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    Eventi
    EVA HIDE - DAD IS GOD
    [= EVA ===== HIDE ====== DAD == IS === GOD ==]
    TRAFFIC GALLERY
    08.04.17 - 24.06.17

    Opening: sabato 08 aprile 2017, h. 18:30-21:30
    martedì – sabato: 10:00-13:00/16:00-19:00

    Via San Tomaso, 92 – 24121 Bergamo

    Info
    tel. +39 035 0602882
    info@trafficgallery.org



        [== LINK ==]

    Traffic Gallery è lieta di annunciare Dad is God prima mostra personale del duo Eva Hide all’interno dei propri spazi, con testo critico di Ginevra Bria.

    In esposizione dodici lavori di diverse dimensioni e tecniche, tra collages, sculture in maiolica dipinta e installazioni che si propongono di indagare alcuni degli aspetti più oscuri e fallimentari del rapporto padre-figlio.

    La funzione paterna, sostiene lo psicanalista Joël Dor, costituisce un epicentro cruciale nella strutturazione psichica di ogni singolo individuo, se non altro perché è unicamente in rapporto ad essa che ciascun soggetto acquisisce la propria identità sessuale, anche a scapito della predeterminazione biologica dei sessi.

    Per l’occasione gli Eva Hide fanno dipingere le pareti della galleria con rassicuranti tinte pastello per mettere in scena opere portatrici di empietà, scardinando così i canoni di controllo del pensiero perbenista e borghese, che tende a nascondere e occultare la bassezza e la tragicità del vivere quotidiano.

    L’allestimento della mostra è dominato da una scultura a forma di fontana, che da apparato di carattere prevalentemente ornamentale, diventa simbolo totemico dello svilimento femminile da parte dell’uomo egemone.

    Le piccole e colorate sculture dipinte, dal titolo Why Children Steal, ripropongono in sintesi ambientazioni caratterizzate da situazioni paradossali e dalla ripetizione esasperata di elementi visivi utili a rendere presenti vuoti e assenze. I collages, cortocircuiti visivi dalle forti connotazioni semantiche, frutto di metodici saccheggi del web, sono appesi a parete come in una quadreria seicentesca.

    Sul pavimento una piccola installazione costituita da un paio di piedi maschili, sempre in maiolica, su cui campeggia la scritta My Dad Loves Me, e sui quali si trova una mutandina quasi per farci insinuare il dubbio del crimine più orribile che si possa immaginare.

    L’utilizzo della maiolica dipinta, comunemente associata a innocue e remissive pratiche decorative, convive con l’inquietudine e la sofferenza dei temi iconografici affrontati in un continuo gioco di rimandi tra estraneo e familiare, fascinoso e repellente.

    Quello degli Eva Hide è un lavoro che vive di solitudine, struggente e invincibile. Patetica e dolorosa come la conoscenza, la loro, è un’arte che non crede più nel suo potere di guarigione ma tenta disperatamente di accorciare la distanza che ci separa dalla caduta.

    Il testo di Ginevra Bria sarà sicuramente guida rivelatrice di senso anche laddove la razionalità non esiste e la pulsione regna sovrana.

    LUDOVICO BOMBEN - CON FINE
    [== LUDOVICO ==== BOMBEN === CON === FINE =]
    GALLERIA MARELIA
    05.04.17 - 20.05.17

    opening: mercoledì 5 aprile, h. 18:30
    martedì – sabato: 15.30 – 19.30

    via Torretta, 4 – 24125 Bergamo
    www.galleriamarelia.it
    info@galleriamarelia.it
    tel. + 39 347 8206829

     



        [== LINK ==]

    a cura di Paola Silvia Ubiali e Francesca Panseri

    Attraverso la composizione nello spazio di figure geometriche piane e solide, Ludovico Bomben realizza simboli di grande potenza.
    Un cerchio sovrapposto verticalmente ad un rettangolo crea la sagoma di una pala d’altare; un cono innestato all’interno di una sfera tagliata a metà ci restituisce la forma di un’acquasantiera; una serie di grani da rosario allineati in sezione aurea compone le navate di una chiesa vista in prospettiva; una semplice, lunga retta verticale intersecata con tre corte rette orizzontali evoca la ferula papale.
    Gli strumenti della devozione e della liturgia appartenenti alla millenaria tradizione del culto occidentale emergono nella loro essenza e purezza formale, asciugati da tutto ciò che nei secoli vi si è depositato, quasi che, nell’attuale civiltà delle immagini, fossero stati toccati da una nuova ondata iconoclasta.
    Un’operazione concettuale di sottrazione, che arriva a mostrarci la “cosità” degli oggetti nella loro tangibilità materiale e formale, nella dimensione di bellezza e armonia degli archetipi, nelle matrici che rispecchiano l’operare di leggi di ordine e proporzione rivelando un significato altro e universale evocato attraverso le forme che stanno alla base di tutto ciò che rappresenta la nostra conoscenza sensibile, dove materia e spiritualità sono l’una l’espressione dell’altra.

    La personale di Ludovico Bomben esprime i punti fondamentali della sua ricerca negli ultimi sette anni. In questo non breve intervallo temporale l’artista ha progressivamente concentrato l’interesse verso argomenti legati alla spiritualità, alla religione e alla dimensione del sacro, sviluppando in particolare un’analisi multiforme, sfaccettata e mai banale sugli elementi tangibili della tradizione artigianale-artistica cristiana: gli oggetti liturgici legati al culto, dal reliquiario all’acquasantiera, dall’altarolo da viaggio al rosario, dal polittico alla pala d’altare, esaminandoli nei loro molteplici aspetti strutturali, linguistici, estetici, emotivi, rituali.
    Di volta in volta il lavoro, sempre in fase di studio e approfondimento, indaga le forme pure liberate dagli apparati decorativi, ne isola gli elementi enfatizzandoli, reitera le rispettive configurazioni riproponendole serialmente, manipola le diverse componenti restituendole sostanzialmente modificate, alterate. Il tutto viene elaborato in chiave contemporanea grazie alla collaborazione con aziende del territorio, all’ausilio di strumenti, tecnologie e materiali dell’attualità, dai software di modellazione in 3D, ai centri di lavoro a controllo numerico, al corian industriale, senza peraltro dimenticare l’uso sapiente degli attrezzi tradizionali come il bulino, di materiali preziosi quali la foglia oro e riprendendo concetti complessi come la sezione aurea.

    GIOVANNI DE LAZZARI - RAPPORTI DI FORZA (A ESTER)
    [= GIOVANNI === DE == LAZZARI ===== RAPPORTI = DI === FORZA === A ==== ESTER === =]
    EX LIBRERIA ARS - ARTE+LIBRI
    31.03.17 - 15.04.17

    via Pignolo 116, 24121 Bergamo
    tel. +39 035247293
    ars.libri@teletu.it



        [== LINK ==]

    a cura di Luciano Passoni

    Sublime.
    Il Sublime appartiene alle categorie dell’Estetica.
    È uno stadio del Sentire. Lo stadio più alto in cui l’uomo conosce emotivamente (esperisce) gli aspetti e i fenomeni della Natura (e non solo).
    Non è un superlativo di Bello.
    Più complesso di questo, in esso convivono stupore e timore, piacere e paura, appagamento e turbamento…
    È questa la stessa dicotomia che riflette il sentire dell’uomo verso la Natura, madre e matrigna, egli ne è attratto e respinto, in essa vorrebbe acquietarsi, ma dalla quale si sente diverso.
    Bella e crudele è la Natura, ma di questo lei non si dà pensiero, Lei è.
    Chi pensa è l’uomo, che di tutto cerca un senso.
    Nella scia delle riflessioni sul Bello l’uomo poi ragionerà anche di Buono e di Bene, ma seguire questa strada ci porterebbe troppo lontano…
    Noi abbiamo qui di fronte sette disegni (opere) di Giovanni De Lazzari.
    Raffinatissimi ed eleganti sono aspetti di una Natura indagata ed interpretata sino all’esasperazione.
    Prima pensati e poi raffigurati essi sono forzati nella direzione di una trasmissione di senso offerta all’osservatore.
    Precisi e cristallini questi lavori hanno bisogno di occhi attenti per essere riconosciuti nella loro purezza diamantina e non confusi, con una lettura superficiale, con degli Swarovski.
    Eseguiti con un segno della preziosità dell’orafo, con la precisione e la minuzia del miniatore, raffigurano aspetti poco indagati di elementi naturali che diventano nello stesso tempo immagini e metafore, simboli.
    Un serpente e un aspide si contorcono in un groviglio di spire armoniose.
    Privi delle teste questi tre grovigli suggeriscono uno sviluppo più complesso del “serpente che si morde la coda”. Qui non c’è né testa né coda a simboleggiare l’inizio e la fine nell’inesorabile continuazione del tempo, bensì c’è l’eterno groviglio di forze che si contrappongono e che cercano l’annientamento dell’altro in un “abbraccio”, in una morsa mortale.
    Tre gusci d’uovo sono “lenticolarmente” riprodotti in uno spazio vuoto.
    Rotti nella parte superiore sono attraversati da crepe. (alcuni frammenti sono ancora trattenuti dalla membrana interna).
    Reali e generici, bianchi non rimandano a nessuna specie particolare di volatile.
    La nascita è già avvenuta, oppure l’interno è già stato mangiato…
    In essi a malapena sopravvive l’Idea della Forma Pura.
    La purezza e la perfezione non è più, ne rimane solo la testimonianza e di questo ci parlano.
    L’ultimo lavoro è un bosco.
    Ci sono 2 disegni di Durer bellissimi tra i suoi bellissimi; bellissimi anche nei titoli: “Piccola zolla” e “Grande zolla”.
    In pochi cm2, in uno, e in pochi dm2, nell’altro, c’è tutto l’incanto degli occhi di Durer per la Natura. Due micropaesaggi a testimonianza della grandezza dell’Universo, ciò che dell’Universo l’occhio umano conosce e ama. (il micro per il macro).
    Il disegno di Giovanni potremmo chiamalo “Piccola pertica”. Lo stesso amore, la stessa attenzione per gli elementi naturali, ma la scala si è fatta più ampia e l’incanto dell’occhio non è più lo stesso.
    In Durer ogni singola erba, ogni singolo fiore trova posto nella celebrazione della Natura, in Giovanni ogni singolo albero si confonde nell’insieme del bosco, in esso si annulla e si confonde. (individualismo e massa).
    E il bosco diventa luogo dell’ansia, è il bosco delle fiabe che ci accompagna in ogni stagione della nostra vita. È il luogo impenetrabile in cui l’uomo è in balia della natura e in cui la ragione si confonde.
    È il luogo dell’attraversamento, dentro e fuori di noi.
    Di cos’altro ci parlano queste cose Ester?

    Luciano Passoni

    CAMILLA MARINONI - A MERET
    [= CAMILLA == MARINONI ==== A === MERET =]
    MUSEO BERNAREGGI
    08.03.17 - 02.04.17

    martedì – domenica: 15:00 – 18:00

    info:
    info@fondazionebernareggi.it
    tel. 035 24 87 72



        [== LINK ==]

    a cura di Don Giuliano Zanchi

    A MERET è l’acronimo delle 6 protagoniste della mostra di Camilla Marinoni in occasione della Giornata Internazionale della donna. Si tratta di una riflessione, il cui titolo è dedicato all’artista svizzera Meret Oppenheim, dove video, strutture polimateriche, proiezioni e audio collaborano nella presentazione di 6 icone femminili della Sacra Scrittura.

    MARCO GRIMALDI - IL POSTO E LO SPAZIO. ANIME IN CERCA DI UN LUOGO
    [= MARCO === GRIMALDI ==== IL ==== POSTO == E == LO ==== SPAZIO. = ANIME = IN = CERCA = DI = UN == LUOGO ==]
    MUSEO BERNAREGGI
    21.04.17 - 25.06.17

    opening: 21 aprile, ore 18:00
    martedì – domenica: 15:00 – 18:00

    Info:
    info@fondazionebernareggi.it
    tel. 035 24 87 72



        [== LINK ==]

    Le opere di Marco Grimaldi sono una meditazione sulla presenza e sullo spazio attraverso gli strumenti della sua pittura informale e rarefatta. Ma dietro questa ricerca formale agisce la ricerca interiore di un posto della vita di cui l’artista va misurando le dimensioni. Gli oggetti fluttuanti della pittura di Grimaldi sono vibrazioni dell’anima che cerca un luogo per definirsi.

    GRUPPO II - ROCCIACASTELLO
    [= GRUPPO === II ===== ROCCIACASTELLO ==]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    13.04.17 - 29.04.17

    opening: martedì 11 aprile 2017, ore 18.00
    giovedì – sabato: 16.00 – 18.30
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo

    info:

    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it



        [== LINK ==]

    L’Accademia di belle arti G. Carrara è lieta di presentare Rocciacastello, il secondo dei cinque progetti selezionati tramite bando rivolto a studenti e diplomati dell’Accademia che verranno ospitati negli spazi di Giacomo nel corso del 2017.

    Il progetto Rocciacastello nasce dal comune desiderio di vivere un’esperienza di confronto: dal 26 marzo al 2 aprile il gruppo || – collettivo composto da otto studenti dell’Accademia di belle arti G. Carrara – soggiornerà in residenza all’interno dello spazio Giacomo di via Quarenghi.
    Nel corso dell’intera residenza il gruppo || si autoimporrà la regola di non abbandonare mai la via, in modo da raccogliere materiali e stringere relazioni che siano riconducibili esclusivamente alle specificità del contesto.
    Il periodo limitato della permanenza garantisce un distacco critico verso il luogo, ponendo il gruppo nella posizione del conoscitore/raccoglitore piuttosto che in quella del possessore.
    Al termine della residenza tutto ciò che verrà ritenuto e riconosciuto come valido sarà presentato pubblicamente, le opere verranno infine consegnate alla via in forma di dono o intervento artistico. L’apertura di un Blog annesso al progetto accompagnerà l’intera durata della permanenza.

    Il gruppo || è composto da Laura Baffi, Erika Bonfanti, Ylenia De Rocco, Valentina Goretti, Diego Gualandris, Umberto Meroni, Giorgio Pagani e Anna Pezzoli

    STENDARDI D'AUTORE
    [== STENDARDI ==== D == AUTORE =]
    ALT – ARTE CONTEMPORANEA
    08.04.17

    via Gerolamo Acerbis, 14 – 24022 Alzano Lombardo (BG)

    Maggiori info:
    tel. +39 334 9233010



        [== LINK ==]

    8 aprile
    Laboratorio didattico e merenda per bambini dai 4 agli 11 anni. “Stendardi d’autore”.
    Ore 16.00
    Costi: € 12 non tesserati / € 8 tesserati

    chiusure mese di aprile (causa festività e allestimenti in corso):
    sabato 15, 22 e 29 aprile

    ART UP 4/17 - DAVIDE TRANCHINA
    [== ART === UP ==== 4 == 17 === DAVIDE ===== TRANCHINA =]
    ART UP – BANCA POPOLARE DI BERGAMO
    03.04.17 - 28.04.17

    lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO

    Banca Popolare di Bergamo,
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    ART UP 4/17 – DAVIDE TRANCHINA
    a cura di Enrico De Pascale

    Davide Tranchina, 40 notti a Montecristo
    2012-2013, stampa true giclée, cm 70×100 cad.
    Collezione UBI Banca Popolare di Bergamo

    40 notti a Montecristo è un ciclo realizzato da Tranchina dopo una residenza artistica (estate 2012) trascorsa a Montecristo, una delle isole più inaccessibili del pianeta, e in quanto tale sinonimo di lontananza, irraggiungibilità, magìa. Le immagini che ne sono scaturite si collocano a metà tra la realtà e il sogno, la verità e la finzione, mescolando senza soluzione di continuità elementi autentici ad altri costruiti. Per la realizzazione di questo lavoro l’artista ha scelto di rappresentare gli scenari effettivamente visti sull’isola in un momento successivo, dopo il ritorno a casa. Utilizzando una tecnica antica come il cliché verre, sagome di cartone e spruzzi di colore bianco, ha ricreato direttamente sulla carta fotosensibile “finte” fotografie notturne in cui profili di paesaggi, alberi, rocce, animali si stagliano come enigmatiche silhouettes sullo sfondo di meravigliosi cieli stellati.

    DAVIDE TRANCHINA (Bologna 1972).La sua ricerca artistica è documentata in alcune importanti pubblicazioni di settore come Future Images a cura di M. Cresci (24ORE Cultura), Laboratorio Italia. La fotografia nell’arte contemporanea, a cura di M. Paderni (Johan & Levi Editore), e Tre strade per la fotografia a cura di L. Panaro (APM Edizioni). E’ uno dei vincitori dell’edizione 2010 del Premio Terna 03 per l’arte contemporanea. Sue opere sono nelle collezioni permanenti della Galleria Civica di Modena, UniCredit e MART di Rovereto. Dal 2006 insegna Fotografia presso l’Accademia di Brera a Milano, e presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

    EZIO TRIBBIA - CAMPO DI PANE
    [== EZIO == TRIBBIA === CAMPO = DI = PANE =]
    VIAMORONISEDICI SPAZIOARTE
    13.04.17 - 20.05.17

    Ezio Tribbia – Campo di pane
    Opening: giovedì 13 aprile, h. 18.30
    Presentazione di Sem Galimberti

    martedì – sabato: 16.00 – 19.30

    Via Moroni, 16 24121 Bergamo
    tel. +39 347 2415297
    info@viamoronisedici.it
    www.viamoronisedici.it



        [== LINK ==]

    * 13.04 – 20.05.2017
    EZIO TRIBBIA – CAMPO DI PANE

    Per Omero e per tutti i Greci antichi, “mangiatori di pane” era sinonimo di “uomini”. Anche nel poema sumerico di Gilgamesh, il processo di civilizzazione del buon selvaggio Enkidu avviene quando trasforma gli elementi naturali della farina e dell’acqua in pane. Se dunque il pane è così fondamentale nella storia poetica dell’evoluzione dell’uomo, cosa sarà mai chi il pane lo crea e chi il pane lo evoca? Sarà opera sicuramente di un artista. EzioTribbia ha infornato impasti, amalgamato sostanze basilari sopra assi di legno, affidato al forno la farina lievitata, ripulito tavolati, segnato di tracce i fogli di carta paglia. E quando da fornaio si è fatto virtuoso d’arte, ha conservato i sudari ricoperti di tracce fino a trasformarli in campi di pane che ancora chiedono di lievitare e di evocare immagini. I segni e le tracce di una operazione così concreta e così astratta, così evocativa e così informale, così pauperista e così profonda, diventano testimonianze artistiche che nella loro plasticità fanno riflettere intorno ai grandi temi della vita: la semplicità di una proposta mai banale, l’autenticità di un vissuto che non ha sovrastrutture, la volontà di affermare che l’ultima parola in arte non è ancora detta e che ciascun artista ha il diritto di esprimersi con una creatività propria e originale.
    La rassegna delle sue opere proposte in questa mostra, segue un cammino che parte dalle assi di lievito, tavole solcate da evanescenti tracce di odori e sapori, di bruciature come ferite, di telo delle muffe, di leggeri strati di farina come idropittura di squisita gracilità. E prosegue con talismani di carte trasparenti che si imbevono di luce, amuleti portafortuna di evocazione zen, cuciti ai margini con filo rosso nella cruna di un ago come quello che la nonna gli consegnava scongiurando di stare attento a non pungersi. Il percorso approda alla consistenza più solida di un muro di mattoni forati che hanno costole solcate da tracce di pani rotondi che il sole ha calcinato in un’operazione paziente di lunga durata. Una trasformazione alchemica che si lega alla cottura, al calore che imprime alla decorazione lo stampo di una persistenza antica e spinge l’osservatore attento a qualche riflessione malinconica, atavica e taciturna.
    In una mostra precedente, Ezio Tribbia aveva costruito un bosco di giunchi in cima ai quali stavano piccoli pani bianchi. Era l’evocazione della manna biblica, piovuta dal cielo a sfamare miracolosamente il popolo ebraico in cammino verso la terra promessa. La parola “manna”- dicono gli esegeti – viene dall’aramaico “Ma nu” che significa “Cosa è?” e sottolinea lo stupore del popolo di fronte ad un evento inaspettato. Le proposte artistiche di Ezio Tribbia sono un invito alla nostra meraviglia. Lui sa trovare intriganti intuizioni che, tuttavia, hanno bisogno di uno sguardo incantato e trasognato, come si addice a chi sa evocare concetti profondi con proposte semplici ma non superficiali. Quel sentimento che ha spinto un poeta contadino ad affermare che nella vita i due odori più buoni e pungenti sono quelli del pane appena sfornato e della terra bagnata dalla pioggia.
    Sem Galimberti
    Dall’Hortus Conclusus – Bergamo

    * 18.03 – 08.04.2017
    POESIA VISIVA – OMAGGIO A MARIO RONDI
    a cura di Stefania Burnelli

    OPERE VIDEO - FRANCO VACCARI
    [== OPERE == VIDEO ===== FRANCO === VACCARI ==]
    THE BLANK AT BERGAMO FILM MEETING
    11.03.17

    Cinema San Marco – Piazzale della Repubblica, 2
    Proiezione con introduzione dell’artista: 11 marzo – ore 16.00
    INGRESSO LIBERO

    Per informazioni:
    tel. + 39 035 19903477
    associazione@theblank.it



        [== LINK ==]

    The Blank, in occasione della 35a edizione di Bergamo Film Meeting, organizza una retrospettiva dedicata alle opere video di Franco Vaccari.

    Sabato 11 marzo, presso il Cinema San Marco, verrà presenterà una selezione delle opere video dell’artista. Franco Vaccari introdurrà personalmente i propri lavori in un incontro aperto al pubblico.
    L’ingresso è gratuito.

    La retrospettiva partirà da Nei Sotterranei (1966-67), dove le immagini di pareti di bagni e scantinati cosparsi di graffiti assumono il significato di poesia anonima e trovano un corrispettivo filmico nelle sperimentazioni degli esordi dell’artista con la poesia visiva, per passare a Cani Lenti (1971), video accompagnato da un sonoro tratto da una canzone dei Pink Floyd, in cui l’atto di seguire e riprendere alcuni cani randagi evidenzia le differenti reazioni degli animali a contatto con la telecamera, dimostrando come l’osservazione perturbi il soggetto. La via Emilia è un aeroporto (2000) offrirà invece uno spaccato di vita degli abitanti della Via Emilia: dalle case di persone intente a guardare la tv, Vaccari passerà a interagire con le prostitute del posto, per poi soffermarsi sulle immagini di modellini di aeroplani installati lungo la via che alludono alla voglia di evasione degli abitanti. A chiudere la rassegna, Provvista di ricordi per il tempo dell’Alzheimer (2003) dove l’artista, immaginandosi affetto da Alzheimer, attinge da fotografie personali per realizzare il video dei ricordi che perderebbe per ultimi.

    L’evento è realizzato con il supporto della galleria P420 (Bologna).

    ©THE BLANK 2017
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    THE BLANK AT BERGAMO FILM MEETING | OPERE VIDEO - FRANCO VACCARI | 11.03.17