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    What’s on
    LA MORTE DEL SOLE
    [= LA === MORTE == DEL == SOLE ==]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    20.04.18 - 28.04.18

    20 – 28 aprile 2018
    Inaugurazione: giovedì 19 aprile 2018  ore 17.00
    Da lunedì a sabato 16.00 – 18.30
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo



        [== LINK ==]

    Mostra di Erika Bonfanti, Ylenia De Rocco, Valentina Goretti, Diego Gualandris, Umberto Meroni, Giorgio Pagani e Anna Pezzoli

    Inaugurazione: giovedì 19 aprile 2018  ore 17.00

    con set sonoro di Andrea Abate ore 18.00

    Apertura: 20 – 28 aprile 2018

    Da lunedì a sabato 16.00 – 18.30

    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo

    con il contributo di AP design

    L’Accademia di belle arti G. Carrara è lieta di presentare La morte del sole, progetto espositivo di Erika Bonfanti, Ylenia De Rocco, Valentina Goretti, Diego Gualandris, Umberto Meroni, Giorgio Pagani e Anna Pezzoli. La morte del sole è il secondo dei progetti della stagione espositiva di Giacomo 2018 che sono stati selezionati tramite bando rivolto a studenti e diplomati dell’Accademia.

    In uno spazio sospeso del sistema solare, in prossimità della stella morente, sette personaggi, remoti discendenti del genere umano, dovranno cercare di sopravvivere in un limbo fisico e mentale. Non vi è nessuna missione di salvezza, nessun obbiettivo finale, solo una labirintica concatenazione di allucinazioni…

    A partire dal 3 aprile il gruppo ha soggiornato per sette giorni e sette notti in residenza all’interno dello spazio Giacomo di via Quarenghi. Nel corso della permanenza è stato sviluppato uno psicodramma come gioco di ruolo sperimentando l’immaginazione come costruzione di realtà e l’interazione come forma di narrazione collettiva. L’intento è stato quello di sviluppare uno scenario in grado di connettere le regole del gioco con quelle della vita: gli spazi hanno funzionato da dispositivo stabile per la creazione di un ambiente mentale comune, un collegamento tra due dimensioni. Gli artisti hanno impostato una micro-società basata su una narrazione che si è costruita progressivamente attraverso le regole, le schede dei personaggi, gli appunti, i disegni, le mappe. Il tutto verrà restituito sotto forma di sceneggiatura al termine della residenza.

    Giacomo

    Nel 2016 grazie al Comune di Bergamo e a Bergamo Infrastrutture, l’Accademia ha inaugurato Giacomo, due nuovi spazi in stretto dialogo con la città, adibiti alla didattica, ad attività laboratoriali, conferenze, sede espositiva e studio per giovani artisti. Gli spazi del civico 48 c/d di via Quarenghi ospitano un ricco programma espositivo caratterizzato da progetti ed eventi di studenti e diplomati oltre che da iniziative promosse dall’Accademia.

    Informazioni: tel. 035 399563
    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it

    PINA INFERRERA - NATURA ALTERA
    [=== PINA == INFERRERA ===== NATURA == ALTERA ===]
    VIAMORONISEDICI SPAZIOARTE
    21.04.18 - 27.05.18

    dal 21 aprile al 27 maggio 2018
    Inaugurazione: sabato 21 aprile, ore 18.00
    Via Moroni, 16 24121 Bergamo
    tel. +39 347 2415297
    mart – sab 16.00-19.30 | domenica e lunedì su appuntamento
    info@viamoronisedici.it
    www.viamoronisedici.it



        [== LINK ==]

    Approda in viamoronisedici/spazioarte la mostra itinerante di Pina Inferrera. Le fotografie che presenta sono frutto di uno studio attento, di una indagine svolta con circospezione all’interno di una realtà dove la fotografia cerca il silenzio per potersi identificare con la natura che la circonda e coglierne gli aspetti più sorprendenti. In tal modo accosta elementi fra di loro opposti come una terra che appare scura, cupa, desolatamente spoglia come fosse stata ferita da qualche misterioso disastro e l’acqua che, scorrendo vivace, la attraversa.

    Ed è qui che la luce trasforma la realtà perchè, filtrando fra gli alberi e riflettendosi sulla superficie dell’acqua permette di scoprire l’inaspettata aura dorata che la impreziosisce. (Roberto Mutti).

    E’ anche una grande metafora dell’eterno divenire del mondo, del ciclo e riciclo sapiente della natura: la vegetazione marciscente, inzuppata nei rivoli, nelle pozze d’acqua stagnanti e nei ruscelli, come da potente alchimia si trasforma in colate d’oro liquido, puro e prezioso.

    E’ questo l’aspetto della rinascita dopo la morte, è questo l’aspetto di attesa positiva da scoprire nelle potenti immagini   fotografiche di Pina Inferrera. La mostra Natura Altera ospiterà l’Associazione Phoresta onlus che dibatterà i temi più attuali e urgenti riguardo la Natura.

    Sabato 26 maggio questo progetto entrerà a far parte dell’evento ArtDate 2018.

    WINNING PROJECT PREMIO MATTEO OLIVERO
    [=== WINNING == PROJECT ==== PREMIO ==== MATTEO == OLIVERO ==]
        [== LINK ==]

    Mark Barrow e Sarah Parke sono i vincitori della 40ª edizione del Premio Matteo Olivero, Ricordare la memoria.

    Mark Barrow (Stati Uniti, 1982) e Sarah Parke (Stati Uniti, 1981), le cui opere sono presenti nelle più importanti collezioni pubbliche del mondo – tra cui quella del Metropolitan Museum of Art, New York, del Birmingham Museum, dell’Hammer Museum, Los Angeles, dello Yale Museum, New Haven e del Walker Art Center, Minneapolis – sono i vincitori della 40ª edizione del Premio Matteo Olivero con un progetto site specific e altamente poetico.

    La mostra inaugurerà il 27 aprile 2018 e rimarrà visibile fino al 27 maggio 2018.

    Il progetto è stato scelto all’unanimità da una giuria internazionale composta da:

    Stefano Raimondi, fondatore e Direttore di The Blank Contemporary Art. È stato Direttore Artistico di BACO – Base Arte Contemporanea e Curatore presso la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

    Eva Fabbris, curatrice e storica dell’arte. Dal 2016 fa parte del dipartimento di ricerca e curatela della Fondazione Prada. Scrive su Mousse Magazine, L’Officiel Art Italia e Flash Art

    Leah Pires, curatrice e scrittrice. Vive a New York, dove è dottoranda presso il Dipartimento di Storia dell’Arte della Columbia University e Fellow presso il Whitney Independent Study Program

    Arturo Demaria, Consigliere della Fondazione Amleto Bertoni

    Roberto Giordana, Vicedirettore generale della Cassa di Risparmio di Cuneo 

    per il carattere poetico con cui affronta la tematica della memoria intesa in modo duplice, effimera e persistente, per la resa scenografica ottenuta secondo un approccio minimale e sintetico, per lo studio dello spazio in cui è inserita e per la sua capacità di evocare e rinnovare percorsi, metodologie e opere significative della Storia dell’Arte, fondendo così temporalità diverse.

    Il duo di artisti, compagni nel lavoro e nella vita, hanno avuto la meglio tra gli oltre 336 progetti pervenuti alle selezioni. Un numero straordinario ma secondario rispetto alla qualità degli artisti partecipanti che dimostra come la svolta del Premio, ora finalizzato alla realizzazione di una mostra personale nella prestigiosa Cappella Cavassa (Saluzzo, CN), sia stata recepita e apprezzata dalla comunità artistica nazionale e internazionale.

    Sono oltre 50 i progetti presentati da artisti provenienti da oltre 20 Paesi esteri – tra cui Belgio, Francia, Germania, Grecia, Israele, Regno Unito, Russia, Spagna, Stati Uniti, Ucraina, etc.

    Del totale dei progetti il 43% (145) è stato formulato da artiste donne e il 57% (191) da uomini. La fascia d’età più significativa (40%) è stata quella compresa tra i 26 e i 35 anni. Ben rappresentata anche quella tra i 36 e i 45 (28%).

    Questo nuovo corso del Premio, fortemente voluto dal Curatore Stefano Raimondi, è stato immediatamente sostenuto e condiviso dal Comune di Saluzzo, dalla Fondazione Amleto Bertoni e dai coordinatori del progetto Paolo Infossi e Roberto Giordana.

    Nell’opera di Mark Barrow e Sarah Parke la memoria è intesa come trascorrimento del tempo, definito dal movimento circolare della luce da finestra a finestra. Il progetto sintetizza questo flusso creando composizioni che utilizzano differenti pattern ripetuti di quadrati rossi, verdi, blu e neri. Il progetto, generato pixel per pixel, misura il tempo poco alla volta, e in un certo senso lo “conserva” come la memoria di un computer.

    Mark Barrow (1982) e Sarah Parke (1981) vivono e lavorano a New York.
    Fra le mostre personali espongono all’Independent Régence, Bruxelles, all’Elizabeth Dee, New York e alla ZERO, Milano. Fra le mostre collettive espongono alla Pace Gallery di New York e Londra, alla Kunsthalle Bielefeld, Germania, al Musée d’art Moderne de la Ville de Paris, Parigi, alla Casey Kaplan, New York, alla Galerie Perrotin, Parigi e alla Biennale di Praga.

    Info: Fondazione Amleto Bertoni, The Blank Contemporary Art
    Tel: 017543527, 035 19903477
    Email: eventi@fondazionebertoni.it, premiomatteoolivero@gmail.com

    TRE FOTOGRAFI MESSICANI: CONTRAPPUNTO E ARTIFICIO
    [= TRE = FOTOGRAFI === MESSICANI ===== CONTRAPPUNTO === E ==== ARTIFICIO =]
    QUARENGHICINQUANTA
    07.04.18 - 21.04.18

    dal 7 al 21 aprile 2018
    da martedì a venerdì ore 15:30 – 19:00
    sabato dalle ore 10:30 – 12:30  15:30 – 19:00
    Galleria Quarenghicinquanta
    via Quarenghi 50 – Bergamo (interno cortile)



        [== LINK ==]

    TRE FOTOGRAFI MESSICANI: CONTRAPPUNTO E ARTIFICIO

    mostra fotografica

    di ANGELA ARZINIAGA, JAVIER GONZALES, EVERARDO RIVERA

    con il patrocinio del Comune di Bergamo e del Consolato del Messico

    Galleria Quarenghicinquanta, via Quarenghi 50 – Bergamo (interno cortile)

    dal 7 al 21 aprile 2018

    apertura da martedì a venerdì ore 15:30 – 19:00

    sabato dalle ore 10:30 – 12:30  15:30 – 19:00

    7 aprile 2018 alle ore 18:00 

    inaugurazione mostra, con la presenza del Console del Messico e dei tre artisti, in residenza presso la galleria  

    8 aprile alle ore 18:00 

    incontro-dibattito: “Fotografia messicana da Manuel Alvarez Bravo ai giorni nostri” condotto da Luigi Erba, storico della fotografia, con la partecipazione dei tre artisti espositori 

    ingresso libero

    Il progetto

    (secondo Ivàn Ruiz)

    Di fronte all’apertura che sta vivendo l’arte della fotografia messicana contemporanea con la sua presenza in vari scenari internazionali e considerando inoltre la ricerca e la sperimentazione che alcuni giovani praticano nella loro opera, che in gran parte trova eco anche fuori dal Messico, sarebbe difficile sostenere che una mostra di fotografi messicani, presentati fuori dai confini del paese – in questa occasione a Bergamo (Italia) – rappresenti o dia una visione nazionale, come sarebbe potuto accadere soltanto alcuni decenni fa. Nel caso di questa mostra, la principale caratteristica che si nota è l’assenza di qualsiasi accenno folcroristico, che è evidenziata simbolicamente con la scelta cromatica in bianco e nero come azione ed effetto in tutte le opere fotografiche che qui verranno esposte. Anche se il lavoro di Everardo Rivera si può considerare giustamente come fotografia-documento, per questa mostra l’artista ha selezionato dal suo ampio repertorio una serie di immagini che evidenziano una tensione  tra  il registrare, il documentare e lo sperimentare dell’autore. In questo modo, una fotografia con sfumature etnografiche, come quella che Rivera ha scattato nelle vicinanze di varie “pulquerias” e nelle cantine di Puebla e vicinanze, contrasta in gran parte con alcune opere nelle quali l’abilità esecutiva si manifesta nei processi di stampa, negli interventi e nei montaggi. Per quanto riguarda Angela Arziniaga, con riferimenti ed alcune allusioni surrealiste con derivazioni di genere (si pensi a certi ricorsi da André Kortész a Francesca Woodman), espone una serie di fotografie estempeiche, dove la scelta di un’angolazione al livello del suolo crea una serie di deformazioni spazio-corporali. Inoltre, le stesse sono il risultato di una sperimentazione più diffusa nel campo delle arti visive. Arziniaga rivisita forme di corpi e di oggetti come delle entità evanescenti e fino a un certo punto ambigue. In conformità a questo ultimo lavoro, la serie di Sergio Javier Gonzàles, concepita come un’esplorazione formale del proprio autoritratto, si potrebbe interpretare come il risultato di una performance dove il corpo dell’artista si espone dietro una vetrina, come fosse in una teca che attenti woyeurs guardano. Questa serie, in particolare, deriva dall’idea del corpo umano visto come materia nell’atto del modellare: concetto che proviene dalla body art, che tuttavia nel caso di Gonzales assume carattere erotico e claustrofobico.

    (Ivàn Ruiz)

    Il progetto

    (secondo Stefania Burnelli)

    Il corpo, la luce, lo spazio. Il gioco, la memoria, la performance. Sono vari i fronti di ricerca degli artisti messicani ANGELA ARZINIAGA, EVERARDO RIVERA, JAVIER GONZALES che usano l’obiettivo fotografico per sperimentare, provocare, raccontare.

    L’evento proposto dalla galleria Quarenghicinquanta a Bergamo, nell’aprire una finestra sull’odierna scena artistica messicana, focalizza sulle specificità di ogni singolo autore, nel segno della soggettività dello sguardo e dell’universalità della visione.

    Non si tratta di un lavoro collettivo ma dell’intersezione di traiettorie diverse di indagine che richiede una riflessione individuale. Si esplorano le prospettive dell’arte fotografica come inquietudine di ricerca, come esercizio formale, come sfida estetica ed etica.

    Tre voci diverse e audaci dialogano sui temi dell’attualità espressiva e degli orizzonti della fotografia tenendosi fedeli all’unicità della propria poetica senza sottrarsi alla contaminazione tra i linguaggi visivi contemporanei. Tre voci figlie di una cultura dalle forti matrici identitarie, radicate nella lezione dei maestri del Novecento americano ed europeo e aperte agli interrogativi connaturati all’evoluzione del mezzo tecnico, nella tensione mai risolta tra autenticità e artificio.

    (Stefania Burnelli, critica d’arte)

    Profilo degli artisti

    ANGELA ARZINIAGA GONZALEZ (1960)

    Laureata presso la Facoltá di Arti Plastiche dell’Universidad Veracruzana. Diplomata in Disegno e Gestione di Esposizioni presso la Benemérita Universídad Autónoma de Puebla. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive nella Repubblica Messicana e all’estero. Premio Nazionale Francisco de la Maza, 1988, Ha ottenuto varie borse di studio tra le quali: nel 1993 la Beca Nacional de Producción para Jovanes Creadores del Fondo Nacional para la Cultura y las Artes (FONCA); Nel 1998 e 2004 la Beca para Creadores con Trayectoria del Fondo Estatal para la Cultura y las Artes de Puebla (FOESCAP). Ha ottenuto, inoltre, la lode nella Seconda Biennale Puebla de los Angeles, organizzata dall’Universidad Iberoamerican. Nel 2001, la Beca para Creadores con Trayectoria del governo dello Stato di Veracruz. Vincitrice della Terza Biennale Puebla de los Ángeles per la fotografia. È membro fondatore di Foto Apertura, A. C., del Movimiento Fotografico Independiente, Fundación Puebla, A.C., del Salón Independiente de Arte Erótico, del Gabinete Fotografico e del Gabinete Arte y Cultura, A.C. Collabora con riviste d’arte e di divulgazione scientifica. Le sue opere sono state riprodotte in cataloghi, libri d’arte e di fotografia, e presente in trasmissioni televisive. Ha impartito lezioni sulla fotografia presso l’Universidad de las Américas-Puebla (UDLA), l’Universidad Veracruzana, l’Universidad Iberoamericana e presso il Centro Integral de Fotografia.

    Vive e lavora a Puebla (Messico).

    EVERARDO RIVERA (1949)

    Ricercatore presso l’Istituto di Scienze Sociali e Materie Umanistiche della Benemerita Universidad Autónoma de Puebla. Laureato presso la Scuola di Storia della stessa università. Ricercatore nel campo dell’immagine. Collabora dal 1980 con riviste d’arte e cultura e di divulgazione scientifica. Ha lavorato nel Laboratorio – Studio di Attilio De Stefanis , Milano. Dal 1976 ha partecipato a diverse esposizioni in luoghi come: Caracas, Città del Messico, Germania dell’Est, Università dell’Arizona; Milano, São Paulo, Beogradski Sajam, Sarajevo (Yugoslavia), Sala Espositiva “Virgilio Carbonari” a Seriate (Bergamo) e Il Brunitoio a Ghiffa, Verbania, Italia. È stato selezionato in The 53rd International Photographic Salon of Japan nel 1993, ed ha ottenuto il Premio Speciale per la sua opera Los tiemperos. Premiato alla Biennale di Fotografia dell’Instituto Nacional de Bellas Artes 1988. Premio nell’VIII Concorso di Fotografia Antropologica (1988) della Escuela Nacional de Antropologia e Historia. Nel 1999 ha ottenuto la borsa di studio di Creador con Trayectoria, che rilascia il Fondo Estatal para la Cultura y las Artes dello Stato di Puebla. Ha esposto al Palacio de Bellas Artes nella mostra El Mito de los Volcanes nel 2005 e nello stesso anno presso il Centro de la Imagen con una mostra retrospettiva.

    Vive e lavora a Puebla (Messico).

    SERGIO JAVIER GONZALEZ CARLOS (1950)

    Artista nel campo delle arti visive. Molte sono le mostre personali, tra le quali: Il Diaframma a Milano, il Museo Amparo a Puebla, la Universidad Iberoamericana Golfo Centro, Universidad de las Américas UDLA (Cholula) Puebla, oltre a varie collettive in biennali internazionali di fotografia e arte: nel 1985 Salon Internazionale Cine-Foto Ottica (SRCOF), Milano, e Svetski Bienale Fotografije (BEFU), Yugoslavia. Le sue opere sono state esposte presso il Museo di Arti Decorative di Praga, Il Museo dell’Università Nazionale della Corea. L’ Übersee Museum di Brema e nel Bürgerhalle im Rathaus di Wolfsburg, Germania, Palazzo Municipale, Sala Espositiva “Virgilio Carbonari” a Seriate (Bergamo) e alla galleria Brunitoio a Ghiffa, Italia. Le sue fotografie sono state pubblicate in varie riviste  tra le quali  Flash Art International,  Flash Art in Europa, Art News, Print USA, Critica Elementos, Metapolítica, etc.. Tra le altre pubblicazioni si evidenziano: Museo de Escultura Contemporánea Federico Silva, La Basilica Catedral de la Puebla de los Angeles, a La Luz de la Puebla, Apologia del Teatro Principal de Puebla, Dal Diario Messicano di Mario Benedetti, Josep Bartoli dela Diputació di Barcellona (Spagna), Las Iglesias de Puebla e Vida Eterna, la Capilla de San Ildefonso, Puebla.

    Vive e lavora a Puebla (Messico).

    ART UP 4/18 SILVIO POMA
    [= ART === UP === 4 ==== 18 ==== SILVIO == POMA ===]
    ART UP – UBI BANCA
    03.04.18 - 30.04.18

    Dal lunedì al venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO
    UBI Banca
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    a cura di Enrico De Pascale

    4  3-30 aprile

    Silvio Poma  (Trescore Balneario/Bergamo 1840 – Turate/Como 1932)

    Pascolo sull’Adamello

    1900 ca.

    olio su tela, cm 100 x 175

    Bergamo, Collezione Banca Popolare di Bergamo

    Specialista del genere paesaggistico, Poma impagina i suoi scorci e le sue vedute lacustri con uno stile vivacemente descrittivo, limpido e ordinato, secondo i principi del Realismo in auge nella seconda metà dell’Ottocento. I luoghi prediletti, come dimostra questa tela, sono per lo più i laghi prealpini e la ben coltivata campagna lombarda, amati e frequentati da quella classe borghese cui il pittore stesso apparteneva, e che lo apprezzò e lo sostenne lungo tutta la sua carriera. La composizione è abilmente giocata sulla successione di piani luminosi determinati dal prato in penombra, dallo specchio d’acqua al centro, impreziosito dal gioco di riflessi, e dalla catena montuosa sullo sfondo il cui profilo si staglia sullo schermo chiaro del cielo. Le figurette degli animali, scandite su più piani secondo un andamento diagonale destra-sinistra, guidano lo sguardo nella profondità dello spazio accentuando il sentimento di verità del dipinto.

    Silvio Poma (Trescore Balneario 1840 – Turate 1932) 

    A Milano frequenta i pittori Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, che aveva conosciuto in guerra in occasione della campagna militare del 1859. Esordisce all’Esposizione di Belle Arti di Brera nel 1869. Ebbe importanti riconoscimenti ufficiali, come il Premio Mylius a Brera nel 1871 ottenuto con il dipinto Macbeth e le streghe del bosco e illustri acquirenti come i Savoia; nel 1877 all’Esposizione Nazionale di Belle Arti a Napoli il suo dipinto Il Monte San Martino (Lago di Lecco) viene infatti acquistato dal re Vittorio Emanuele II. Nonostante l’avvento della Scapigliatura, con le sue aperture ai fuggevoli effetti del plein air, la sua interpretazione del paesaggio rimane legata fino alla fine ai principi di un solido realismo e ai tempi lunghi dello studio in atelier.

    UBI Banca  

    ART UP è un’iniziativa di carattere culturale con cui UBI Banca intende offrire alla gentile clientela un incontro ravvicinato e “guidato” con le opere della sua collezione d’arte antica e contemporanea. Ogni mese, presso l’ingresso della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8, una nuova opera d’arte (dipinto, scultura, disegno, fotografia, stampa, video, installazione, ecc.), selezionata tra quelle facenti parte della sua raccolta, viene proposta al pubblico e analizzata tramite una scheda storico-critica illustrata e collezionabile realizzata per l’occasione dallo storico dell’arte e curatore Enrico De Pascale.

    La collezione d’arte della Banca, che assomma alcune centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, ecc.), si è formata nel corso di quasi centocinquant’anni, intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel lontano 1869. Una raccolta ampia e variegata capace di coniugare l’attenzione per la produzione artistica locale e nazionale – da Baschenis a Fra’ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – con l’interesse per le proposte più sperimentali della scena internazionale: da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming. Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di precise scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il complesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.

     

    IL GIOVANE LEKË TASI
    [= IL === GIOVANE = LEK ===== TASI =]
    VAKU PROJECT SPACE
    17.03.18 - 18.03.18

    Sabato 17 marzo, ore 18.30
    Domenica 18 marzo, ore 10-13/16-19
    Vaku Project Space
    Via San Lorenzo 12 B, 24129, Città Alta – Bergamo
    Ingresso gratuito
    Parcheggio in Via Fara e/o in Piazza Mercato del Fieno



        [== LINK ==]

    La serietà è un nemico mortale della fantasia” – Lekë Tasi


    Lekë Tasi nasce nel 1929 ad Atene da genitori albanesi. Con la famiglia ritorna a Tirana nel 1941 e in seguito agli studi di conservatorio diventa violoncellista presso l’Orchestra dell’Opera. Nel 1967 viene allontanato per la sua dissidenza rispetto al regime comunista e fino al 1990 si dedicherà al lavoro agricolo. É in questo periodo che Tasi si avvicina alla pittura e nel 1992, con la caduta del regime, viene invitato ad esporre alla Galleria Nazionale di Tirana. Si ricorda la partecipazione nel 2001 e nel 2004 al Premio Onufri, Esposizione Internazionale d’Arte di Tirana; si ricordano le mostre alla Galleria Exit di Pajë (Kosovo, 2005), alla galleria Josef di Durazzo (2005), alla Galleria Didart di Tirana (tra il 2008 e il 2012), e più recentemente l’inaugurazione presso la casa natale dell’artista Adrian Paci, oggi ArtHouse, luogo di esposizione e incontro tra artisti, galleristi, critici e operatori culturali (Scutari, 2017).

    Lekë Tasi ha oggi 90 anni e sarà ospite con un’apertura speciale presso gli spazi di Vaku Project Space, centro per la sperimentazione e produzione artistica multidisciplinare, luogo per l’esperienza estetica, sociale, culturale e espressione di un’idea di protagonismo giovanile territoriale.

    In mostra una selezione di dipinti e il film “A mund t’ia nisim prej fillimi”: un documentario sul maestro in lingua originale sottotitolato per l’occasione e firmato dai registi Stefan Capaliku e Ervin Coba.

    L’artista incontrerà il pubblico durante la serata d’apertura sabato 17 marzo.

    Il giovane Lekë Tasi
    da un’idea di Alban Gjata e Durim Taci
    a cura di Alberto Ceresoli

    media partner:bludiprussia.org| Contemporary Art Magazine

    Vaku Project Space Via San Lorenzo 12 B, 24129, Città Alta Bergamo

    Orari di apertura:

    Sabato 17 marzo ore 18.30
    Domenica 18 marzo ore 10.00-13.00/16.00-19.00

    Ingresso gratuito
    Parcheggio in Via Fara e/o in Piazza Mercato del Fieno

    JONAS MEKAS
    [=== JONAS ==== MEKAS =]
    NEWSLETTER MARZO 2018
        [== LINK ==]

    Jonas Mekas, The Internet Saga curated by Francesco Urbano Ragazzi, installation view, Venice, 2015
    photo credit: Giulio Favotto

    THE BLANK CONTEMPORARY ART 
    99 PAROLE CON JONAS MEKAS

    La prima parola che ci viene in mente pensando a Jonas Mekas è “inesauribile”.
    Inesauribile come la sua opera. Come la narrazioni che se ne possono fare.
    Come l’invenzione di Film Culture, del New American Cinema, degli Anthology Film Archives, dei film diaries.
    Come girare, montare e pubblicare online un film al giorno ogni giorno nel 2007. Come jonasmekas.com.
    Come dipingere fiori su grandi fogli bianchi la notte prima di un’inaugurazione. Come dirci «It’s challenging enogh to say yes» e ribadirlo sempre.
    Inesauribile, ancora più che eterno.

    Francesco Urbano Ragazzi, duo di curatori

    TALK WITH THE ARTIST | 2018
    [=== TALK == WITH === THE === ARTIST === 2018 =]
    TB EDUCATIONAL
    20.02.18 - 27.05.18

    Calendario: dal 20 Febbraio al 27 Maggio 2018.

    La partecipazione è gratuita.

    Per informazioni:
    associazione@theblank.it
    03519903477



        [== LINK ==]

    Dopo il successo della prime due edizioni, che hanno visto coinvolti centinaia di studenti della scuola secondaria in un primo approccio al mondo dell’arte contemporanea, The Blank Educational è giunto alla sua terza edizione.

    Attraverso un percorso articolato in diversi appuntamenti, gli studenti scoprono la transizione dai linguaggi canonici dell’Arte a quelli sperimentali del contemporaneo e ne approfondiscono le linee di ricerca dialogando con un artista ospitato in classe, grazie alla collaborazione con gli artisti Tea Andreoletti, Maëlle Cornut, Silvia Mariotti, Samuele Menin, Alessandro Roma, Andrea Sala, Serena Vestrucci.

    ATTRAVERSAMENTI
    [== ATTRAVERSAMENTI ==]
    TB RESIDENCY
    01.03.18 - 15.07.18
        [== LINK ==]

    Attraversamenti

    The Blank è lieta di annunciare il progetto di scambio di residenza “ATTRAVERSAMENTI,” un progetto nell’ambito di «Viavai+», iniziativa promossa dai cantoni Ticino e Vallese e della Regione Lombardia in collaborazione con la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia.

    Il programma di scambio di residenze favorisce la mobilità di artisti ticinesi, vallesani e lombardi operanti nel campo delle arti visive. Le residenze daranno la possibilità agli artisti selezionati di avere un periodo di tempo di due mesi da dedicare alla creazione, allo sviluppo e al rafforzamento di progetti creativi, entrando in contatto con la regione ospitante e con attori di interesse artistico, culturale e formativo.  La residenza si prefigge di agevolare, condividere, sostenere, valorizzare, promuovere e comunicare lo sviluppo e la mobilità di un progetto capace di essere una sintesi e una fusione di un percorso tra il luogo di partenza e quello di residenza, di promuovere un’ampia serie di interventi per accrescere l’esperienza professionale dell’artista e al contempo permettere una adeguata conoscenza di quello che è il complesso sistema dell’arte contemporanea in Lombardia e in Italia.

    Gli artisti che prenderanno parte al progetto presso la sede di The Blank sono:

    dal 1 marzo al 30 aprile Maëlle Cornut (1986) – Canton Vallese

    Maëlle Cornut (1986) è un’artista svizzera e allieva del CCC Research Master della Geneva School of Art and Design (HEAD). Le sue opere sono esposte regolarmente in Svizzera e altrove, tra cui Italia, Grecia, Bulgaria, Romania e Lituania.

    La sua ricerca si concentra sui concetti relativi a studi di genere, sociologia, biologia e botanica. Maëlle Cornut si ispira anche agli universi mutuati dalla fantascienza per ricreare nuove narrazioni e ampliare la gamma di possibilità.

    Dal 15 maggio al 15 luglio Marta Margnetti (1989) – Canton Ticino

    Marta Margnetti (1989) vive e lavora tra Bern e Lugano.

    La sua pratica è caratterizzata da un forte interesse verso l’intersezione delle arti applicate, del design e dell’artigianato. I suoi progetti spesso dialogano con l’architettura circostante. La perfezione della geometria è costantemente misurata l’artigianato e l’improvisto che esso comporta. In questo modo, le sue opere sono sospese tra la cultura del fai-da-te e l’estetica quotidiana del design industriale moderno, che ha portato in primo luogo l’astratto linguaggio formale del modernismo alle masse. Il suo approccio si trova sulla soglia tra il controllo e l’imprevisto di una tecnica, lasciando spazio e tempo a incidenti, errori, alla ricerca di un equilibrio tra forme definite e possibili.

    Gli artisti italiani invitati da The Blank a partecipare al progetto di residenza VIAVAI+ sono:

    Diego Marcon presso Malévoz Quartier Culturel de Monthe, Canton du Valais

    Tea Androletti presso Sasso Residency, Vairano S. Nazzaro, Canton Ticino

    http://www.viavai-cultura.net/progetto/27/Scambio-di-residenze

    COSIMO TERLIZZI - SMELLS LIKE NEW SPIRIT
    [= COSIMO = TERLIZZI ==== SMELLS == LIKE === NEW = SPIRIT ===]
    TRAFFIC GALLERY
    24.03.18 - 27.05.18

    Cosimo Terlizzi, L’Alba del Cane, 53,81x80cm, 2017, Traffic Gallery

    Inaugurazione: sabato 24 marzo, 18:30 – 21:00
    24 marzo 2018 – 27 maggio 2018
    Via San Tomaso 92, 24121 Bergamo
    Tel. +39 035 0602882, +39 338. 4035761
    info@trafficgallery.org
    www.trafficgallery.org



        [== LINK ==]

    TRAFFIC GALLERY

    presents

    Smells Like New Spirit

    the new solo show

    by

    COSIMO TERLIZZI

    Opening : Saturday 24 March 2018 | time 18:30 – 21:00 | until 27 May 2018

    Traffic Gallery è orgogliosa di presentare nei propri spazi la quinta mostra personale dell’artista  visivo e regista Cosimo Terlizzi (classe 1973). Al rientro da importanti collaborazioni, mostre e premi, tra i quali ricordiamo il recentissimo Premio Videoinsight® 2018, la partecipazione alla Biennale Danza della Biennale di Venezia 2017 e la mostra Kahuna per il Polo Museale dell’Emilia-Romagna a Bologna, il regista pugliese torna a Bergamo nel tentativo di continuare il percorso tracciato negli ultimi anni alla ricerca di una nuova spiritualità. All’interno degli spazi di Traffic Gallery la mostra sarà divisa in due zone, in una sala verranno esposte tre opere del 2018, due fotografie e una scultura ambientale, e un lavoro video realizzato tra il 2001 e il 2008; nell’altra sala speculare un trittico fotografico con al centro l’opera Sacra Famiglia (2014) – opera acquisita nel 2018 dalla FondazioneVideoinsight®– ed il video Regina Irena Radmanovic (2008), video vincitore della menzione speciale al Festival Internazionale Videominuto 2008 presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.

    Poesia, Confine, Vuoto, Corpo, Oro, Trascendenza, sono alcune delle parole chiave che potrebbero descrivere al meglio l’universo creato per l’esposizione. La poesia è centrale e assordante nell’opera video S.N. VIA SENZA NOME CASA SENZA NUMERO (2001-2008), un diario visivo girato in Super 8 e diviso in 8 mini episodi, dove l’artista osserva i cambiamenti di una Bitonto – sua città natale – ai confini tra urbs e ruralità attraverso scene di vita quotidiana dei protagonisti suoi parenti. Il sonoro è quello ambientale delle cicale o del mare, a tratti interrotto dall’irrompere delle suonerie dance dei primi telefoni cellulari e dalle hit estive provenienti dalle radio delle automobili. Nonostante l’apparente desolazione e povertà dei luoghi, l’artista ci trasmette serenità e spensieratezza attraverso una luce naturale abbagliante e attraverso la bellezza mutante dei corpi umani che dalla pubertà raggiunge la piena adoloscenza. I due scatti recenti del 2018, Malam in Calce Bianca e Alba del Cane, sono ambientati nello stesso territorio del video S.N. ma non sono ad esso collegato. Qui la forte luce del sole ci restituisce in chiave estatica la presenza di Malam e del Cane, entrambi con gli occhi chiusi in una sorta di calma trascendente. Una trascendenza che nella scultura Il Martirio di San Mattia (2018) diviene sangue dorato che cola da un ceppo di legno dal quale spunta una ascia strumento di morte.

     Recensioni sullo Stand Monografico dedicato a Cosimo Terlizzi ad ArteFiera 2018:

    “…Protagonista, durante i giorni della fiera, la sua opera video girata tra il 2001 e il 2008 costituita da otto episodi che l’artista ha voluto contestualizzare nella nativa Bitonto. Una sorta di presa diretta con il reale che narra i cambiamenti di questo piccolo paese della Puglia, non solo quelli ambientali ma anche quelli dei suoi parenti documentati nelle fasi tra la pubertà e l’adolescenza…”

    • Welcome Dummies, I Tell You a Story : Traffic Gallery : di Francesca Interlenghi on The Dummy’s Tales 

    “…Per contrasto spicca la Traffic Gallery di Bergamo nella scelta di allestire lo stand con soli tre pezzi di Cosimo Terlizzi…”

    • Arte Fiera / Bologna : di Luca Panaro on Flash Art Online

    “…Una esposizione ridotta nel numero, ma densa di contenuti, essenziale ed efficace,  in cui l’artista ripercorre alcune tappe della sua vita, recuperando luoghi e persone familiari, in un tentativo di offrire al pubblico se stesso e la sua storia.”

    • Bologna la carica dei salentini ad Arte Fiera : di Carmelo Cipriani on Quotidiano di Puglia 

    Recensioni sulla mostra collettiva Kahuna curata da Leonardo Regano per il Polo Museale dell’Emilia Romagna a Bologna:

    “…La pietra, così come l’utilizzo del colore oro sono elementi ricorrenti della sua pratica artistica, così come la grazia e la bellezza, che come una aura circondano ogni immagine creata dall’artista….”

    • Kahuna. Dialoghi Sacri tra Arte e Sciamanesimo : di Isabella Falbo on ESPOARTE Online

    “…Basterà l’incoscienza a salvare il boia dalla condanna divina ? Non ci è dato saperlo e ogni nostra domanda si dissolve nell’eterno fluire delle cose come l’aureola del santo che cola dal ceppo sacrificale in cui è ancora impigliata l’accetta del martirio…”

    • La Spiritualità immanente di Kahuna : di Emanuela Zanon on Juliet Art Magazine Online

    “…I pezzi di Cosimo Terlizzi, richiamano la preziosità della forma del diamante, attraverso l’oro che ammanta la quotidianità messa in scena…”

    • Kahuna ex Chiesa di San Mattia : di Cristina Principale on Exibart Online

     “…L’immagine, centrata su identità e corpo, evoca la purezza e la speranza in una nuova umanità. Il bambino illuminato può essere visto e vedere chiaramente; diventa fonte di ispirazione, redenzione, intuizione, luce interiore…”

    Premio Videoinsight 2018, la Sacra Famiglia in mostra a Bologna:  On il Resto del Carlino

     

    COSIMO TERLIZZI-  SELECTED BIOGRAPHY

    Nasce nel 1973 a Bitonto, un piccolo paese del sud italia in provincia di Bari. Il suo fare artistico si manifesta con l’utilizzo di diversi media come la fotografia, la performance, il video e il film. I suoi soggetti spessoumani partono dal singolo per giungere al sociale nel tentativo di trasformare momenti intimi in icone di importanza universale. In questa direzione si può iscrivere il suo personale uso del ritratto come strumento d’indagine della nostra epoca.

    Da ricordare la recente acquisizioneda parte della Fondazione Videoinsight di Torino come vicitore del Premio Videoinsight 2018, l’acquisizione da parte del Musée des Beaux-Arts La Chaux-de-Fonds in Svizzera, l’acquisizione da parte della Collezione UBI Banca Popolare di Bergamo, e il premio ricevuto durante Art Verona 08 selezionato da Anna Mattirolo per un progetto all’interno del MAXXI di Roma svoltosi tra il 14 e il 17 Ottobre 2016.

    Nel 2013 è stato invitato da Fabio Cavallucci all’interno del Performance Day presso il Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle di Varsavia, dove l’artista ha realizzato la Performance “How To”.

    Nel 2015 ha presentato a Torino in anteprima il suo film documentario “Aurora, un percorso di creazione” presso le Fonderie Limone, successivamente proiettato anche a Parigi presso il Theatre de la Cité Internationale (2015) e presso il Centre Pompidou (2017), e a Venezia per la Biennale Danza della Biennale di Venezia (2017).

    Nel 2017 è stato invitato presso il Museo Mambo di Bologna per il progetto “Corpo Sensibile, Barlumi del Documentario” a cura di Marco Bertozzi, e a Forlì come super ospite di Ibrida Festival delle arti intermediali.

    Nel 2018, durante Arte Fiera a Bologna, è stato invitato dal Polo Museale dell’Emilia Romagna alla mostra “Kahuna” presso la ex Chiesa di San Mattia in Bologna dove è nata l’installazione ambientale “Il Martirio di San Mattia”.

    Attualmente Terlizzi è impegnato con la promozione del suo primo film lungometraggio prodotto da Buena Onda (Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Viola Prestieri) intitolato Dei presentato in anteprima il 10 Febbraio 2018 a Milano presso l’Auditorium San Fedele.

     

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    TRAFFIC GALLERY | COSIMO TERLIZZI - SMELLS LIKE NEW SPIRIT | 24.03.18 - 27.05.18