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    ONGOING PROJECTS
    TB Conversations
    [= TB === Conversations ===]
    VAI AL PROGETTO

    A cura di Claudia Santeroni



        [== LINK ==]

    The Blank Conversation è un progetto dedicato ad artisti under 35 e si è articolato su due anni, 2014 e 2015, rispettivamente dedicati ad artisti italiani e stranieri. Il progetto prevede che gli artisti trascorrano una breve residenza a Bergamo, ospiti della Residenza di The Blank.
    Durante il loro soggiorno conoscono le principali realtà culturali del territorio e si interfacciano con lo staff di The Blank.
    La permanenza viene documentata fotograficamente e il materiale raccolto convogliato in unapiccola pubblicazione dedicata, bilingue, che racconta dell’esperienza e offre una sintesi della ricerca degli artisti coinvolti.

    TB Educational
    [== TB === Educational ==]

    The Blank Educational è un progetto nato nel 2015 rivolto agli studenti delle scuole superiori, con l’obiettivo di avvicinarli all’Arte Contemporanea. Il programma si articola in una serie di appuntamenti: introduzioni ai linguaggi del contemporaneo, talk e workshop svolti in classe con artisti, studio visit e visite guidate.
    Dal 2017 il progetto include proposte di visita guidata dinamica accessibili alle persone non udenti.

    Con il contributo di Fondazione ASM e Fondazione Pio Istituto dei Sordi.
    In partnership con la Provincia Bergamo.

    TB Hospitality
    [=== TB = Hospitality ===]
    VAI AL PROGETTO

    In partnership con

    logo_thatscontemporary_magenta1

    Con il contributo di

    cariplo

    Nell’ambito del progetto

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        [== LINK ==]

    The Blank offre a tutti gli appassionati d’arte, creativi e operatori culturali, la possibilità di vivere un soggiorno particolare a Bergamo, con un servizio di ospitalità nella residenza di The Blank, in Via G. Quarenghi 50, a due minuti dalla stazione dei treni e dalla centralissima via XX Settembre.

    The Blank è un’Associazione culturale composta da persone che si occupano di arte contemporanea e, su richiesta, è in grado di mettere a disposizione operatori, curatori e artisti per scoprire la città come mai prima d’ora. Un team specializzato sarà a disposizione per disegnare il miglior percorso in base agli interessi culturali di ognuno.

    The Blank Hospitality è parte del progetto Art in Network, realizzato in partnership con l’associazione That’s Contemporary e sviluppato nell’ambito del progetto fUNDER35 di Fondazione Cariplo.

    Per informazioni
    info@theblankresidency.it

    WHAT'S ON
    SABA MASOUMIAN - IL SOGNO DEL CORPO
    SALA CROCIERA – CENTRO CIVICO CULTURALE
    SABA MASOUMIAN - IL SOGNO DEL CORPO
    14.10.17 - 29.10.17

    Inaugurazione: 14.10.2017, ore 17.30

    Lunedì-venerdì 15.00-18.00
    sabato e domenica 15.30-18.30

    Sala Crociera del Centro Civico Culturale
    Vicolo Bicetti 11, Treviglio



        [== LINK ==]

    Sabato 14 ottobre 2017 a Treviglio, presso la Sala Crociera del Centro Civico Culturale, verrà inaugurata la mostra personale di Saba Masoumian (Teheran, 1982), l’artista che nel 2016 si aggiudicò il “Premio Città di Treviglio” nell’ambito della quarta edizione del Premio d’arte “Città di Treviglio” e Concorso Giovani Talenti con l’opera video Mare asciutto.
    La personale, a cura di Sara Fontana, sintetizza la ricerca condotta da Saba Masoumian nell’ultimo anno e ripropone un nuovo allestimento del video Mare asciutto.
    La tematica intorno a cui ruotano i nuovi lavori dell’artista, come suggerisce il titolo della mostra, è quella della maternità, declinata in una sequenza di gruppi plastici densi di pathos e di poesia: racconti onirici fragili e leggeri, composti da elementi scultorei frammentari, gravitanti intorno al corpo femminile.
    La mostra inaugura a due settimane di distanza dalla personale Un’eco lontana, che Saba Masoumian ha tuttora in corso presso Villa Contemporanea a Monza.

    Una pubblicazione monografica, congiunta con Davide Mancini Zanchi che contestualmente inaugura una personale presso lo spazio Sanpaolo Invest di Treviglio, documenta i lavori in mostra e l’iter progettuale di Saba Masoumian.

    Saba Masoumian, nata a Tehran nel 1982, si è laureata in grafica alla Azad University di Tehran e ora studia pittura alla Accademia di Belle Arti di Bologna, città in cui vive e lavora. Opere sue appartengono alle collezioni pubbliche del Museo Civico di Treviglio, dei Musei Civici di Monza e delle Cartiere del Polesine di Adria. Nel 2015 è stata inserita da Saeb Eigner in Art of the Middle East: Modern and Contemporary Art of the Arab World and Iran (Merrell Publishers, Londra) e presentata da Lu Peng all’esposizione inaugurale del Museum of Contemporary Art di Yinchuan. Ha vinto il Premio d’Arte Città di Treviglio e il Premio San Fedele nel 2016, il Premio d’Arte Città di Monza e il Premio O.R.A. nel 2015. Ha tenuto personali a Teheran (Azad Art Gallery), Dubai, Milano (Galleria San Fedele), Pergola e Monza (Villa Contemporanea). Tra le collettive recenti, nel 2017 Playing Scenic (Pinacoteca Nazionale, Bologna), nel 2016 Esodo (Galleria San Fedele, Milano), nel 2015 Secondo livello (Otto Gallery, Bologna).

    La mostra di Saba Masoumian presso la Sala Crociera del Centro Civico Culturale (Vicolo Bicetti 11, Treviglio) rimarrà aperta fino al 29 ottobre 2017 con i seguenti orari: lunedì-venerdì 15.00-18.00, sabato e domenica 15.30-18.30.

    DAVIDE MANCINI ZANCHI - MILLEDUECENTO
    SPAZIO SAN PAOLO INVEST
    DAVIDE MANCINI ZANCHI - MILLEDUECENTO
    14.10.17 - 10.11.17

    Inaugurazione: 14.10.2017 – ore 18.00
    INGRESSO LIBERO

    lunedì al venerdì: 10 – 12 / 15 – 17.30
    In altri orari su appuntamento tel. 0363 48160

    Sanpaolo Invest
    Via Felice Cavallotti 31B, Treviglio
    info: +39 0363 48160



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    Sabato 14 ottobre 2017 a Treviglio, presso lo spazio Sanpaolo Invest, verrà inaugurata la mostra personale di Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1986), l’artista che nel 2016 si aggiudicò il “Premio Sanpaolo Invest” nell’ambito della quarta edizione del Premio d’arte “Città di Treviglio” e Concorso Giovani Talenti con l’opera Guardami le spalle || Guardami le spalle.
    La personale, a cura di Sara Fontana, comprende una selezione dei lavori recenti di Mancini Zanchi e un intervento site-specific realizzato nella grande sala dello spazio Sanpaolo Invest.

    Il titolo, Milleduecento, cela un riferimento che accomuna le opere in mostra: saranno esposte composizioni di dipinti che misurano trenta centimetri su un lato e quaranta sull’altro. A questo formato Mancini Zanchi è particolarmente legato fin dagli esordi, come testimoniano due opere importanti nella sua ricerca quali Senza titolo (pallonata su tela) e Senza titolo (quadro pulito), entrambe del 2012 e dal piccolo formato che intitola questa mostra. Già allora era chiara la sua volontà di apertura della dimensione del quadro, facendo di quest’ultimo un campo d’azione per interventi e linguaggi plurimi, che infine defluiscono nell’installazione. Altre opere registrano l’importanza di questo formato, quando il dipingere viene sostituito, celato o annichilito da un intervento postumo all’atto pittorico. Non ultimo il quadro sospeso nell’opera premiata a Treviglio lo scorso anno, nella quale uno spadone fluttuava nello spazio a protezione del dipinto appeso ad esso. Partendo da queste premesse, l’artista marchigiano andrà ad occupare l’ambiente con una grande installazione composta da alcuni dipinti che vagheranno nello spazio.

    Una pubblicazione monografica, congiunta con Saba Masoumian che contestualmente inaugura una personale al Centro Civico Culturale di Treviglio, documenta i lavori in mostra e l’iter progettuale di Davide Mancini Zanchi.

    Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1986). Diplomato nel 2012 all’Accademia di Urbino, dal 2011 ha tenuto personali e collettive in numerosi spazi privati e musei pubblici. Le mostre personali recenti hanno avuto luogo nel marzo 2017 presso la Galleria Nazionale delle Marche e nel 2016 presso il Museo Fattori di Livorno. Tra le mostre collettive: Versus presso Galleria Civica di Modena e Memorie a Villa Manin, ambedue a cura di Andrea Bruciati; Ciy, a cura di Claudia Buizza e Pietro Della Giustina, presso Ville Belville di Parigi; la mostra di fine residenza Dena Foundation dal titolo Primavera 3, a cura di Valentine Mayer e Jane Koh (Frederic Lacroix Gallery, Parigi). È stato insignito del “Premio Sanpaolo Invest” nell’ambito della quarta edizione del Premio d’arte “Città di Treviglio” e Concorso Giovani Talenti 2016, del “Premio Lissone 2014” del MAC di Lissone, a cura di Alberto Zanchetta e del “Premio Pescheria” del Centro Arti visive Pescheria di Pesaro nel 2011.

    EDOARDO PIERMATTEI - PATRONI
    THOMAS BRAMBILLA
    EDOARDO PIERMATTEI - PATRONI
    07.10.17 - 30.11.17

    Inaugurazione: sabato 7 ottobre – ore 18:30
    Apertura: dal Martedì al Sabato – ore 14:00 – 19:00

    Via Casalino 25
    24121 Bergamo, Italia
    tel. +39 035 247418
    www.thomasbrambilla.com
    info@thomasbrambilla.com



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    La galleria Thomas Brambilla è orgogliosa di presentare la prima mostra personale di Edoardo Piermattei, Patroni, che aprirà sabato 7 ottobre 2017 alle ore 18.30.

    Per la sua prima mostra personale, l’artista marchigiano mette in scena il suo amore per un’arte che abbia il coraggio e l’orgoglio di dichiararsi responsabile e necessaria. Un atteggiamento che può sembrare presuntuoso in un momento storico privo di norme e certezze. Invece, provenire da un paesino medioevale delle Marche, Offagna, città natale dell’artista, non costruisce solo un dato biografico, ma un’istanza culturale che crea la sua poetica artistica di cimentarsi con forme che cercano la persistenza del tempo. Il titolo della mostra è esplicito e dichiarativo pur nella sua aulica ambiguità: Patroni. Definizione che proviene da Padre/Pater che, negli albori della Roma antica, designava una figura autorevole e protettiva, un legislatore, un avvocato che il cattolicesimo mutuò nella figura del santo protettore delle città e dei mestieri. L’artista sa che i Patroni debbono essere necessariamente un esempio, un modello a disposizione della comunità, una forza esemplare che non appartiene alla mutevolezza delle chiacchiere social, ma alla maestosa presenza degli elementi architettonici. Qualche mese fa il pubblico di Basel Hong-Kong si metteva in fila per entrare nella “Porziuncola” di Piermattei, una piccola casina ispirata alla chiesetta situata nella enorme Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, riproducendo la stessa situazione di variazione in scala: una grande edificio che ospitava la prestigiosa fiera d’arte e una piccola “Porziuncola” nella quale meditare. Nella megalopoli globale e nella prestigiosa fiera d’arte, l’artista esponeva un piccolo edificio ispirato ad una chiesetta che venne ristrutturata nel medioevo da San Francesco da Assisi il santo patrono d’Italia, un gesto concreto e solido che stabiliva un ponte di secoli, anzi di millenni, una connessione culturale che per Piermattei è un compito dell’arte.

    Anche qui, per la sua prima mostra personale, l’artista continua la sua pratica di costruire un luogo dentro un luogo e, nelle ampia sala bianca della galleria strutturata come un classico White-cube, costruisce su colonne di tubi di ferro, un ciborio medievale dal disegno essenziale e privo di decorazioni esterne. L’interno invece è dipinto con il proprio stile, simile ad una scialbatura policroma. Nelle chiese cattoliche il ciborio è un baldacchino di legno, sorretto da quattro colonne, che sovrasta l’altare dove viene officiato il rito. Diversamente, nella galleria d’arte, l’artista sostituisce l’altare e la ritualità con il pubblico che transita sotto la costruzione e deve alzare lo sguardo per ammirare l’interno, dalle pareti alla cupola. Il gesto di alzare lo sguardo, molto importante per Piermattei, è il movimento verso l’alto tipico di chi è avvezzo ad ammirare le architetture e i cicli pittorici nelle chiese. Alzare gli occhi al cielo per Piermattei è la posizione dell’artista e anche dello spettatore. Una posizione di ammirazione che vorrebbe conservare anche in un altro importante lavoro esposto nella prima mostra, come la Grande Pala d’Altare, le cui “pennellate” di cemento colorato e gesso traggono spunto dall’affresco del Baciccio: “Trionfo nel Nome di Gesù” nell’omonima chiesa a Roma. Le opere di Piermattei dialogano sempre con l’arte classica, ma viene espulsa la figurazione, cancellata e scialbata da un fitto intrico di pennellate di malte colorate che formano un arriccio policromo. Una pratica iconoclasta frutto non di una posizione teologica, ma dell’azione inesorabile del tempo che corrode e cancella. Il risultato della scialbatura del tempo è la permanenza dell’edifico, della struttura che riassume tutte le possibili caratterizzazioni personali, proprio come nei simboli che riassumono tutti i racconti. In mostra saranno installati altri dieci piccoli modelli architettonici, un compendio di tempietti e tabernacoli che, obbedendo alla loro funzione di modello ed esempio, diventano sculture che ci costringono ad abbassare lo sguardo verso di esse. Ancora una volta diventa fondamentale costringere lo sguardo verso l’opera stabilendo una relazione che non è mai paritaria. E’ sempre l’opera a richiamare a se lo sguardo dello spettatore, assumendosi la responsabilità di essere necessaria all’arte e quindi alla vita.

    Edoardo Piermattei (1992) vive e lavora a Torino. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Torino. Ha partecipato a diverso collettive, fra le quali Codice Italia academy, Palazzo Grimani, a Venezia nel 2015 e HxBxP, le accademie si mostrano, mostra delle accademie italiane, a L’Aquila nel 2016. Piermattei ha tenuto personali presso il Vilhena Palace a Malta nel 2015, allo Spazio Buonasera, Torino nel 2016 e ad Art Basel Hong Kong nel 2017.

    UBI BANCA - INVITO A PALAZZO 2017
    UBI BANCA
    UBI BANCA - INVITO A PALAZZO 2017
    07.10.17 - 08.10.17

    Sabato 7 e Domenica 8 Ottobre 2017

    UBI Banca

    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo

    orari: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00

    Ingresso libero con visite guidate gratuite alle opere d’arte contemporanea e ai capolavori della Banca, al Chiostro 
di Santa Marta e alla Torre dei Caduti.



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    a cura di Enrico De Pascale

    INVITO A PALAZZO 2017
    ALIGHIERO BOETTI MAPPA 1984

    In occasione di INVITO A PALAZZO 2017, il tradizionale appuntamento culturale promosso in tutta Italia da ABI – Associazione Bancaria Italiana (https://www.abi.it/Pagine/Societa/Palazzi-delle-banche.aspx), UBI Banca organizza nella sua sede di Bergamo, a cura di Enrico De Pascale, Curatore e Conservatore della Collezione d’arte dell’Istituto di Credito, un omaggio alla figura di Alighiero Boetti (1940-1994), di cui ricorre il 50° anniversario del debutto sulla scena artistica internazionale, avvenuto nel gennaio 1967 presso la Galleria Christian Stein di Torino.
    Nell’autunno dello stesso anno Boetti sarà protagonista con Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali ed Emilio Prini anche della mitica esposizione “Arte povera – Im spazio” alla Galleria La Bertesca di Genova, curata da Germano Celant, che costituì l’atto di nascita “ufficiale” del movimento dell’Arte Povera.

    UBI Banca, che di Alighiero Boetti conserva una Mappa del 1984
    (arazzo, cm 130×180) tra le più rare e preziose, dedica all’artista una piccola ma accurata mostra mono-quadro, in collaborazione con Agata Boetti, l’Archivio Boetti, i fotografi Giorgio Colombo e Gianfranco Gorgoni, RAI RAITECHE, Roma.

    La mostra è accompagnata da un catalogo gratuito (italiano/inglese) – con presentazioni di Andrea Moltrasio (Presidente Consiglio di Sorveglianza UBI Banca) e Luca Gotti (Responsabile M.A.T. Bergamo e Lombardia Ovest, UBI Banca), testi critici di Anne Marie Sauzeau ed Enrico De Pascale – e da una video-intervista ad Alighiero Boetti registrata nel 1984, anno di realizzazione della Mappa della collezione UBI Banca.

    Tra le più popolari realizzazioni dell’artista, le Mappe traducono in modo spettacolare e immediatamente riconoscibile la complessità della poetica di Boetti, illustrando in forme chiare ed esplicite la sua multiforme immaginazione e il suo estro creativo.
    “Il lavoro della mappa ricamata è per me il massimo della bellezza. Per quel lavoro io non ho fatto niente, non ho scelto niente, nel senso che il mondo è fatto com’è e non l’ho disegnato io, le bandiere sono quelle che sono e non le ho disegnate io, insomma non ho fatto niente assolutamente: quando emerge l’idea di base, il concetto, tutto il resto non è da scegliere” (Alighiero Boetti)

    ALIGHIERO BOETTI (1940-1994) – o Alighiero e Boetti come si firma a partire dal 1971 – nasce a Torino dove esordisce nell’ambito dell’Arte Povera nel gennaio del 1967. Nel 1972 si trasferisce a Roma, contesto più affine alla sua predilezione per il Sud del mondo. Già l’anno precedente ha scoperto l’Afghanistan e avviato il lavoro artistico che affida alle ricamatrici afghane, tra cui le Mappe, i planisferi colorati che riproporrà lungo gli anni, come registro dei mutamenti politici del mondo. Artista concettuale, versatile e caleidoscopico, Boetti moltiplica le tipologie di opere la cui esecuzione – in certi casi – viene delegata con regole ben precise ad altri soggetti e altre mani, assecondando il principio de ‘la necessità e il caso’: così le biro (blu, neri, rossi, verdi) in cui la campitura tratteggiata mette in scena il linguaggio; così i ricami di lettere, piccoli o grandi, e multicolori; o i Tutto, fitti puzzle in cui si ritrovano silhouette eterogenee tra cui sagome di oggetti e di animali, immagini tratte da riviste e carta stampate, e molto altro: davvero ‘tutto’. Ci sono inoltre i Lavori postali giocati sulla permutazione matematica dei francobolli, l’aleatoria avventura del viaggio postale e la segreta bellezza dei fogli contenuti nelle buste. Alighiero Boetti ha esposto nelle mostre più emblematiche della sua generazione, da When attitudes become form (1969) a Contemporanea (973), da Identité italienne (1981) a The italian metamorphosis 1943-1968 (1994). È stato più volte presente alla Biennale di Venezia, con una sala personale nell’edizione del 1990, un omaggio postumo nel 2001 e un’ampia mostra alla Fondazione Cini nel 2017. Tra le mostre più significative degli ultimi anni, la grande retrospettiva Game Plan in tre prestigiose sedi (il MOMA di New York, la Tate di Londra, il Reina Sofia di Madrid). Dell’ampio corpus di opere molte sono conservate in diverse sedi museali italiane ed internazionali, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il MOCA di Los Angeles, ecc). La sua opera nonché la sua figura d’artista hanno fortemente influenzato la generazione successiva e gli artisti di oggi, in Italia e nel mondo.

    ART UP 10/17 - SIMONE BERTI
    ART UP – BANCA POPOLARE DI BERGAMO
    ART UP 10/17 - SIMONE BERTI
    02.10.17 - 31.10.17

    Dal lunedì al venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO
    Banca Popolare di Bergamo
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



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    a cura di Enrico De Pascale

    Simone Berti, Senza titolo, 2000
    Acrilico su tela, cm. 70×100
    Collezione UBI Banca Popolare di Bergamo

    Il dipinto raffigura una “macchina impossibile” il cui paradosso consiste nella patente inutilizzabilità e nel ricercato contrasto tra la potenza della sua struttura plastica e la precarietà del suo equilibrio. Simili marchingegni, generatori di instabilità e interrogativi sul senso ultimo delle cose, ben rappresentano l’orientamento espressivo dell’artista secondo cui “il mio lavoro in generale prende le mosse dalla fede che nutro nei confronti dell’incertezza, della condizione dubitativa come strumento di conoscenza (…) Immagino spesso cose e situazioni che sembrano destinate a crollare da un momento all’altro, a causa della presenza di lievi, quasi impercettibili anomalie”.
    Tipica è la propensione dell’artista a sabotare la funzionalità di un oggetto attraverso minime modificazioni strutturali che ne pregiudichino la funzionalità e la solidità, per evidenziare I’intima fragilità del loro (e del nostro) “stare al mondo”.

    SIMONE BERTI (Adria 1966)
    Come molti artisti della sua generazione pratica indifferentemente tutte le tecniche artistiche, dalla pittura al disegno, dalla fotografia al video alla scultura, dalla performance all’installazione, consapevole che alle diverse esigenze espressive occorre fornire la strumentazione di volta in volta più idonea. Caratteristica della sua ricerca è la riflessione sulla condizione di precarietà, instabilità e incertezza che contraddistingue l’esperienza del reale. Nel 2000 ha esposto alla mostra Talentum, tolerare, Premio Querini-Furla per l’arte, Fondazione Querini Stampalia, Venezia. Nel 2002 ha partecipato alla mostra Polifonix 40 al Centre George Pompidou di Parigi e ad Exit, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; nel 2014 a Visioni per un inventario, curata da Andrea Bruciati, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; nel 2015 a Liberi Tutti, curata da Luca Beatrice, Andrea Busto, Cristiana Perrella presso il Museo Ettore Fico, Torino.
    Una sua personale è stata allestita alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo nel 2005.

    LINDA CALLIONI - RICCA COME LA TERRA, CALDA COME IL FUOCO
    VIAMORONISEDICI SPAZIOARTE
    LINDA CALLIONI - RICCA COME LA TERRA, CALDA COME IL FUOCO
        [== LINK ==]

    Il segno ed il colore sono la cifra stilistica di Linda Callioni.
    Il segno, fluido e deciso, suddivide gli spazi in ampie cadenze che sovente si affollano in grafie e densi intrecci. Ma è il colore a dominare la scena, colore assoluto, potente, a volte assordante, accostato con audacia:
    così i suoi dipinti su tela.
    Oggi, in questa mostra in viamoronisedici/spazioarte sono esposte le sue ceramiche.
    La ceramica è alchimia e magia: l’impasto della terra, materia primordiale, la sua paziente manipolazione fino ad ottenerne la forma desiderata, l’attesa affinché l’aria asciughi la forma ottenuta e poi l’incontro con il fuoco, una o più volte, fino al compimento dell’opera.
    Gli smalti raggiungono così una lucentezza vetrosa, il colore arriva al suo apice, si solidifica in strati preziosi, incorruttibili, alchemici.
    Linda Callioni trova in questa tecnica senza tempo, antica e contemporanea, un potente mezzo espressivo per la sua ricerca artistica: i suoi colori puri e assoluti, trattenuti da segni decisi si alternano e si accostano con sapienza e raffinata sensibilità in queste opere ceramiche di sorprendente creatività.

    FATMA BUCAK FOR THE BLANK KITCHEN
    THE BLANK
    FATMA BUCAK FOR THE BLANK KITCHEN
    30.09.17
    ore 18.30

    via Giacomo Quarenghi, 9 – Bergamo

    prenotazione obbligatoria (max 30 partecipanti): associazione@theblank.it


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    curato da Claudia Santeroni

    In occasione di QUA! La festa di via Quarenghi organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo durante le celebrazioni per il bicentenario della morte dell’architetto Giacomo Quarenghi, The Blank propone The Blank Kitchen con artista protagonista Fatma Bucak.

    The Blank Kitchen nasce con il desiderio di ospitare in città alcuni dei più interessanti artisti del panorama internazionale e di farli entrare in relazione con gli appassionati d’arte e i curiosi attraverso uno strumento trasversale e unificante come quello del cibo e della cucina.

    Fatma Bucak è un’artista della Turchia classe 1984 di stanza tra Londra e Istanbul.
    In Italia è rappresentata dalla storica galleria Alberto Peola di Torino.
    Lavora prevalentemente con video e fotografia strutturando una ricerca nella quale interpreta, in prima persona, i grandi archetipi dell’origine delle culture e delle tradizioni mediterranee, restituendone tutta la potenza drammatica e narrativa.
    Ha esposto in alcuni dei più importanti musei europei e americani; le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e private.

    In occasione di The Blank Kitchen, Fatma Bucak ha ideato un menù ispirato alla tradizione culinaria della sua terra d’origine.

    ° Ottoman Cacik (Insalata di cetrioli con yogurt e menta)
    ° Ottoman Hummus
    ° Dane-i sari (Riso pilaf zafferano e ceci con verdure, uvetta, albicocche)
    ° Mercimek koftesi (Polpette speziate di lenticchie rosse)
    ° Tahinli kabak tatlisi (Dessert zucca e granola di noci)

    Il menù è realizzato da Nuccio Longhi e la serata è resa possibile grazie all’indispensabile collaborazione di Castello Bonomi di Franciacorta e Bugan Coffee Lab.

    QUA! La Festa di via Quarenghi
    ASSESSORATO ALLA CULTURA - COMUNE DI BERGAMO
    QUA! La Festa di via Quarenghi
    30.09.17

    [ SCARICA IL PROGRAMMA ]

    ore 12.00 – 23.59
    Via Giacomo Quarenghi
    24122 Bergamo



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    In occasione del bicentenario della morte di Giacomo Quarenghi, la Città rende omaggio al celebre architetto con una festa nella via a lui intitolata, animata per l’occasione da un ricco programma di iniziative culturali tra arte, cinema, teatro, musica e danza. Negozi e ristoranti vi accoglieranno con aperture prolungate e tavoli all’aperto.

    LA MASCHERA DI GIACOMO
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    LA MASCHERA DI GIACOMO
    30.09.17

    Inaugurazione: Sabato 30 settembre 2017 – ore 18:30
    Apertura: dal 1 ottobre al 6 ottobre 2017, ore 16:30 – 18:30
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo



        [== LINK ==]

    a cura di Francesco Pedrini

    In occasione del secondo centenario della morte dell’architetto e disegnatore neoclassico Giacomo Quarenghi (Bergamo 1744 – San Pietroburgo 1817), L’Accademia di belle arti G. Carrara partecipa a QUA! La festa di via Quarenghi con La maschera di Giacomo, progetto realizzato all’interno del corso di Disegno dell’Accademia di belle arti G. Carrara del docente Francesco Pedrini.
    Gli studenti sono stati invitati a elaborare una proposta per la realizzazione di una maschera tradizionale dedicata a Giacomo Quarenghi che grazie la collaborazione di Barbara Ventura è divenuta un origami in carta da indossare. In mostra saranno esposti i progetti degli studenti e verrà distribuito un kit di montaggio in cartoncino per realizzare la maschera. Sarà possibile avere anche una maschera già montata con Art Dispenser, un distributore automatico di snack riadattato per distribuire piccole opere d’arte.

    CONGETTURE ARCHITETTONICHE
    COMUNE DI BERGAMO - ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    CONGETTURE ARCHITETTONICHE
    30.09.17

    Inaugurazione: Sabato 30 settembre 2017 – ore 18.30
    Apertura: da 1 ottobre a 6 ottobre 2017, h 16:30 – 18:30
    Lungo via Quarenghi e c/o Giacomo,
    Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo



        [== LINK ==]

    a cura di Agustin Sanchez

    In occasione del secondo centenario della morte dell’architetto e disegnatore neoclassico Giacomo Quarenghi (Bergamo 1744 – San Pietroburgo 1817). Il Comune di Bergamo in collaborazione con l’Accademia di belle arti G. Carrara, partecipa alle celebrazioni dell’evento con il progetto Congetture Architettoniche.
    Il progetto realizzato all’interno del corso di Applicazioni Digitali per le Arti Visive del docente Agustin Sanchez, intende dare luogo alla memoria raccontando attraverso una segnaletica, distribuita lungo via G. Quarenghi alcune delle più importanti architetture mai costruite o andate distrutte del celebre Architetto.
    Il progetto è costituito di 3 Landmark che verranno collocati strategicamente su via Giacomo Quarenghi e 12 Tag distribuiti lungo la via, dove i visitatori saranno invitati a scoprirne i contenuti consultabili attraverso un app di realtà aumentata.

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