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    TB BOARD | INTERVISTA A SHAFEI XIA
    TB BOARD | INTERVISTA A SHAFEI XIA
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    INTERVISTA  A SHAFEI XIA
    ELISA MUSCATELLI

     

    Elisa Muscatelli – Come descriveresti la tua pratica artistica a un pubblico che la incontra per la prima volta? Che ideogramma useresti per rappresentarla?  

    Shafei Xia – Le sensazioni della vita, è questo ciò che vado a disegnare. Tre anni fa ero un po’ giù, volevo dipingere e ho visto sul tavolo una carta che avevo portato dalla Cina. In Accademia con il professore Caccioni abbiamo avuto una lezione sul corpo, e ho disegnato il cibo, il corpo e il sesso uniti dalla gioia. Al mio professore è piaciuto molto e mi ha consigliato di proseguire questa strada, sarebbe stato il tema che avrei dovuto indagare per due anni, ma l’ho abbandonato e ho iniziato a dipingere olio su tela, inserendo elementi buffi. Poi ho conosciuto un ragazzo, mi sono innamorata e tutte le emozioni sono iniziate a uscirmi dal cuore. Godere la vita, la gioia, non ho una ricerca definita che devo perseguire, sono tutti pensieri della vita ed esperienze vissute, non c’è qualcosa da ricercare.
    Il primo lavoro l’ho fatto tre anni e mezzo fa, nell’opera è presente l’idioma 滿漢全席 (Festa imperiale Manciù-Han) ed è un particolare tipo di veduta che devo continuare come ricerca.  Nell’opera all’interno dei piatti disegnati c’è il corpo, le feci, e un uccello, anche l’uccello qualche volta ritorna nei miei lavori e significa libertà. L’opera tratta di una festa cinese avvenuta in un antico palazzo, ci sono un centinaio di piatti diversi tutti assieme che devono essere cucinati. Nel primo lavoro che ho realizzato su carta di sandalo invece c’è una donna che soffre, senza corpo, con solo una lisca. Ho aggiunto dei simboli cinesi, delle montagne, nei dipinti cinesi antichi si vede sempre sullo sfondo in lontananza una piccola montagna, poi ho aggiunto l’elemento rosso che è il fuoco e infine le nubi.

    EM – Tigri, pesci, atti sessuali, la composizione delle tue opere affascina per l’equilibro tra erotismo, umorismo, riverenza. Come si pone la forza impulsiva dell’eros in tutto ciò?

    SX – Il simbolo della tigre è in primis un simbolo per la violenza nell’amore. Il pesce è la libertà, in Cina c’è un libro antico di filosofia riguardante la simbologia del pesce e dell’uccello scritto da Zhuāngzǐ, la tigre rappresenta la violenza. Ho sempre dipinto anche il frutto della pesca, che è simbolo del sesso, ha un colore rosso ed è un frutto che mi piace molto da mangiare. La barca è un altro simbolo che uso per rappresentare la libertà.
    Il pesce, barca, il mare significano tutti libertà. C’è un’opera in cui dipingo una donna con la testa di pesce che sta soffrendo, è presente anche una tigre di montagna, in un’altra opera invece non c’è la presenza della tigre ma c’è comunque la presenza di un animale che prende una lisca e rappresenta la violenza.
    Make warm l’ho fatto velocemente in una notte, avevo freddo. Rappresenta un momento più tranquillo della mia vita, non come quando vivi l’amore iniziale in modo passionale e violento, dopo un po’ c’è più calma. Prima ho dipinto la donna, poi la tigre, poi piano piano il fuoco, le nubi e le candele. È come aver fatto un percorso nel cuore.
    A volte non ci sono altri significati, alcuni elementi servono solo per costruire bellezza.
    I simboli del sesso, della tigre e del mangiare assieme rappresentano sempre un godimento, l’atto del provare piacere.
    A me piace molto anche la musica, cantare, il pianoforte, ma non ho molta conoscenza a riguardo e canto male. In Welcome to my show la tigre mi rappresenta, io sono sempre un po’ buffa, in quest’opera tutti sono seri per il concerto e io invece mi rappresento in questo modo, anche nella vita sono così.

    EM – Il tuo account Pinterest sembra una piccola Wunderkammer digitale: case delle bambole, fotografie di farfalle, personaggi circensi. Cosa accomuna la raccolta di questi elementi?

    SX – È tutto materiale con cui mi confronto e che ha avuto impatto su di me. La casa delle bambole mi sembra qualcosa di gioioso ma anche triste, è un ambiente chiuso che non lascia trasparire godimento. Anche il circo è presente nella mia raccolta ed è un tema dei miei lavori.

    EM – Shaoxing, Shanghai, Bologna: in che modo queste città si rispecchiano nei tuoi lavori?

    SX – Io non faccio nulla nella mia patria, a Bologna, in Italia ho imparato a godere la vita, in Cina no, è tutto troppo veloce, tutti pensano a guadagnare soldi, ma non è così che funziona, non lo pensano tutti, ma la maggior parte.
    A Shanghai c’è memoria, mi trovo bene, ho conosciuto figure importanti per la mia vita, ho conosciuto una signora tedesca e ho lavorato con lei per due anni e poi una signora americana che mi ha aiutato tanto. La città è un luogo dove ho incontrato queste persone, secondo me sono le persone che ho conosciuto a Shanghai la cosa più importante della città.

    EM – A parte l’estetica felliniana, quale è stato per te un riferimento storico, letterario o cinematografico di grande impatto nella tua carriera artistica e personale?

    SX – Fellini non mi influenza così tanto, mi piace la sua personalità, i suoi film. Secondo me ho sentito come prima influenza Henri Matisse, poi Henri de Toulouse-Lautrec. Io non conosco la prospettiva, quando ho iniziato a studiare arte ho conosciuto Henri Matisse e Vincent van Gogh e altre artiste, poi Henri de Toulouse-Lautrec e poi un grande artista, Sanyu. Le loro vite sono oneste e questo è un insegnamento importante per la tua vita. Ad esempio Sanyu non ha mai amato avere collaborazioni con la galleria, al contrario di altri artisti che lo desideravano, lui ha sempre mantenuto la sua posizione, ha avuto molte relazioni, goduto, fatto viaggi, lasciato tutti. Non è stata una persona sempre chiusa in casa a dipingere, considerando l’arte come qualcosa di serio, ha vissuto in modo più serio rispetto all’arte. Un altro riferimento è William Somerset Maugham, ha scritto La luna e i sei soldi. Quando ho finito il triennio sono andata a lavorare e ho letto i suoi libri. Il libro parla di un ragazzo che non vuole diventare una persona normale ma vuole cercare la sua strada libera.

     

     

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