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    Eventi
    THEOGONY ACCORDING TO RON GORCHOV
    [== THEOGONY == ACCORDING ===== TO = RON === GORCHOV =]
    THOMAS BRAMBILLA
    15.12.18 - 26.01.19

    15/12/2018 – 26/01/2019
    Inaugurazione: sabato 15 dicembre, ore 18.30
    Orari d’apertura: martedì – sabato, ore 14.00 -19.00
    Via Casalino, 23/25 24121 Bergamo
    tel. +39 035 247418
    info@thomasbrambilla.com
    www.thomasbrambilla.com



        [== LINK ==]

    Solo Show – Theogony according to Ron Gorchov
    15/12/2018 – 26/01/2019
    Opening: Sab 15 dicembre, h 18.30
    Opening hours: Mar – Sab, h 14.00 -19.00

    La Galleria Thomas Brambilla Gallery è lieta di presentare la seconda mostra personale di Ron Gorchov intitolata “Theogony according to Ron Gorchov” che inaugurerà sabato 15 dicembre alle h 18:30. La mostra presenta una serie di nuovi dipinti ispirati alla Teogonia di Esiodo, il primo poema greco che traccia le origini e le genealogie degli dei greci e l’ascesa di Zeus.
    Nel corso del XX e del XXI secolo, gli artisti hanno costantemente continuato a riferirsi ai miti antichi; dal Minotauro di Picasso alla scultura di Louise Bourgeois ispirata al mito di Edipo, realizzata con ritagli di tessuto rosa nel 2003, alla performance dedicata al mito di Icaro dell’artista concettuale Chris Burden nel 1973 fino alla recente mostra di opere d’ispirazione mitologica di Damien Hirst nel 2017. La mitologia antica è quindi una presenza viva e costante nell’Arte Contemporanea. Ma il mito è -e forse lo è sempre stato- più di una semplice raccolta di leggende, è piuttosto una continua fonte d’ispirazione da poter illustrare all’infinito. Le storie di passione, ambizione, avidità e sofferenza umana nelle antiche mitologie simboleggiano i tentativi dell’umanità di comprendere il curioso e l’inesplicabile, dall’astronomia all’umanità dell’uomo fino al significato della vita e della morte.
    Gorchov è sempre stato ispirato e affascinato dalla mitologia e dalla filosofia greca, tanto che troviamo una serie innumerevole di riferimenti nella sua poetica, dalle forme antropomorfiche delle sue opere fino ai titoli. Inoltre, Gorchov, ispirandosi alla filosofia di Protagora per cui l’uomo era misura di tutto, sostituì la tela con una inarcata a forma di sella, simile ad un organismo vivente, sulla quale poi dipingeva due segni speculari richiamanti i fianchi di un busto umano.
    Gorchov per questa seconda mostra in galleria ha rielaborato il mito classico dell’ascesa di Zeus ed ognuno dei dipinti esposti è dedicato alle principali divinità del poema di Esiodo, e come una mappa stellare, ci permette di ripercorrerne le genealogia. L’imponente Zeus, si erge vittorioso dopo aver rovesciato Cronus ei suoi compagni Titani, qui rappresentati come una miriade di piccoli dipinti, divenendo infine il dominatore del cosmo.
    La mostra Theogony according to Ron Gorchov è inoltre simbolo della lunga e storica carriera artistica di Gorchov; come gli dei racchiudono il concetto di infinito, la sua pratica artistica rimarrà indubbiamente nella Storia dell’Arte.

    GIULIA DALL’OLIO - SÉGNICA
    [= GIULIA = DALL ==== OLIO ====== S ==== GNICA =]
    TRAFFIC GALLERY
    15.12.18 - 15.02.19

    Giulia Dall’Olio, 19][106 d, 2018, carboncino e pastello su carta, 84×59 cm, Courtesy Traffic Gallery
    15 dicembre 2018 – 15 febbraio 2019
    Inaugurazione: sabato 15 dicembre 2018, ore 11:30 – 14:00
    Via San Tomaso 92, 24121 Bergamo
    Tel. +39 035 0602882, +39 338. 4035761
    info@trafficgallery.org
    www.trafficgallery.org



        [== LINK ==]

    TRAFFIC GALLERY
    presents

    SÉGNICA

    a solo show by

    GIULIA DALL’OLIO

    curated by Leonardo Regano

    [ From Maratona di Visione in the Traffic Gallery Video Room : Projection of Crocodile & Green Python by Matteo Cremonesi curated by Alberto Ceresoli ]

    | 15 December 2018 – 15 February 2019 |

    Opening Sabato 15 Dicembre 2018

    opening time 11:30 – 14:00

    mostra visitabile fino alle ore 19:00
    Traffic Gallery è felice di ospitare nei propri spazi Ségnica, mostra personale dell’artista Giulia Dall’Olio a cura di Leonardo Regano, autore del testo critico che accompagnerà la mostra. Classe 1983, Dall’Olio si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove vive e lavora. Si tratta della seconda personale in una galleria italiana al rientro da significative esperienze all’estero presso la Galerie Isabelle Lesmeister in Germania e presso la Massey Klein Gallery di New York, grazie alla quale un suo lavoro è entrato a far parte della prestigiosa collezione del Minneapolis Institut of Art. Ricordiamo inoltre la sua recente partecipazione alla Biennale Disegno Rimini 2018 nella Sezione Cantiere Disegno e le mostre presso il Museo di Palazzo Poggi a Bologna nel 2016 e al MAR di Ravenna nel 2015.

    Ségnica si pone come graduale step di un percorso artistico iniziato ufficialmente nel 2008, un percorso di immersione e allontanamento che l’artista compie durante la realizzazione di ogni singola opera, pittura, disegno, carboncino, pastello. Il tema centrale è quello eterno del rapporto Uomo-Natura sviluppato nelle prime fasi della composizione artistica e gestuale con un approccio realistico ed imitativo, dove la mano della pittrice si concentra su di una restituzione legata alla bellezza visiva del mondo vegetale. Una prima fase dove l’artista si avvale di una abilità tecnica gestuale molto elevata guidata e influenzata da una immaginario che trova i suoi riferimenti tra la pittura decorativa parietale nata a Bologna verso la fine del  XVIII secolo. Stiamo parlando di Vincenzo Martinelli, Antonio Basoli, Giacomo Savini e Rodolfo Fantuzzi che crearono molti esempi di quelle che vengono definite stanze alla boschereccia, ovvero stanze di palazzi e ville borghesi completamente dipinte creando un effetto illusionistico plein air dove il quadro di paesaggio viene dilatato all’estremo fino alle dimensioni del vano ambientale, una tradizione quasi preromantica.

    In una seconda fase del processo creativo Giulia Dall’Olio interviene con colature, linee colorate, sfumature, cancellazioni, incisioni che divengono metafora del rapporto tra Uomo e Natura. Non si tratta di un mero gesto di distruzione della bellezza e dell’armonia presente nel dato vegetale, ma di un tentativo di disturbo che dovrebbe spostare l’attenzione dell’osservatore dal visibile all’invisibile, dalla Natura al Sacro.

    A livello tematico e concettuale la ricerca di Giulia Dall’Olio non deve essere percepita come un lavoro di denuncia ambientalista, la sua visione pone al centro una Natura forte, armoniosa, in grado di vincere nel tempo il disturbo della presenza umana. I gesti che la pittrice compie sulle tele e le carte una volta terminate non indicano e non accusano il fare umano, ma colgono un possibile e mutevole dialogo tra le parti.

    Ségnica sarà ospitata nelle due sale principali della galleria, mentre nella video room verrà proiettato il lavoro video dell’artista selezionato da Maratona di Visione : rassegna online di videoarte, https://www.maratonadivisione.it.

    Maratona di Visione è un progetto a cura di Alberto Ceresoli (direttore artistico dell’associazione Interno 13) sostenuto dall’Assessorato all’Innovazione e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo e realizzato da Woodoo Studio. Una rassegna online con il coinvolgimento di 42 artisti di background e percorsi di ricerca riconosciuti internazionalmente, con lavori di recente produzione, in rete fino al Febbraio 2019.

    Una Maratona di Visione molto eterogenea, con artisti di differenti generazioni e con tematiche e approcci molto distanti tra loro. Constatando l’alta qualità generale degli artisti e dei video presentati, Traffic Gallery ha selezionato l’artista Matteo Cremonesi, classe 1986, con i video Crocodile e Green Python, entrambi del 2017. I due lavori si strutturano attorno ad un’unica lunga ripresa dei soggetti, un coccodrillo e un pitone, in un momento qualsiasi della loro quotidianità. Prive di eventi significativi e di narrazione le riprese riportano i tempi reali dell’osservazione.

    Matteo Cremonesi, Crocodile, Still Video, 2017

    GIULIA DALL’OLIO – Biografia

    Nasce nel 1983 a Bologna. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, città dove vive e lavora.

    Solo Show

    2018 “Ségnica”, curated by Leonardo Regano, Traffic Gallery, Italy
    2018 “Giulia Dall’Olio”, Massey Klein Gallery, New York, USA
    2017 “Ad Naturam”, Galerie Isabelle Lesmeister, Regensburg, Germania
    2016 “Giulia Dall’Olio. Il Terzo Paesaggio”, Museo di Palazzo Poggi,
    Artcity, Bologna, a cura di Leonardo Regano
    2015 “Cave Naturam”, Critica in Arte, MAR – Museo d’Arte della città di
    Ravenna, a cura di Leonardo Regano
    2015 “Visioni del Settimo Giorno”, Vibra, Ravenna, Testi a cura di
    Sandro Parmiggiani

    Group Show

    2018 ART TORONTO, Galerie Isabelle Lesmeister, Canada
    2018 ART MIAMI CONTEXT, Galerie Isabelle Lesmeister, USA
    2018 Cantiere Disegno, Biennale del Disegno di Rimini, FAR, Rimini, a
    cura di Anna Maria Bernucci
    2018 ART WYNWOOD, Galerie Isabelle Lesmeister, Miami, USA
    2017 ART TORONTO, Galerie Isabelle Lesmeister, Toronto, Canada
    2017 SELVATICO 12. “Foresta”, Museo Civico San Rocco, Fusignano, a
    cura di Massimiliano Fabbri
    2017 Summer Group Exhibition, Massey Lyuben Gallery, New York, USA
    2017 ART BODENSEE, Galerie Isabelle Lesmeister, Dornbirn, Austria
    2017 ART KARLSRUHE, Galerie Isabelle Lesmeister, Karlsruhe, Germany
    2017 “Sequela”, ex Chiesa di San Mattia, Artcity, Bologna,
    a cura di Leonardo Regano
    2016 “New Old”, Massey Lyuben Gallery, New York, USA
    2016 ART TORONTO, Galerie Isabelle Lesmeister, Toronto, Canada
    2016 “L’Acqua Disegna”, Biennale del Disegno di Rimini, FAR, a
    cura di Franco Pozzi
    2015 “Mondi Sospesi”, Palazzo Ducale, Sabbioneta, a cura di
    Sara Cavagnari e Mario Romanini
    2014 “Mantegna Cercasi” II edizione , Casa del Mantegna, Mantova, a cura
    di Francesca Baboni, Stefano Taddei e Alberto Mattia Martini
    2014 “Mantagna Cercasi” II edizione (Artista Finalista)
    2014 Paesaggi mai Visti, Vibra, Ravenna, a cura di Eleonora Frattarolo
    2013 “I Vincitori al MAR”, Ravenna
    2013 Premio Internazionale di Pittura Marina di Ravenna (Winner)
    2013 Premio Combat (artista segnalata dalla giuria)
    2013 OFF-Art Fair, Galleria Paola Cardano Arte Contemporanea, Brussels
    2013 “Mantegna Cercasi – Orientalmente”, Mantova, a cura di Francesca
    Baboni, Stefano Taddei, Alberto Mattia Martini e Carlo Micheli
    2012 “Il Paesaggio Necessario”, Fienili del Campiaro, Grizzana Morandi,
    a cura di Eleonora Frattarolo
    2009 “Il Giocattolo”, Museo del Giocattolo, Zagarolo, Roma
    2008 “Fondazione Franco Bombana”, Guidizzolo, Mantova
    (Premio Acquisto)

    Giulia Dall’Olio, g19][111d, charcoal & pastel on paper, 30x25cm, 2018

    LEONARDO REGANO
    Storico dell’arte, museologo e curatore, vive e lavora tra Bologna e Verona, dove dal 2015 è titolare del corso in Museologia all’Accademia di Belle Arti. Nella sua ricerca curatoriale è interessato all’indagine sulle dinamiche del territorio, sui processi di crisi e di integrazione sociale, lo studio dell’evoluzione dei concetti di centro e periferia, e il rapporto tra vita quotidiana e memoria storica dello spazio pubblico. Tra i progetti realizzati ricordiamo Renkontigo Incontri tra Arte e Territorio a Trani tra il 2012 e il 2015 e Osmotic Pressures | Forme Atipiche di Relazioni Urbane a Bologna nel 2017. Attualmente collabora con il Polo Museale dell’Emilia Romagna per il quale ha curato le mostre Sequela, Incidenze Spaziali e Kahuna tra il 2017 e il 2018. Sempre per il Polo Museale dell’Emilia Romagna è stato coordinatore del progetto Zero…Weak Fist di Patrick Tuttofuoco, vincitore del premio Italian Council 2017. Come critico collabora con varie riviste e magazine specializzati nel settore culturale.

    ALBERTO CERESOLI
    Alberto Ceresoli (Bergamo, 1989) e’ impegnato in un percorso di ricerca curatoriale per la promozione della pratica artistica delle nuove generazioni. Animatore di centri per la sperimentazione e la produzione artistica, luoghi per l’esperienza estetica, sociale, culturale e espressione di un’idea di protagonismo giovanile territoriale. Ha curato mostre personali, collettive, interventi nello spazio urbano e ha lavorato in spazi di ricerca, gallerie e istituzioni museali.

    MATTEO CREMONESI
    Nato a Milano nel 1986 ha studiato all’Accademia di Brera. Lavora tra Milano e il Trentino Alto Adige. Ha esposto il suo lavoro da Still Gallery, Antwerp; Festival Internacional de Artes Gráficas, São Paulo; Galleria Miheličeva, 15° Festival Art Stays-Ptuj (Slovenien); Ha firmato progetti editoriali esposti presso Offprint London and Photo London – Tate Modern, Bankside, London; Docva, Fondazione Hangar Bicocca and Nowhere Gallery, Milan; Family Business, New york; The Orange, Seoul; Museum of Art, Tel Aviv; Jarach Gallery, Venice.

    GAETANO ORAZIO - CASTAGNA D'ACQUA
    [= GAETANO ===== ORAZIO === CASTAGNA ===== D ==== ACQUA =]
    GALLERIA TRIANGOLOARTE
    24.11.18 - 22.12.18

    Dal 24 Novembre al 22 Dicembre 2018
    Inaugurazione: sabato 24 novembre, ore 18.00
    Orari: dal lunedì al sabato 10 – 12.30 e 16 – 19.30
    Galleria Triangoloarte
    Via Palma il Vecchio 18/e
    24128 – Bergamo
    Tel/Fax 035 403374
    e-mail: triangol3@triangoloarte.191.it



        [== LINK ==]

    Recente ciclo pittorico quello sulle castagne d’acqua o Trapa Natans, frutto che cresce nelle acque del lago, quello di Oggiono per Orazio, luogo che l’artista è solito frequentare. Incontrare e fare propria, somigliarle, la natura delle minuzie, nascoste creature che popolano il quotidiano ma che portano dentro memoria di secoli.

    Incontrata agli inizi del duemila e sviluppata con la serie pittorica del “Trovante”, la castagna d’acqua è riemersa alla pittura da protagonista in questo ciclo con tutta la sua forza poetica.

    RENATO JAIME MORGANTI - DAL LIBRO DEI MUTAMENTI
    [= RENATO === JAIME == MORGANTI ==== DAL ===== LIBRO == DEI === MUTAMENTI =]
    STUDIO VANNA CASATI
    15.12.18 - 28.02.19
    Dal 15 dicembre 2018 al 28 febbraio 2019
    Inaugurazione: dalle ore 18  alle 20
    0rari di apertura: tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30
    Studio Vanna Casati, via borgo Palazzo 42, Bergamo
    vannacasati@fastwebnet.it
    tel. 035 222333



        [== LINK ==]
    studio:   Vanna Casati
    autore: Renato Jaime Morganti
    titolo: “Dal libro dei mutamenti”
    genere: scultura
    date: 15/12/2018 – 28/02/2019
    inaugurazione: studio Vanna Casati, via borgo Palazzo 42, Bergamo dalle ore 18 alle 20
    testo critico di presentazione a cura di Roberto Borghi
    contatti : vannacasati@fastwebnet.it  tel. 035 222333
    0rari di apertura: tutti i giorni dalle 16.30 alle 19.30

    Confesso che anche per me forse come per per parte del pubblico questa mostra è un azzardo in quanto non conosco la cultura che sottende le opere create con  i particolari enigmi del libro dei Ching  di cui Morganti e Borghi sono invece attenti conoscitori,quindi prima e semplice sollecitazione è di intervenire all’inaugurazione a cui saranno ambedue presenti,seconda mia personale riflessione è che le opere sono arcane e clssiche pur  nella varietà notevole di tecniche utilizzate.

    Il libro dei mutamenti oltre a rappresentare ed essere un oracolo tascabile ( lo è tutt’oggi e lo è stato sin dall’antichità per Cinesi e Taoisti) rimane,sia pure in forma astratta, il filo conduttore di tutti lavori esposti e per questo motivo potrebbe anche divenire l’accompagnatore dello spettatore (ne verrà esposta una copia con prefazione di Jung).
    HANNE LIPPARD - SYZYGY
    [=== HANNE == LIPPARD ======= SYZYGY =]
    THE BLANK & OSPEDALE PAPA GIOVANNI XXIII
    16.12.18

    Domenica 16 dicembre, 2018
    h. 18:30
    La performance inizierà puntualmente all’orario indicato.
    Chiesa San Giovanni XXIII, ASST Papa Giovanni XXIII
    Piazza Organizzazione Mondiale della Sanità, 1
    Bergamo



        [== LINK ==]

    READING PER LA CHIESA DELL’OSPEDALE DI BERGAMO
    a cura di Claudia Santeroni

    L’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo continua ad arricchire la propria proposta culturale ospitando domenica 16 dicembre Hanne Lippard, artista norvegese di base a Berlino, per la terza volta in Italia dopo la partecipazione ai festival The Blank ArtDate (Bergamo) e The First Morning Fest Of Unreasonable Acts (Palazzo Bentivoglio, Bologna).

    In occasione di SYZYGY la Chiesa San Giovanni XXIII diviene eccezionale elemento dell’opera stessa: una performance attraverso cui l’artista scolpisce lo spazio con il solo ausilio della propria voce e della propria presenza scenica. Chiesa, artista e parola compongono così quella speciale configurazione a cui allude il titolo dell’opera, ovvero la sizigia: un allineamento astrale, inteso come ordine armonico necessario affinché qualcosa si crei.
    Organizzata nella seconda domenica dell’Avvento, SYZYGY è un regalo alla città e un omaggio alla maternità e alla femminilità.

    Hanne Lippard crea una trama sonora grazie ad un sapiente lavoro di combinazione tra significato e significante delle parole. I suoi testi e le poesie fanno uso di un linguaggio quotidiano il cui senso viene modellato attraverso ripetizioni strutturali e sintattiche, allitterazioni e suoni onomatopeici.

    Lungi dall’essere puramente informativi, i brani sono visivi, ritmici e performativi. Con le parole, Hanne Lippard avvolge completamente il pubblico e apre un mondo in cui l’esperienza del linguaggio come pura
    voce viene esplorata, plasmata e ampliata.

    I testi, i toni, gli acuti e i gravi riempiono l’apparente vuoto del silenzio; le parole e il loro suono costruiscono architetture fatte di onde sonore, all’interno delle quali l’ascoltatore è invitato e guidato.
    Le frasi e le sequenze attivano un meccanismo percettivo che è al contempo consapevole (il significato delle parole) e inconsapevole (il significante); in questo quadro, la voce dell’artista funziona come uno strumento meccanico di narrazione che trasforma citazioni, slogan e messaggi di testo in formule melodiche che permettono una comprensione sensoriale dell’opera, al di là di quella puramente linguistica.

    L’ascolto dell’opera di Hanne Lippard richiede un’attenzione specifica, il campo è libero da distrazioni visive e la mente di ciascun ascoltatore è una tela bianca.
    Proprio per questo, in un luogo come la Chiesa dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII (già sede delle opere di Andrea Mastrovito, Stefano Arienti e Ferrario Fréres), SYZYGY trova il suo lo spazio di espressione più consono ed affascinante.

    L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra due eccellenze del territorio come ASST Papa Giovanni XXIII e The Blank Contemporary Art, è sostenuta da CROPELLI SRL – unipersonale. SYZYGY si pone come un proficuo connubio tra sanità e arte all’interno di un percorso virtuoso che l’ospedale ha intrapreso da tempo.

    Hanne Lippard reciterà SYZYGY in inglese e verrà introdotta dalla curatrice, Claudia Santeroni.
    Al pubblico verrà fornito un testo con la traduzione in italiano di quanto verrà recitato dall’artista.

    SYZYGY è dedicata a Maria Teresa e Tarcisio Cropelli

    • Hanne Lippard
    Hanne Lippard (Milton Keynes, Inghilterra, 1984; vive e lavora a Berlino) è un’artista norvegese che incentra la sua ricerca sull’uso della voce come pratica artistica.
    Graphic designer di formazione, da sempre il suo interesse ruota attorno alla potenza delle parole.
    Qualunque sia il mezzo prescelto, la sua pratica utilizza la voce per trasmettere le discrepanze tra forma e contenuto: pur parlando talvolta di verità scomode o fastidiose, i testi sono letti dalla stessa Lippard con una tono composto, liquido e conciliante.
    Questo scollamento tra significato e significante, tra le parole e il loro ornamento vocale è ciò che distingue il lavoro dell’artista, che è stato esposto in numerose mostre, personali e collettive.

    • Ospedale Papa Giovanni XXIII
    L’Ospedale Papa Giovanni XXIII è tra i più grandi ospedali italiani e ospita tutte le specialità cliniche: attivo dal dicembre 2012, è un ospedale moderno e ad alto tasso di tecnologia, realizzato per massimizzare il benessere di malati e operatori.
    Ogni anno sono infatti 1 milione le persone che accedono agli ambulatori per visite ed esami, oltre 100 mila quelle che accedono al Pronto Soccorso, 45 mila quelle che vengono ricoverate, 36 mila quelle che subiscono un intervento chirurgico, più di 4 mila le donne che danno alla luce i loro bambini e oltre 300 i pazienti che ricevono un trapianto.
    Prestigioso è il patrimonio artistico che l’Ospedale custodisce, costituito da importanti opere di artisti contemporanei che hanno scelto il Papa Giovanni per esporre i loro lavori: opere che simbolicamente
    abbracciano le 10 mila persone che ogni giorno transitano per l’Ospedale di Bergamo, compresi i 4 mila operatori che al Papa Giovanni lavorano: medici, infermieri e personale tecnico, che offrono ogni giorno, ogni ora, assistenza globale e polispecialistica di alto livello ad adulti, bambini e anziani affetti da ogni patologia.

    • The Blank Contemporary Art
    The Blank è un’associazione culturale nata a Bergamo nel 2010 con l’intento di diffondere ed ampliare la passione e la curiosità verso l’arte contemporanea. The Blank è stata premiata nel 2016 come migliore realtà indipendente italiana da i7 –MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma e nel 2018 è tra i vincitori di Italian Council, il principale progetto del Ministero dei Beni e delle attività culturali. The Blank riunisce e promuove le realtà culturali del territorio bergamasco: istituzioni, musei, project space, artisti, collezionisti, operatori culturali.
    Tra le attività principali che l’associazione organizza annualmente figurano il progetto di Residenza d’artista The Blank Residency e il Festival ArtDate, riconosciuto per la qualità del suo programma dalla piattaforma della Comunità Europea EFFE – Europe for Festivals.
    Tra gli artisti con cui The Blank ha collaborato durante questi anni di attività: Guido Van der Werve, Jonas Mekas, Brendan Lynch, Adelita Husny-Bey, Salvatore Arancio, Andrea Mastrovito, Josh Tonsfeldt, Keren Cytter, Deimantas Narkevicious, Jonathan Monk, Cecile B. Evans, Dan Rees, Franco Vaccari.

    • CROPELLI SRL – unipersonale
    L’azienda Cropelli lavora con successo dal 1980 grazie alla ferrea volontà di restare al passo con l’innovazione, garantendo stampi di alta qualità e curando costantemente la relazione con il cliente.
    Nel 1980 Tarcisio Cropelli fonda la Cropelli, che nei primi anni di attività si dedica alla produzione di stampi attraverso macchine tradizionali.
    Il desiderio di evolversi e l’attenzione costante allo sviluppo tecnologico spingono l’azienda nella direzione del rinnovamento, passando gradualmente dalla copiatura diretta fino all’inserimento di macchinari ad alta velocità, sistemi CAD CAM e foratrici.
    Cropelli è sul mercato dal 1980 senza mai smettere di perseguire un’innovazione basata sull’attenzione per la qualità e sulla cura della relazione con il cliente, che si coniuga con i valori di una lunga tradizione di famiglia.

    HANNE LIPPARD, SYZYGY
    Domenica 16 dicembre, 2018
    h. 18:30
    Chiesa San Giovanni XXIII, ASST Papa Giovanni XXIII
    Piazza Organizzazione Mondiale della Sanità, 1
    Bergamo

    ART UP 11/18 PONZIANO LOVERINI 
    [=== ART == UP = 11 == 18 == PONZIANO = LOVERINI == ===]
    ART UP – UBI BANCA
    02.11.18 - 30.11.18

    Dal lunedì al venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO
    UBI Banca
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    ART UP  Incontri ravvicinati con la collezione d’arte di UBI Banca 

    ART UP è un’iniziativa culturale con cui UBI Banca intende offrire alla gentile clientela un incontro ravvicinato e “guidato” con le opere della sua collezione d’arte antica e contemporanea. Ogni mese, presso l’ingresso della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8, a Bergamo, una nuova opera d’arte (dipinto, scultura, disegno, fotografia, stampa, video, installazione, ecc.) selezionata tra quelle facenti parte della sua raccolta, viene proposta al pubblico e analizzata tramite una scheda storico-critica illustrata e collezionabile realizzata per l’occasione dallo storico dell’arte Enrico De Pascale, curatore responsabile della collezione. 

    PONZIANO LOVERINI 

    Funerale greco, 1900 ca. olio su tela – cm 71 x 164 

    Collezione UBI Banca, Bergamo

    Il dipinto è un bozzetto di notevoli dimensioni per un’opera mai realizzata e di cui si ignora (se mai vi è stato) il committente. La scena è impostata con notevole abilità registica sulla diagonale che da sinistra (dov’è la figura in abito scuro affranta dal dolore e appoggiata al muro) sale verso l’alto, lungo la monumentale scalinata. Al centro il corpo esanime di una giovane donna dai lunghi capelli sciolti è trasportato sul catafalco funebre da alcune figure con il capo velato.
    Sullo sfondo un lungo corteo di dolenti incede lentamente al chiarore delle torce proveniente da una costruzione simile al Partenone greco. La scena evoca un mondo solenne ed arcaico attingendo a un immaginario di vago sapore simbolista, accentuato dalla pennellata fluida, sintetica e intrisa di luce. 

    Allievo di Enrico Scuri, Ponziano Loverini subentrò a Cesare Tallone nella carica di Direttore della Accademia Carrara (1899) che mantenne per quasi trent’anni, fino al 1926. La sua specialità fu so- prattutto la pittura sacra, testimoniata dal gran numero di pale d’altare e cicli di affreschi realizzati specialmente per le chiese della provincia di Bergamo e di Brescia, oltre che per Pompei. Nel 1887 dipinge la grande tela con Santa Grata (oggi alla Pinacoteca Vaticana), commissionatagli dalla Diocesi di Bergamo per il Giubileo sacerdotale di Papa Leone XIII. Partecipa a numerose esposizioni nazionali ed estere ottenendo lusinghieri successi. Nel 1913 il Comune di Bergamo gli affida l’incarico di affrescare il Famedio del cimitero cittadino. Molto ricca anche la produzione nel campo della ritrattistica. 

    EDOARDO CONTE PER MARIO BENEDETTI - “LAVORI IN CORSO”
    [=== EDOARDO === CONTE ==== PER == MARIO == BENEDETTI ========= LAVORI == IN === CORSO ====== ==]
    QUARENGHICINQUANTA
    23.11.18 - 01.12.18

    INGRESSO LIBERO
    Inaugurazione: sabato 17 novembre 2018 ore 18,30, con la presenza di Mario Benedetti
    dal 23 novembre al 1 dicembre 2108
    orari di apertura: giovedì e venerdì 15,30 – 19,00; sabato 10,30 – 12,30 e 15,30 – 19,00
    Galleria Quarenghicinquanta, via Quarenghi 50 – Bergamo (cortile interno)
    Galleria Accademia Carrara – Giacomo, via Quarenghi 48 (vetrine su strada)



        [== LINK ==]

    Edoardo Conte
    per Mario Benedetti

    “LAVORI IN CORSO”
    Mostra fotografica in Galleria Quarenghicinquanta

    È un’incursione nel retrobottega di un grande artista. Un luogo dove il lavoro dell’artista come quello dell’artigiano spesso è protetto da avvisi che ne vietano l’ingresso ai non addetti ai lavori.
    Quali segreti e quali fatiche vi si nascondono? Edoardo Conte ha indagato quelle di Mario Benedetti per un quarto di secolo registrandone i gesti e la ritualità del fare come naturale conseguenza del suo concepire.
    Ne ottiene un racconto evolutivo sia della sua creatività sia del progresso tecnologico di registrazione dell’immagine, il tutto raccontato senza rigore, da scorrere come le pagine di una rivista.

    Spazi espositivi
    Galleria Quarenghicinquanta, via Quarenghi 50 – Bergamo (cortile interno)
    Galleria Accademia Carrara – Giacomo, via Quarenghi 48 (vetrine su strada)

    INGRESSO LIBERO

    Inaugurazione
    sabato 17 novembre 2018 ore 18,30, con la presenza di Mario Benedetti

    durata esposizione
    dal 23 novembre al 1 dicembre 2108
    orari di apertura
    giovedì e venerdì 15,30 – 19,00; sabato 10,30 – 12,30 e 15,30 – 19,00

    Considerazioni dell’autore
    Non so se essere stati preposti dal destino a creatività compulsiva è stata un’opportunità o una calamità. Ad ogni modo una delle conseguenze piacevolmente autoinflittomi è stata di vivere assediato da una quantità di contenitori di stimoli e idee accatastati in modo più o meno ordinato che si sovrappongono a tutti gli altri ovvero a quelli del mio lavoro “vero”.
    Schizzi, fotografie, ritagli d’articoli, libri, prototipi, simulacri, loghi, meccanica ed elettrotecnica, grafic designer e audio video. Insomma uno spazio ingombro d’intenzioni, di modelli, d’archetipi, di spunti, d’intuizioni, di progetti da realizzare, da lasciare dormienti o da dimenticare.
    E stato tirando uno di quei cassetti che sono emerse le esplorazioni fotografiche scattate sul lavoro di Mario Benedetti. A volte sorpreso a volte indagato nel suo lavoro di retrobottega, scrutato senza un vero motivo se non la viva curiosità di scoprire un’attività affascinante.
    Esse giacevano stratificate l’una sull’altra cronologicamente, testimoniando una storia di oltre un quarto di secolo di esplorazioni e collaborazioni. Visioni sedimentate come ere geologiche che denunciavano anche l’evoluzione della tecnologia nella registrazione delle immagini. Dalle ultime realizzate nei DVD con le clip video, poi i Compact Disc delle fotografie digitali ad alta definizione. Più sotto i floppy disk con le prime immagini digitali. Ancora più sotto delle scatoline arancioni con le diapositive. E ancora cilindri ermetici con negativi a colori lasciati in banda e infine sotto a tutto, gli storici negativi in bianco e nero tagliati diligentemente a sei fotogrammi e infilati nelle lunghe taschine delle pagine di raccoglitori in carta velina. Alcuni anche stampati a contatto per averne dei provini, come si faceva non molto tempo fa, ma ormai già in un’altra epoca.
    Per un architetto fare l’artista e per un artista fare l’architetto è sempre stato per entrambi un desiderio inconfessabile, ma c’è qualcosa di meglio di una semplice invasione i campo: la sinergia. Questa condizione di grazia ottenuta a volte dibattendosi fra economie e committenza, è stata possibile e speriamo che in quei momenti si sia realizzato qualcosa che oltre a valer solo un racconto, ma valga anche per ciò che hanno lasciato.
    Però fossero state anche solo storie, erano “storie” che non meritavano d’essere dimenticate in un cassetto, dovevano essere raccontate. La mia proposta a Dario Guerini e Mario Cresci ha suscitato il loro interesse e hanno reso possibile questa narrazione al pubblico.
    Ciò che è stato selezionato è stato digitalizzato riducendosi a solo una porzione di memoria di una piccola chiave USB di qualche millimetro cubo lasciandomi affascinato e un po’ sgomento. Poi il tutto è finito tramite moderni plotter su fogli di Forex come pagine di una rivista da sfogliare o su gli ormai quotidiani monitor, nella speranza di raccontarvi un po’ di quel fascino del fare.

    Le opere di un artista sono esposte al pubblico nelle gallerie, nei musei, le sue sculture a volte anche nei cortili o nelle piazze, esse appaiono così come l’autore le voleva. Sono opere compiute che comunicano emozioni, messaggi, ironie.
    Ma quanto lavoro maturato, ripreso, sperimentato nascondono fra i loro chiari e scuri, quanto nei solchi della loro plasticità? Noi fruitori curiosi possiamo solo immaginarlo.
    Purtroppo questo lavoro resterà sconosciuto e nel tempo quasi sempre dimenticato a favore del ricercato componimento finito. Eppure è in quel lavoro che l’opera è stata partorita, ha conquistato il suo diritto a esistere, fra intenzioni, scoperte, precisazioni, ripensamenti, riprese, fatiche e rinunce.
    In questa mostra c’è un po’ del lavoro di un artista che ho indagato con interesse per decenni e che ho sentito il desiderio di fermare, testimoniare perché quella manualità rimanga più a lungo nei ricordi. Un lavoro capace di dare “storia e voce” alle carte, ai cementi, alle tele e ai piombi dalla loro presenza silenziosa. Una mostra che racconta alcune brevi storie nel tentativo di far conoscere quanti misteri si nascondono in un atelier d’artista e come agisce un artefice del saper fare. Indurre sensazioni di profumi e odori, rumori e silenzi, come si trasforma la materia e di come prendono forma le immagini.
    L’ordine e il disordine, le materie prime selezionate o gli scarti ancora da riutilizzare, gli attrezzi allineati, i fogli ancora bianchi. E poi pennelli, i colori, le vernici, gli acidi, gl’inchiostri, gli ossidi, i reagenti e ancora mazzuoli, colle, lame, stracci, forbici, lime, bitume, carboncini, seghe, bulini e tarlatane. E inquietanti macchine nere capaci di stritolare immagini.
    Lavoro e ancora lavoro affinché il prodotto finale fuori a lì, esibito al pubblico possa mostrarsi straordinario e brillare d’orgoglio.
    (Edoardo Conte)

    Il viaggio nel cantiere di Benedetti
    (Dario Guerini)

    I “lavori in corso” di Edoardo Conte ci accompagnano in un piacevole viaggio nel tempo, un viaggio iconografico che scandisce la lunga vita artistica di Mario Benedetti. Conte ci regala un diario visivo di pregevole fattura, frutto di una costante consapevole attenzione e stima verso uno dei massimi protagonisti dell’arte contemporanea. Dimostra di conoscere a fondo gli ingredienti dell’opera di Mario Benedetti, come l’instancabile perizia del fare, la costante ricerca di visioni e di nuovi materiali, la poesia con cui veste le sue creazioni. Con il linguaggio fotografico l’autore ci porta sui luoghi di lavoro, quasi dentro le opere in lavorazione, dove le mani ruvide dello scultore e del pittore si muovono alternando leggerezza e intensità così come il suo estro e il suo istinto suggeriscono. Se dobbiamo usare una categoria di oggi, Mario Benedetti è un artista analogico, manuale, che usa mani e cervello come un esperto artigiano della migliore storia. Un maestro nel trasformare e dar corpo a un’ispirazione e a un’idea astratta con una sorprendente abilità e con una capacità di improvvisazione appartenente solo alla storia dei grandi musicisti di jazz.
    Nel racconto per immagini di Conte, la personalità di Benedetti emerge in modo inconfondibile e seducente. Anche Conte è un artista, un fotografo, soprattutto un architetto. Questo suo background lo ha facilitato a osservare per parecchi anni il lavoro di Benedetti, dividendo con lui momenti di riflessione e di progettazione, collaborando in fase di allestimento di opere esposte, apprezzando la sua mai sazia curiosità culturale e lo stile asciutto e diretto della sua personalità. Ne esce un racconto intenso che va oltre la documentazione e ci permette di entrare con naturalezza nel sorprendente complesso universo di un grande artista.
    (Dario Guerini)

    Il backstage dell’artista
    (Cesare Chirici)

    Una delle riflessioni meno consuete ma non prive di rilievo nell’economia della faticosa esperienza operativa del produttore d’arte, ha a che vedere col ruolo che può rivestire oggigiorno una pratica riflessiva ed espositiva orientata non tanto sulla formulazione dell’immagine dei manufatti ma sulla messa a fuoco di percorsi individuali, più o meno anfrattuosi, degli artisti, ove si rivela un’istanza di creatività quale emerge sia dall’impegno personale dell’operatore visivo nelle pieghe più recondite delle sue declinazioni (vedi il caso di Mario Benedetti) che dai contributi più rilevanti di alcune correnti artistiche contemporanee: quelle legate più al processo operativo che alla concretizzazione oggettuale, nonché gravide di senso nella direzione di una messa in mora dell’opera-merce da esporre e consumare alla stregua di un qualsiasi altro prodotto del sistema capitalistico. Tutto ciò in nome di una prospettiva estetica meno vincolata alle regole vigenti nel settore delle arti visive, che tendono ad accorciare il percorso che conduce all’opera compiuta mostrandosi meno aperte a eventuali ulteriori possibilità.
    Non si tratta soltanto di realizzare opere d’arte utili al sistema per continuare ad affermare se stesso in un’orgia di autoreferenzialità e in nome della realizzazione di beni rifugio, si tratta di conservare la relazione con un’esperienza che ha i suoi profondi legami con la storia e col passato, e si caratterizza per un’urgenza interiore nella quale l‘aspetto elaborativo, e la dimensione artigianale che l’anima sono legati a una pratica ancestrale caratterizzata da una finalità il cui senso è custodito all’interno della pratica stessa(la finalità senza fine di kantiana memoria o il fare che inventa il proprio modo di fare secondo il filosofo Luigi Pareyson). Una pratica, insomma, che trova la sua ragion d’essere in qualcosa che viene da lontano (Mario Benedetti lo dimostra ad abundantiam soprattutto nella cadenza e nel ritmo quasi rituale delle sue procedure, che l’esposizione in oggetto evidenzia nelle varie angolazioni) e si eccepisce a suo modo dalla diffusa logica destinale che compete oggigiorno alle opere d’arte, qualora queste ultime assecondino non di rado gli escamotages che il sistema vigente escogita per perpetuarsi.

    Profilo di Mario Benedetti

    è nato a Terni nel 1938. Compie gli studi a Milano. E’ presente con la sua attività espositiva in gallerie e musei, in Italia e all’estero, in particolare in Danimarca, Germania, Spagna, Brasile e Messico. Tra le mostre personali: Galleria Martano, Torino, Galleria Lorenzelli, Bergamo, Galleria Milano, Milano, MARGS, Museu de Arte do Rio Grande do Sul, (Porto Alegre), MASP Museu de Arte Assis Chateaubriand, (São Paulo) e MAM Museu de Arte Moderna, (Rio de Janeiro), GAMEC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Fondazione Mudima, Milano, Museo Nacional de la Estampa a Città del Messico, MART, Museo delle Albere, Trento, Museo Civico Ala Ponzone, Cremona, GLUO, Galerija likovnih umjetnosti Osjek, Croazia….
    Nel campo della calcografia Benedetti ha realizzato opere di grande formato nei laboratori di Niels Borgh Jensen a Copenaghen e di Grafica Uno di Giorgio Upiglio a Milano e di Stamperia d’Arte Albicocco, Udine..
    Ha inoltre realizzato opere applicate all’architettura, eseguite con vari materiali, come cemento, ceramica, piombo, ferro, terra cotta, bronzo e vetro.
    Attualmente vive e lavora a Bergamo e Milano dove è stato titolare della cattedra di Tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Brera.

    Quarenghicinquanta è uno spazio dedicato alla fotografia che si pone come punto di riferimento per mostre temporanee, eventi ed incontri con autori e operatori del mondo dell’immagine.
    Un luogo espositivo per proporre firme autorevoli della fotografia italiana ed internazionale, ma anche un laboratorio dove si incontrano e si confrontano esperienze, si valorizzano autori giovani o inediti, si sviluppano idee e si lanciano progetti individuali e collettivi con l’intento di promuovere una fotografia di ricerca libera e innovativa e non più solo storicizzata. Quarenghicinquanta è anche un incrocio tra fotografia e altri linguaggi come la letteratura, la poesia, l’architettura, la pittura, il design e la musica. Perché la sinergia tra espressioni artistiche differenti è arte all’ennesima potenza.

    EVENTI
    [=== EVENTI =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    01.11.18 - 30.11.18
        [== LINK ==]

    VISITA “LE VERITÀ NASCOSTE DELL’ARTE”
    (BLACK HOLE. ARTE E MATERICITÀ TRA INFORME E INVISIBILE + LE STORIE DI BOTTICELLI)

    Giovedì 1 novembre, ore 10:00
    Costo: € 28,00 (ingresso alle due mostre + visita guidata)
    Percorso a numero chiuso (min. 12 – max. 25 persone)
    Durata: 120 min.
    Appuntamento presso la biglietteria della GAMeC

    Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie) a tutti gli appuntamenti:
    visiteguidate@gamec.it
    Tel. 035 235345

    VISITA A BLACK HOLE. ARTE E MATERICITÀ TRA INFORME E INVISIBILE

    Domenica 18 novembre, ore 15:30
    Costo: € 12,00 (ingresso + visita guidata)
    Percorso a numero chiuso (min. 12 – max. 25 persone)
    Durata: 75 min.

    Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie) a tutti gli appuntamenti:
    visiteguidate@gamec.it
    Tel. 035 235345

    LABORATORI PER BAMBINI
    Dai 5 agli 11 anni

    Domenica 11 novembre, ore 15:30

    Costo del laboratorio: € 6,00
    Ingresso gratuito alla mostra
    Durata del laboratorio: 120 min.

    Il percorso è a numero chiuso e verrà attivato con un minimo di 15 iscritti.

    Per informazioni e prenotazioni:
    visiteguidate@gamec.it
    tel: 035 270272

    SFOGHI
    Laboratori per adulti
    A cura di Clara Luiselli

    Proseguono gli appuntamenti con i laboratori esperienziali che permetteranno ai partecipanti di analizzare da vicino la ricerca sul tema della materia intrapresa da alcuni degli autori della mostra Black Hole. Arte e matericità tra Informe e Invisibile, e di cogliere il significato profondo dei lavori presentati.

    Giovedì 8 novembre 17:00 alle 19:00 | ANSELM KIEFER
    Giovedì 15 novembre 17:00 alle 19:00 | JEAN DUBUFFET
    Giovedì 22 novembre 17:00 alle 19:00 | HANS JOSEPHSOHN

    Costo di ciascun laboratorio: 12,00 €.
    Il pagamento del biglietto (8,00 € salvo riduzioni o gratuità) è previsto solo per la prima partecipazione; gli ingressi successivi saranno gratuiti per coloro che prenderanno parte a più appuntamenti.

    Per iscrizioni e informazioni:
    servizieducativi@gamec.it
    Tel. 035 270272

    PUBLIC PROGRAM
    Prosegue la programmazione di Public Program, la piattaforma di incontri aperti al pubblico nata dalla collaborazione tra GAMeC e Accademia di belle arti G. Carrara di Bergamo, che per questo ciclo vede la partecipazione di BergamoScienza e Lab80 e verte sui temi della materia e del rapporto tra arti visive e scienza.
    Incontri d’eccezione con importanti personalità del panorama scientifico e artistico accompagneranno il pubblico alla scoperta dei temi indagati dagli autori presenti in mostra, da Auguste Rodin ad Alberto Giacometti, da Jean Dubuffet ad Anish Kapoor.

    Mercoledì 7 novembre, ore 18:00
    Incontro con Evelina Domnitch & Dmitry Gelfand
    Artisti
    Sede: GAMeC, Spazio ParolaImmagine

    Venerdì 9 novembre, ore 10:30
    Incontro con Luca Pozzi
    Artista
    Sede: Accademia di Belle Arti G. Carrara

    Martedì 27 novembre, ore 21:00
    Proiezione del film “Il senso della bellezza”
    Sede: Auditorium di Piazza Libertà

    gamec.it

    MOSTRE
    [=== MOSTRE =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    04.10.18 - 06.01.19
        [== LINK ==]

    In corso alla GAMeC, fino al 6 gennaio, la grande mostra Black Hole. Arte e matericità tra Informe e Invisibile, a cura di Sara Fumagalli e Lorenzo Giusti, che presenta un dialogo inedito tra materia, arte e scienza.

    Sviluppata con la consulenza scientifica del fisico Diederik Sybolt Wiersma e con la partecipazione di BergamoScienza, l’esposizione è il primo appuntamento di un ciclo triennale dedicato alla materia e annovera opere di grande prestigio provenienti da istituzioni internazionali, centri di ricerca scientifica, collezioni pubbliche e private, gallerie, fondazioni e archivi d’artista.

    Oltre 80 lavori si snodano lungo le tre le sezioni che compongono il percorso espositivo: la prima, Informe, presenta capolavori di Jean Fautrier, Lucio Fontana, Piero Manzoni e Antoni Tàpies posti in dialogo con le Combustioni e i Cretti di Alberto Burri, le statue “colanti” di Cameron Jamie e le astrazioni screpolate di Ryan Sullivan, per citarne alcuni.
    Uomo-Materia mette invece a confronto opere contraddistinte da una forte componente materica e dalla presenza dell’elemento antropomorfo, tra cui le sculture di Auguste Rodin e Medardo Rosso; le teste monolitiche di Hans Josephsohn e le figure “intrappolate” di Alberto Giacometti; i dipinti di Karel Appel e Asger Jorn, caratterizzati da colori brillanti, violente pennellate e figure umane distorte.
    Infine, Invisibile accoglie lavori che guardano agli aspetti più nascosti della materia: dalle Tessiturologie di Dubuffet alle composizioni degli artisti del Movimento Arte Nucleare – Enrico Baj, Sergio Dangelo e Joe Colombo – che rielaborano le suggestioni provocate dall’esplosione della bomba atomica, fino alle ricerche di Jol Thomson, Hicham Berrada e Thomas Ruff, in cui la nozione classica di “materia” abbraccia il concetto di energia. La mostra si chiude con una suggestiva installazione ambientale di Evelina Domnitch & Dmitry Gelfand, che riproduce l’interazione di due buchi neri attraverso un cunicolo spazio-temporale.

    gamec.it

    DOPOLALODE
    [= DOPOLALODE ===]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    11.12.18 - 22.12.18

    GIACOMO – Via G. Quarenghi, 48 c/d – Bergamo
    Inaugurazione: lunedì 10 dicembre ore 18.00
    Apertura: 11 dicembre – 22 dicembre 2018
    Da giovedì a sabato 17:00-19:00



        [== LINK ==]

    Mostra dei progetti di tesi degli studenti diplomati:
    Pietro Abati, Jennifer Facoetti, Giada Fornoni, Lorenzo Lunghi, Francesca Melone, Daria Romanenko, Sara Soranto.

    Inaugurazione: lunedì 10 dicembre 2018 – ore 18.00
    Apertura: 11 dicembre – 22 dicembre 2018
    Da giovedì a sabato 17:00-19:00
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo

    L’Accademia di belle arti G. Carrara è lieta di presentare la terza edizione di DOPOLALODE, mostra in cui trovano spazio i più meritevoli lavori di tesi discussi nelle ultime sessioni di laurea dell’Accademia.
    Per un giovane artista l’uscita dall’Accademia è uno snodo importante, un punto di passaggio decisivo, a volte critico, per capire quale direzione dare al proprio percorso. La prova finale di laurea è per questo il risultato di un’attenta e scrupolosa sperimentazione, carica di aspettative, desideri ed energie.
    DOPOLALODE nasce dal desiderio di dare valore e visibilità ai percorsi di ricerca degli studenti più meritevoli, offrendo un’occasione di verifica della qualità del loro lavoro e di dialogo con la città nei nuovi spazi di Giacomo.
    La mostra nasce con l’intento di diventare un appuntamento a cadenza annuale. Gli artisti partecipanti sono stati selezionati dalle rispettive commissioni di laurea, che hanno assegnato, oltre alla votazione finale, anche il riconoscimento della ‘dignità di esposizione’.
    In mostra troverà spazio la più ampia gamma di proposte artistiche, tra cui video, fotografie e installazioni.
    DOPOLALODE apre ufficialmente il programma espositivo di Giacomo per l’anno accademico 2018/19, che ospiterà proposte di studenti e diplomati oltre che progetti ed eventi organizzati dall’Accademia.

    GIACOMO – Via G. Quarenghi, 48 c/d – Bergamo
    Inaugurazione: lunedì 10 dicembre ore 18.00
    Apertura: 11 dicembre – 22 dicembre 2018
    Da giovedì a sabato 17:00-19:00

    Informazioni: tel. 035 399563 – segreteria@accademiabellearti.bg.it – www.accademiabellearti.bg.it

    Con il contributo di AP design

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