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    ONGOING PROJECTS
    TB Conversations
    [=== TB ==== Conversations ==]
    VAI AL PROGETTO

    A cura di Claudia Santeroni



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    The Blank Conversation è un progetto dedicato ad artisti under 35 e si è articolato su due anni, 2014 e 2015, rispettivamente dedicati ad artisti italiani e stranieri. Il progetto prevede che gli artisti trascorrano una breve residenza a Bergamo, ospiti della Residenza di The Blank.
    Durante il loro soggiorno conoscono le principali realtà culturali del territorio e si interfacciano con lo staff di The Blank.
    La permanenza viene documentata fotograficamente e il materiale raccolto convogliato in una piccola pubblicazione dedicata, bilingue, che racconta dell’esperienza e offre una sintesi della ricerca degli artisti coinvolti.

    TB Educational
    [= TB = Educational ===]

    The Blank Educational è un progetto pensato per accompagnare gli studenti della scuola secondaria alla scoperta dell’Arte Contemporanea attraverso workshop di introduzione ai linguaggi del contemporaneo e talk con artisti a scuola, studio visit e visite guidate presso musei, gallerie e spazi espositivi del territorio.

    Dal 2017 il progetto include proposte di visita guidata dinamica accessibili alle persone non udenti.

    Con il contributo di Comune di Bergamo, Fondazione ASM e Fondazione Pio Istituto dei Sordi.
    In partnership con la Provincia Bergamo.

    TB Hospitality
    [= TB === Hospitality =]
    VAI AL PROGETTO

    In partnership con

    logo_thatscontemporary_magenta1

    Con il contributo di

    cariplo

    Nell’ambito del progetto

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    The Blank offre a tutti gli appassionati d’arte, creativi e operatori culturali, la possibilità di vivere un soggiorno particolare a Bergamo, con un servizio di ospitalità nella residenza di The Blank, in Via G. Quarenghi 50, a due minuti dalla stazione dei treni e dalla centralissima via XX Settembre.

    The Blank è un’Associazione culturale composta da persone che si occupano di arte contemporanea e, su richiesta, è in grado di mettere a disposizione operatori, curatori e artisti per scoprire la città come mai prima d’ora. Un team specializzato sarà a disposizione per disegnare il miglior percorso in base agli interessi culturali di ognuno.

    The Blank Hospitality è parte del progetto Art in Network, realizzato in partnership con l’associazione That’s Contemporary e sviluppato nell’ambito del progetto fUNDER35 di Fondazione Cariplo.

    Per informazioni
    info@theblankresidency.it

    WHAT'S ON
    IL DISTRIBUTORE DI CULTURA
    TRAFFIC GALLERY
    IL DISTRIBUTORE DI CULTURA
    03.05.18 - 13.05.18
        [== LINK ==]

    Sul Sentierone, nel pieno centro cittadino, sarà collocato un particolare distributore automatico di cultura che, accanto alle pubblicazioni delle lezioni magistrali degli ospiti speciali che hanno partecipato a Bergamo Festival, erogherà serigrafie di artisti affermati, in edizione limitata e in formato tascabile.
    L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione di alcune tra le più note gallerie di Arte Contemporanea di Bergamo. Ciascuna galleria ha chiesto a un proprio artista di realizzare una serigrafia in esclusiva sul tema affrontato quest’anno dal Festival, la Riconciliazione.

    Il distributore di cultura è personalizzato con un’opera realizzata da Enrico Sironi, in arte “Hemo”, Urban Artisti bergamasco affermato nel panorama nazionale.

    Artista Erik Saglia – GALLERIA THOMAS BRAMBILLA
    Titolo progetto: Convergenze parallele

    Artista Marco Manzoni – GALLERIA MARELIA
    Titolo progetto: Tabula rasa

    Artista Karin Andersen – TRAFFIC GALLERY
    Titolo progetto: Huckepack

    ROOM 237 – EPISODIO 1: STEVE PICCOLO
    ROOM 237
    ROOM 237 – EPISODIO 1: STEVE PICCOLO
    26.05.18 - 30.06.18

    26.05 – 30.06.18
    opening 25.05.2015 h. 20.00
    ROOM 237
    via E. Berlinguer, 5 Villa di Serio (Bg)
    info@room237.it



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    ROOM 237 è l’arto fantasma di OG STUDIO, un rifugio parallelo dove deporre e incubare progetti mancati e schiudere visioni sepolte, uno stomaco dove fabbricare larve e produrre scarti.
    ROOM 237 è l’appendice di OG Studio, lo studio di Oscar Giaconia.
    ROOM 237 è una project room dove ospitare interventi di artisti con cui OG Studio ha collaborato in precedenza o semplicemente con cui esiste un rapporto di interesse reciproco, sinergia nelle ricerche seppur formalmente differenti.
    ROOM 237 è una macchina per inscatolare im-possibilità: ogni artista invitato gestisce il luogo senza restrizioni di sorta, anche abitando lo spazio con operazioni abbandonate e recuperate.
    ROOM 237 è una stanza d’albergo in fondo ad un tunnel, la cui soglia è distinta da una luce rossa.

    ROOM 237 inaugura con la solo show di Steve Piccolo The Audience of the End, the End of the Audience: una serie di immagini progettate appositamente per l’occasione la cui fruizione sarà accompagnata da una colonna sonora dedicata.

    Steve Piccolo (USA, vive e lavora a Milano).
    Dopo gli studi al Bard College e alla New York University, ha iniziato la sua carriera negli anni ‘70 suonando il basso in gruppi jazz e facendo sound/performance a New York. Nel 1979 ha fondato i Lounge Lizards con i fratelli Lurie.
    Attivo sin dalla metà degli anni ‘70 attraverso musica, teatro, installazioni sonore e arte contemporanea, nel corso del tempo le operazioni cui si è dedicato sono diventate troppo numerose per poter essere elencate tutte.
    Steve Piccolo e Oscar Giaconia si conoscono all’Accademia di belle arti G. Carrara, quando Piccolo insegnava Progettazione Sonora: l’attitudine alla contaminazione e al prelievo/innesto attraversa le rispettive ricerche.

    Nel 2015 Steve Piccolo ha composto un’audio installazione che ha accompagnato l’evento ILINX | vertigine pittura suono presso OG Studio e nel 2017 è stato autore dell’impianto sonoro dell’opera video Sexual Clumsiness of Amphibious Machine di Oscar Giaconia.

    ROOM 237 | EPISODIO 1 – Steve Piccolo
    The Audience of the End, the End of the Audience
    26.05 – 30.06.18
    opening 25.05.2015 h. 20.00
    ROOM 237
    via E. Berlinguer, 5 Villa di Serio (Bg)
    info@room237.it
    ROOM 237 inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – FREQUENZE/FREQUENCIES (25 26 27 Maggio 2018) le giornate dedicate all’arte contemporanea organizzate annualmente a Bergamo da The Blank Contemporary Art.

    STRACCI A PARTE
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    STRACCI A PARTE
    31.05.18 - 09.06.18

    Inaugurazione: domenica 27 maggio 2018  ore 18.30

    Apertura: 31 maggio – 9 giugno 2018 (chiusura 2 giugno)

    Da giovedì a sabato 16.00 – 18.30

    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo



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    Stracci a parte

    Inaugurazione: domenica 27 maggio 2018  ore 18.30

    Apertura: 31 maggio – 9 giugno 2018 (chiusura 2 giugno)

    Da giovedì a sabato 16.00 – 18.30

    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo

    con il contributo di AP design

    L’Accademia di belle arti G. Carrara è lieta di presentare Stracci a parte, progetto espositivo di Hermann Bergamelli, quarto  dei cinque progetti della stagione espositiva di Giacomo 2018 che sono stati selezionati tramite bando rivolto a studenti e diplomati dell’Accademia. Stracci a parte inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – FREQUENZE/FREQUENCIES (25 26 27 Maggio 2018) le giornate dedicate all’arte contemporanea organizzate annualmente a Bergamo da The Blank Contemporary Art.

    Hermann Bergamelli indaga la società contemporanea attraverso i suoi indumenti, concentrandosi sulle crepe che evidenziano meccanismi di contraddizione e discriminazione sociale.  Il tessuto vissuto e usato è un elemento sostanziale, una testimonianza fisica e reale di una perdita, di un tempo, di relazioni, di un pezzo di vita. Per Stracci a parte, Hermann Bergamelli ha provveduto a raccogliere materiale nella zona di Via Quarenghi e dintorni, coinvolgendo le diverse culture che da tempo vivono e animano il quartiere. Dall’intensa trama di relazioni e scambi che ha caratterizzato l’operazione, è nata l’installazione Presto pioverà, il tentativo da parte dell’artista di dare forma alla volontà di donne e di uomini che da tutta la vita inseguono la propria determinazione in quanto esseri umani.

    Giacomo

    Nel 2016 grazie al Comune di Bergamo e a Bergamo Infrastrutture, l’Accademia ha inaugurato Giacomo, due nuovi spazi in stretto dialogo con la città, adibiti alla didattica, ad attività laboratoriali, conferenze, sede espositiva e studio per giovani artisti. Gli spazi del civico 48 c/d di via Quarenghi ospitano un ricco programma espositivo caratterizzato da progetti ed eventi di studenti e diplomati oltre che da iniziative promosse dall’Accademia.

    Informazioni: tel. 035 399563
    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it

    Con il contributo di AP design

    INDOOR
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    INDOOR
    08.05.18 - 20.05.18

    Inaugurazione lunedì 7 maggio 2018 ore 17.00

    Apertura speciale venerdì 18 maggio ore 18.00 con set sonoro di Andrea Abate

    apertura 8-20 maggio 2018

    da giovedì a domenica 16.00 – 18.30

    c/o Giacomo, via Quarenghi 48 c/d, Bergamo



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    INDOOR

    mostra di Luca Brama

    Inaugurazione lunedì 7 maggio 2018 ore 17.00

    Apertura speciale venerdì 18 maggio ore 18.00con set sonoro di Andrea Abate

    apertura 8-20 maggio 2018

    da giovedì a domenica 16.00 – 18.30

    c/o Giacomo, via Quarenghi 48 c/d, Bergamo

    L’Accademia di belle arti G. Carrara è lieta di presentare INDOOR, progetto espositivo di Luca Brama, terzo dei cinque progetti della stagione espositiva diGiacomo2018 che sono stati selezionati tramite bando rivolto a studenti e diplomati dell’Accademia. INDOOR è realizzata in collaborazione con la quinta edizione del Festival ORLANDO identità, relazioni, possibilità (15-20 maggio 2018).

    Il titolo INDOOR fa riferimento agli spazi interni, quotidiani, abitati.

    La mostra è composta da frame prelevati da filmati pornografici amatoriali presenti in rete.

    In questo contesto INDOOR opera uno stravolgimento su due livelli. Il primo è uno spostamento dal contesto pornografico a un contesto personale e intimo, trasfigurando la crudezza della pornografia in tenerezza e straniamento.

    Il secondo è uno spostamento interno ai modi espressivi e tecnici del video pornografico stesso, in particolare dai caratteri prescrittivi del porn-script che allora esce dai binari e rivela quello che invece è ”out-script”.

    Orlando

    Orlando è un festival che esplora il mondo delle relazioni, le identità di genere, gli orientamenti sessuali, gli stereotipi del maschile e del femminile, il rapporto con il corpo.

    Proiezioni cinematografiche, spettacoli di teatro e danza, formazione, laboratori, mostre e incontri in diversi luoghi della città di Bergamo, per mostrare come le differenze possano costruire una società più ricca e accogliente sotto il profilo umano, sociale e culturale.

    Il festival è prodotto da Associazione Laboratorio 80 e Associazione Culturale Immaginare Orlando

    www.orlandofestival.it

    Giacomo

    Nel 2016 grazie al Comune di Bergamo e a Bergamo Infrastrutture, l’Accademia ha inaugurato Giacomo, due nuovi spazi in stretto dialogo con la città, adibiti alla didattica, ad attività laboratoriali, conferenze, sede espositiva e studio per giovani artisti. Gli spazi del civico 48 c/d di via Quarenghi ospitano un ricco programma espositivo caratterizzato da progetti ed eventi di studenti e diplomati oltre che da iniziative promosse dall’Accademia.

    Informazioni: tel. 035 399563
    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it

    Con il contributo di AP design

    NICOLA FORNONI | FUCKDERMIA
    VAKU PROJECT SPACE
    NICOLA FORNONI | FUCKDERMIA
    26.05.18 - 27.06.18

    Inaugurazione:  sabato 26 maggio 2018 ore 18.30
    apertura domenica 27 maggio (ArtDate) ore 10.00-13-00/16.00-19.00
    fino al 10 Giugno con appuntamento (vakuprojectspace@gmail.com – 3335607665)



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    Nicola Fornoni | FUCKDERMIA

    a cura di Alberto Ceresoli

    Nicola Fornoni (Brescia, 1990) è stato invitato a festival, progetti di mostra e talk in Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania, Grecia, USA,  Brasile, Messico, Colombia, Argentina, Bangladesh e Indonesia

    Gli spazi di Vaku Project Space sono lieti di ospitare la prima personale in Italia dell’artista. Fuckdermia è una performance inedita, un live durational presentato sabato 26 maggio dalle ore 19.00 per tutta la durata dell’opening. 

    In mostra le opere video: 

    Overshoot day. Performance, 2017 – selezionata per PAS 2018, Bienal International de Performance Art de Bogotà, Colombia. 

    Rinascita. Performance, 2013-2017 – presentata  per il  4th International Performance Art Weekend  di Berlino (2017) e per x-24 Festival di Gainsborough, UK (2016)

    Diventa ciò che sei. A mia madre. Performance, 2015-2017 – presentata per il 3rd Venice International Performance Art Week (2016) e per Pancaroba Festival (2015) di Jakarta (RI)

    Nemo Propheta in Patria. Performance, 2016 – presentata per EJECT Festival de Videoperformance (2016), Ciutad de Mexico (MX) e per Mutoscopio Festival Itinerante de Videoart (2017), Ciutad de Mexico (MX)

    Corallo liquido. Performance, 2015 – presentata per CORPO VII Historycizing, Festival delle Arti Performative (2017), Pescara. In collaborazione con CAPPA (Centro di Archiviazione e Promozione della Performing Art). 

    In vino veritas. Performance, 2015 – First Prize Performance/Street Art_Premio Adrenalina di Roma (2016)

    Aritmia. Performance, 2015 – presentata per il Festival F(X)2 di  Belo Horizonte, Brasile (2016) e per Tactile Bodies Festival di Nicosia, CY (2017) 

    Corpocontrocorpo. Performance, 2014 – presentata per festival e progetti di mostra in Italia, Spagna e Argentina.

    inaugurazione sabato 26 maggio 2018 ore 18.30

    apertura domenica 27 maggio (ArtDate) ore 10.00-13-00/16.00-19.00

    fino al 10 Giugno con appuntamento (vakuprojectspace@gmail.com – 3335607665)

    – – 

    L’evento “Nicola Fornoni | FUCKDERMIA” inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – FREQUENZE/FREQUENCIES (25 26 27 Maggio 2018) le giornate dedicate all’arte contemporanea organizzate annualmente a Bergamo da The Blank Contemporary Art

    Interno 13 nasce nel 2015 a Bergamo per iniziativa di Alberto Ceresoli e si costituisce come Associazione di promozione sociale, un centro di vita associativa autonomo, pluralista, apartitico e progressista.

    Agli inizi dell’anno 2017 l’Associazione vince il bando “Beni Comuni” promosso dal Comune di Bergamo con lo scopo di attivare collaborazioni da parte di cittadini attivi, costituiti in Associazione, per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei Beni Comuni urbani. Con Vaku Project Space l’organizzazione è impegnata in un processo di rigenerazione degli spazi in Via San Lorenzo 12 Città Alta (BG), oggi sede operativa dell’Associazione: centro per la sperimentazione e produzione artistica multidisciplinare, luogo per l’esperienza estetica, sociale, culturale e espressione di un’idea di protagonismo giovanile territoriale.

    Nel 2018 Vaku Project Space entra nel circuito The Blank Contemporary Art, network che riunisce e promuove le realtà culturali del territorio bergamasco: istituzioni pubbliche e private, musei, gallerie, project space, artisti, collezionisti, operatori culturali. 

    INTERFERENZE
    GALLERIA ELLENI
    INTERFERENZE
    26.05.18 - 16.06.18

    26 Maggio -16 Giugno 2018
    Inaugurazione: sabato 26 Maggio 2018, dalle 18.00



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    Mario Cresci e Aldo Tagliaferro

    INTERFERENZE

    26 Maggio -16 Giugno 2018

    A cura di Sara Fontana

    opening Sabato 26 Maggio 2018 dalle 18.00

    Durante l’inaugurazione sarà presentato il libro di Sara Fontana Arte e antropologia in Italia negli anni Settanta (Postmedia books, 2018) alla presenza degli artisti Mario Cresci, Armando Marrocco e Antonio Paradiso.

    La mostra Mario Cresci e Aldo Tagliaferro, Interferenze inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate  FREQUENZE/FREQUENCIES (25 26 27 Maggio 2018), le giornate dedicate all’arte contemporanea organizzate annualmente a Bergamo da The Blank Contemporary Art.

    Protagonisti, negli anni Settanta, del dibattito tra arte e fotografia, lungo una carriera pluridecennale Mario Cresci (Chiavari, 1942) e Aldo Tagliaferro (Legnano, Milano, 1936 – Parma 2009) sono rimasti entrambi fedeli sia all’utilizzo del linguaggio fotografico, sia a un’autentica ricerca artistica, muovendo da una riflessione sociologica per poi indagare i temi della memoria e dell’identità.

    Cresci presenta una selezione di opere tratte dalle due serie Le macchine di Penelope e Pietre Coti, entrambe parte di un progetto più ampio dedicato nel 2008 a luoghi, elementi e personaggi della storia bergamasca. Il territorio di Bergamo, come già quello di Matera negli anni Settanta, è qui il luogo dell’indagine antropologica di Cresci: un’indagine che coinvolge l’arte, la cultura (anche la cultura popolare e la cultura materiale), la scienza e l’industria. Nelle immagini delle macchine del cotonificio Albini, come in quelle delle “Pietre Coti” (un prodotto tipico della bassa Val Seriana utilizzato come abrasivo per affilare utensili metallici), l’artista evidenzia sequenze lineari e configurazioni astratte, potenziando le valenze segniche e dinamiche della rappresentazione.

    Di Tagliaferro sono esposte alcune opere del ciclo Analisi della pettinatura africana. “Dal segno alla scrittura”, una ricerca nata alla fine degli anni Settanta durante un soggiorno dell’artista nel Congo. Le immagini colgono l’aspetto etnologico delle acconciature, ma esaltano soprattutto il rigore del “segno” e l’uso della ripetizione. Nelle sue Annotazioni di lavoro, Tagliaferro scrive: “L’intervento si sviluppa in tre momenti: nel primo le immagini “registrate” sono state isolate dal loro contesto, annullando anche i visi, per evidenziare la traccia segnica della pettinatura, poi riproposte strutturandole su una forma geometrica per accentuare il rigore del “segno”; nell’elaborazione dei vari “modelli” l’immagine è stata dilatata fino a diventare una macroimmagine, questo per estraniare la rappresentazione e focalizzare le sue “tracce”; infine, attraverso la ripetizione del dettaglio di un’immagine, questa si trasforma diventando quasi una scrittura”.

    GALLERIA ELLENI
    via Broseta 37
    24121 Bergamo,
    Tel. (+39) 035.243667
    info@galleriaelleni.it
    www.galleriaelleni.it

    ART MOVIE - REFLECTING MEMORY. KADER ATTIA
    CONTEMPORARY LOCUS
    ART MOVIE - REFLECTING MEMORY. KADER ATTIA
    09.05.18

    KADER ATTIA
    Réfléchir la Mémoire / Reflecting Memory
    , 2016
    video HD, 48’
    Video still
    Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana

    Mercoledì 9 maggio 2018, ore 21
    Auditorium Piazza della Libertà – Bergamo



        [== LINK ==]

    ART MOVIE
    a cura di Contemporary Locus e Lab 80 film
    presenta:

    Mercoledì 9 maggio 2018, ore 21
    Reflecting Memory. Kader Attia
    (Video HD, 48’)
    introdotto da Paola Tognon e Angelo Signorelli
    Auditorium Piazza della Libertà – Bergamo

    “Reflecting Memory” è l’ultimo film di Kader Attia (1970, Francia), opera con il quale l’artista ha vinto il Prix Marcel Duchamp nel 2016. Basato sulla sindrome dell’arto fantasma, affronta il tema della memoria e della sua capacità di “riparare” le fratture della storia.

    Mercoledì 9 maggio, alle ore 21, presso l’Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo, Contemporary Locus e Lab 80 film presentano il secondo appuntamento di ART MOVIE, il nuovo progetto internazionale che nasce con l’obiettivo di presentare, distribuire e produrre film d’artista e sperimentali.

    Presentato nell’estate del 2017, in prima nazionale sottotitolato in italiano, in occasione di Contemporary Locus 12 con gli artisti Kader Attia e Alvin Curran nell’Ex Albergo Diurno, il film Reflecting Memory, su grande richiesta del pubblico, torna al cinema per ARTMOVIE in proiezione unica presso il Cinema Auditorium di Bergamo. La proiezione è introdotta da una breve presentazione sull’artista di Paola Tognon e Angelo Signorelli.

    “Reflecting Memory” è un film documentario sulla sindrome dell’arto fantasma nel quale le interviste a specialisti (chirurghi, neurologi, psicoanalisti) e persone mutilate costruiscono un percorso narrativo e introspettivo che orienta la riflessione di Kader Attia. La patologia dell’arto fantasma, che colpisce chi ha perduto una parte del corpo, consiste nella sensazione di persistenza di un arto dopo la sua amputazione, cioè nella reale percezione di un dolore proveniente da una parte di sé non più presente, di fatto inesistente. In questo film viene restituito un concetto fondamentale nella ricerca e nella poetica dell’artista: il concetto di repair (riparazione), non solo fisica ma anche morale. Nel lavoro di Attia repair non implica un ideale di perfezione o ri-creazione di una condizione originaria, ma, al contrario, significa coinvolgere la memoria, la sua forza politica ed evocativa.

    Kader Attia (1970, Francia) vive e lavora tra Berlino, Parigi e Algeri. Considerato uno degli artisti più influenti della sua generazione dalla presentazione a Documenta 13 nel 2012, si impone tra i protagonisti della scena artistica internazionale: nel 2017 partecipa alla 13° Biennale di Sharjah e alla 57. Biennale di Venezia, nella mostra Viva Arte Viva curata da Christine Macel. Nel 2016 viene insignito del prestigioso Prix Marcel Duchamp e la tedesca AICA (Confederazione Internazionale Critici d’Arte) decreta migliore mostra dell’anno la sua personale al Museo MMK für Moderne Kunst di Francoforte. Sempre nel 2016, Attia apre a Parigi il suo spazio multidisciplinare La Colonie. Nel 2017 vince il Premio Joan Miró, Fundació Joan Miró, Barcellona.

    Tra le altre grandi mostre a cui ha partecipato: 50. Biennale di Venezia (2003); Biennale di Lione
    (2005 e di nuovo nel 2015); Biennale de l’Havana (2009); Biennale di Sydney (2010); Biennale di Mosca (2011); Biennale di Kochi e Biennale di Poznar (2014); Biennale di Dakar e Biennale di Marrakech (2016). Ha esposto inoltre in grandi musei internazionali quali l’ICA di Boston (2007); il Centre Georges Pompidou di Parigi (2010, 2011 e 2016); il Mori Museum di Tokyo, la Tate Modern
    di Londra e la Sharjah Art Foundation di Sharjah (2011); il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris
    (2012); la Whitechapel di Londra e il Kunst Werke Museum di Berlino (2013); il Solomon R. Guggenheim Museum di New York (2016); il Palais de Tokyo di Parigi (2018); il MAC VAL – Musée d’art contemporain du Val de Marne (2018).

    Art Movie a cura di Contemporary Locus e Lab 80 film è un nuovo progetto internazionale che esplora il rapporto tra arte contemporanea e cinema: attraverso proiezioni e appuntamenti dedicati vuole diffondere e valorizzare la produzione di artisti e cineasti internazionali, favorire la circuitazione di opere altrimenti poco accessibili, offrire confronti diretti con artisti e autori.

    Contemporary Locus, attiva dal 2012, realizza progetti d’arte in luoghi dismessi, segreti o dimenticati di Bergamo che vengono temporaneamente riaperti attraverso opere e progetti site specific di artisti internazionali; realizza inoltre residenze, progetti espositivi e di ricerca, talk e pubblicazioni con particolare attenzione all’ambito tecnologico e alla costruzione di una rete di collaborazioni multidisciplinari.

    Lab 80 film è una società cooperativa nata nel 1976 a Bergamo che opera in diversi ambiti: organizza proiezioni e rassegne, distribuisce e produce film, fornisce servizi per la realizzazione e la proiezione di audiovisivi.

    INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
    www.contemporarylocus.it, www.lab80.it

    CONTATTI STAMPA
    Ufficio Stampa Contemporary Locus: Maddalena Bonicelli, +39 335 6857707 maddalena.bonicelli@gmail.com, press@contemporarylocus.it

    SOUNDS FROM A DARKROOM
    QUARENGHICINQUANTA
    SOUNDS FROM A DARKROOM
    01.05.18 - 12.05.18
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    mostra fotografica di CLAUDIO FASOLI

    Inaugurazione:
    1 maggio 2018 alle ore 18,00
    Nel corso dell’inaugurazione l’autore presenterà il suo libro-confessione “Inner Sounds” e il suo primo libro fotografico “Fasoli alone”.

    Concerto:
    1 maggio 2018 alle ore 19,30
    Concerto di Claudio Fasoli (sax) e Michelangelo Decorato (pianoforte)
    Alle 19,30, al termine dell’inaugurazione, si potrà assistere al concerto di Claudio Fasoli (sax) e Michelangelo Decorato (pianoforte) presso il nuovo locale “Bevero” in via Quarenghi 21/F.
    Il Bevero è anche ristorante e birreria.

    DAVID NOVROS - COPPERS
    THOMAS BRAMBILLA
    DAVID NOVROS - COPPERS
    26.05.18 - 15.07.18

    Coppers, Ex Oratorio di San Lupo, Fondazione Adriano Bernareggi
    Via Pignolo, 76, 24121, Bergamo



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    La galleria Thomas Brambilla è orgogliosa di presentare la prima mostra personale in Italia dell’artista americano David Novros (1941, Los Angeles), intitolata Portable Murals, con una seconda mostra personale dell’artista, intitolata Coppers, presso l’Ex Oratorio di San Lupo in collaborazione con la Fondazione Adriano Bernareggi.

    David Novros, artista americano e membro del collettivo Park Place gallery di SoHo, nonché uno dei primi artisti, assieme a Brice Marden, Dorothea Rockburne, Chuck Close e Ralph Humphrey, della rinomata Bykert gallery di NYC, è noto principalmente per i suoi pioneristici dipinti astratti e monocromatici su grandi tele modulari ed irregolari.

    Diversamente dai suoi più celebri contemporanei, come ad esempio Carl Andre, Dan Flavin e Donald Judd, i quali utilizzarono la scultura per esplorare e sviluppare la teoria minimalista, Novros, sin dall’inizio della sua carriera, impiegò esclusivamente il mezzo pittorico fino alle sue massime estensioni.

    Novros è inoltre molto noto per aver partecipato nel 1969, insieme a Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Claes Oldenburg, John Chamberlain e Forrest Myers, al progetto The Moon Museum (Museo della Luna), ovvero la creazione di un piccolo “wafer” di ceramica placcato in iridio dipinto dai sei artisti sopra citati, il quale fu portato nello spazio dagli astronauti, Charles Conrad, Richard Gordon e Alan Bean, a bordo dell’Apollo 12. 

    David Novros (1941, Los Angeles) vive e lavora a New York. Ha esposto nei più importanti musei ed istituzioni, incluso: Whitney Museum a New York (1970), Albright Knox Museum a New York (1970), Solomon R. Guggenheim Museum a New York (1971), MoMA a New York (1972), Documenta 5, Kassel (1972), Dallas Museum of Fine Art a Dallas (2001), MoMA PS1 (2009), Wiesbaden Museum (1991, 2013) e diversi altri.

    Le opere di Novros sono conservate in diverse collezioni pubbliche, fra le quali, ad esempio: Metropolitan Museum di New York, Judd Foundation di New York, Menil Collection a Houston, Musem of Modern Art a New York, Whitney Museum di New York, al Museum Wiesbaden in Germania ed al Dallas Museum of Modern Art. 

     

    Coppers

    Curata da Don Giuliano Zanchi

    Per la mostra Coppers, presso l’Ex Oratorio di San Lupo in collaborazione con la Fondazione Adriano Bernareggi, saranno invece presentati per la prima volta sette grandi opere su rame.

    La nascita di questa serie avviene nel corso degli anni Ottanta, quando Novros iniziò a focalizzare la sua ricerca sull’arte Bizantina e Paleocristiana, ricercando in entrambe forme e tipologie primarie peculiari ed assimilandone il fascino per le architetture, i rilievi scultorei, l’uso dei materiali e colori come l’oro ed il rame e le pitture smaltate.

    In Coppers riaffiora tutto un mondo altomedievale, dove i riferimenti si fanno espliciti; da l’Evangeliario di Teodolinda, nota opera di oreficeria e toreutica longobarda, alle fibule in bronzo fuso e cesellato, fino alla grande Pala d’Oro, paliotto in oro, argento, smalti e pietre preziose, della Basilica di San Marco.

    L’idea di Novros è di ricreare a San Lupo una proprio cappella con una specifica storia ed identificazione, richiamando la celebre Cappella di Rothko a Houston.

    Diversamente da quest’ultima, concepita come luogo sacro per individui di qualsiasi religione, la chiesa di Novros è uno spazio, intimo e privato, luogo dedito alla celebrazione del repertorio culturale che ha segnato la sua poetica.

    La sua arte, così legata alla spiritualità e allo spiritualismo medievale, trova finalmente casa in un luogo naturale dei suoi lavori.

    DAVID NOVROS - PORTABLE MURALS
    THOMAS BRAMBILLA
    DAVID NOVROS - PORTABLE MURALS
    26.05.18 - 15.07.18

    Portable Murals, Thomas Brambilla Gallery
    Via Casalino 25, 24121, Bergamo



        [== LINK ==]

     La galleria Thomas Brambilla è orgogliosa di presentare la prima mostra personale in Italia dell’artista americano David Novros (1941, Los Angeles), intitolata Portable Murals, con una seconda mostra personale dell’artista, intitolata Coppers, presso l’Ex Oratorio di San Lupo in collaborazione con la Fondazione Adriano Bernareggi.

    David Novros, artista americano e membro del collettivo Park Place gallery di SoHo, nonché uno dei primi artisti, assieme a Brice Marden, Dorothea Rockburne, Chuck Close e Ralph Humphrey, della rinomata Bykert gallery di NYC, è noto principalmente per i suoi pioneristici dipinti astratti e monocromatici su grandi tele modulari ed irregolari.

    Diversamente dai suoi più celebri contemporanei, come ad esempio Carl Andre, Dan Flavin e Donald Judd, i quali utilizzarono la scultura per esplorare e sviluppare la teoria minimalista, Novros, sin dall’inizio della sua carriera, impiegò esclusivamente il mezzo pittorico fino alle sue massime estensioni.

    Novros è inoltre molto noto per aver partecipato nel 1969, insieme a Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Claes Oldenburg, John Chamberlain e Forrest Myers, al progetto The Moon Museum (Museo della Luna), ovvero la creazione di un piccolo “wafer” di ceramica placcato in iridio dipinto dai sei artisti sopra citati, il quale fu portato nello spazio dagli astronauti, Charles Conrad, Richard Gordon e Alan Bean, a bordo dell’Apollo 12. 

    David Novros (1941, Los Angeles) vive e lavora a New York. Ha esposto nei più importanti musei ed istituzioni, incluso: Whitney Museum a New York (1970), Albright Knox Museum a New York (1970), Solomon R. Guggenheim Museum a New York (1971), MoMA a New York (1972), Documenta 5, Kassel (1972), Dallas Museum of Fine Art a Dallas (2001), MoMA PS1 (2009), Wiesbaden Museum (1991, 2013) e diversi altri.

    Le opere di Novros sono conservate in diverse collezioni pubbliche, fra le quali, ad esempio: Metropolitan Museum di New York, Judd Foundation di New York, Menil Collection a Houston, Musem of Modern Art a New York, Whitney Museum di New York, al Museum Wiesbaden in Germania ed al Dallas Museum of Modern Art. 

    Portable Murals

    Per la mostra Portable Murals, presso la galleria Thomas Brambilla, saranno esposte quattro grandi iconiche tele modulari e quattro disegni preparativi, che al meglio esprimono la poetica dell’artista.

    Le monocromatiche ed irregolari tele di Novros sono difatti composte da svariati e spessi strati di pittura acrilica e pigmenti smaltati di Murano, i quali rendono le tele lucenti e incoraggiano un’esperienza visiva cinestetica attraverso la risposta della superficie al cambiamento di luce. Come spesso ribadito dallo stesso Novros, il suo lavoro è fortemente influenzato da vasta verietà di fonti storico-artistiche; dalle pitture rupestri del Paleolitico, ai mosaici Bizantini e all’oreficeria Longobarda, alla tradizione dei grandi affreschi italiani, fino ai dipinti murali in grande scala di Barnett Newmann e Mark Rothko. Questi specifici riferimenti spinsero l’artista ad avvicinarsi alla pratica dell’affresco e ai dipinti murali, portandolo a scelte cromatiche tipiche dei colori aridi e puri degli affreschi rinascimentali.

    Novros inoltre aspirava a creare un’opera che potesse al contempo andare oltre lo spazio pittorico interno della tela, al fine di coinvolgere il suo contesto architettonico circostante. L’artista ideò così quelle che lui definisce “portable walls” o muri/affreschi portatili, ovvero tele formate da più pannelli geometrici ed irregolari e grandi spazi vuoti, i quali mostrano la parete sottostante e creano così degli spazi fisici negativi. Queste rivoluzionari opere influenzarono a loro volta diversi altri artisti contemporanei, ed in particolare l’amico e collega Brice Marden con la serie di tele degli anni Settanta. 

    Tuttavia, a differenza di altri artisti che utilizzavano tele sagomate e irregolari, il lavoro di Novros enfatizza maggiormente il punto di incontro critico fra la tele ed il muro, come se i suoi dipinti fossero estensioni delle pareti stesse.

    ©THE BLANK 2018
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    [=== PREMIO MATTEO OLIVERO = MARK BARROW AND SARAH PARKE = ANALEMMA = 27.04-27.05.2018 ===]