o una barzelletta: essere considerato un “buffone di corte” dal sistema dell’arte nostrano è sempre stata la mia più grande aspirazione.
    Non è la critica ad interessarmi – non saprei praticarla! –, è più che altro amore incondizionato per il fenomeno che osservo, la visualizzazione della bellezza collaterale del mercato, dei rituali e del gossip di questa cornice sociale.
    Se l’arte ha a che fare con le ossessioni, io ho fatto delle isterie e delle contraddizioni che caratterizzano il mondo dell’arte la mia ossessione.

    W IL SISTEMA DELL’ARTE (ITALIANO)!

    EVA & FRANCO MATTES
    [= EVA ======= FRANCO === MATTES ==]
    NEWSLETTER SETTEMBRE 2019
        [== LINK ==]

    Eva and Franco Mattes
    Personal Photographs, September 2009
    2019
    Cable tray, ethernet cables, digital images, Raspberry Pi single-board computers, micro SD cards, USB flash drives, custom software
    Dimensions variable
    Exhibition view, Team Gallery
    Photo credits: Jeff McLane

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON EVA E FRANCO MATTES

    #!/bin/sh

    echo “Beginning photo sync…”

    #if [ “$(hostname)”==”rpa.local” ]; then
    #echo “$(hostname -s)”
    if [ “$(hostname -s)” = “rpa” ]; then
    recipient_host=”rpb.local”
    #recipient_host=”10.0.0.49″ #rpb
    #recipient_host=”rpb”
    echo “Sending photos to “$recipient_host”…”
    else
    recipient_host=”rpa.local”
    #recipient_host=”10.0.0.1″ #rpa
    #recipient_host=”rpa”
    echo “Sending photos to “$recipient_host”…”
    fi

    usb_drive_name=”$(ls /media/pi/ | head -n 1)”
    #usb_drive_name_escaped=”(command printf ‘%q’ $usb_drive_name)”
    #usb_drive_name_escaped=${$usb_drive_name// /\ }
    #usb_drive_name_escaped=${usb_drive_name// /_}

    echo “Using USB drive:” $usb_drive_name

    sender_path=/media/pi/$usb_drive_name/sending

    recipient_path=/media/pi/$usb_drive_name/receiving

    echo “Sending files in:” $sender_path
    echo “Sending files to:” $recipient_host:$recipient_path

    rsync –progress -a –recursive –ignore-times $sender_path/. pi@$recipient_host:$recipient_path

    echo “Fin.”

    GENESIS BELANGER
    [=== GENESIS === BELANGER =]
    NEWSLETTER LUGLIO 2019
        [== LINK ==]

    Genesis Belanger
    coins for the ferryman
    2019
    Porcellana e grès
    Dimensioni variabili
    Courtesy l’artista e Francois Ghebaly Gallery,
    Los Angeles CA
    Photo credits: Pauline Shapiro

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON GENESIS BELANGER

    Sembra esistere un abisso per quanto poco comprendiamo ciò che motiva le nostre azioni. Originariamente, ero affascinata da questa inconsapevolezza e da come era – all’incirca – utilizzata come arma contro di noi dall’industria pubblicitaria. Più recentemente ho notato come questa disconnessione interiore ci colpisca in un contesto più intimo: nel modo in cui manifestiamo dolore per una perdita. La perdita è una parte inevitabile della vita, eppure siamo così ossessionati dal vivere che non abbiamo molto supporto culturale nell’affrontarla. Questo disincentiva una comprensione presente di come siamo influenzati dal nostro dolore. Piangiamo molte cose – in primis una morte –  ma la gravità di una perdita estrema non annulla il dolore delle perdite minori. Tutti piangiamo le assenze, grandi e piccole. È tempo di trasformare tutti questi sentimenti disordinati in consapevolezza.

    © THE BLANK 2020
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