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    Eventi
    ART UP 5/17 - GELITIN
    [=== ART === UP == 5 = 17 ===== GELITIN ===]
    ART UP – BANCA POPOLARE DI BERGAMO
    02.05.17 - 31.05.17

    lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO

    Banca Popolare di Bergamo,
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    ART UP 5/17 – GELITIN
    a cura di Enrico De Pascale

    GELITIN, Some Like It Hot – LIV Biennale di Venezia 2011
    2011, matita, inchiostro, pennarelli indelebili su carta, cm 100×70 cad.
    Bergamo, Collezione Banca Popolare di Bergamo

    Il ciclo di opere è stato realizzato in occasione della partecipazione del gruppo austriaco alla LIV Biennale di Venezia (2011) durante la quale, nello spazio del Giardino delle Vergini, è andato in scena lo spettacolo-performance Some Like It Hot .
    Nel corso di più giorni il collettivo ha celebrato la propria presenza alla rassegna d’arte veneziana con uno psichedelico e “dionisiaco” rituale al cospetto di una improvvisata fornace che ingoiava a getto continuo ogni sorta di materiali vetrosi per realizzare improvvisate sculture, tra musiche, danze, performances di ogni genere. Un’ininterrotta eruzione creatrice, memore di antichi rituali pagani, accompagnata dal sound punk-rock dei Japanther, sostenuta da numerose guest-stars internazionali e da liberi interventi del pubblico.

    Gelitin (Vienna 1990)
    Gelitin è un gruppo di artisti austriaci nato nel 1990 e formato da Ali, Florian, Tobias e Wolfgang. I quattro vivono e lavorano a Vienna. Hanno esposto con mostre collettive presso la Wiener Secession a Vienna, il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, la Malmö Konsthall di Malmö, l’Arsenale di Venezia, la Hayward Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e lo S.M.A.K di Gent. I Gelitin hanno rappresentato l’Austria alla 49a Biennale di Venezia (2011). Prossime mostre: Fondazione Prada, Milano (2017); Museo di Villa Croce, Genova (2018).

    CLAUDIO PARMIGGIANI - RINASCERE DAL DOLORE
    [== CLAUDIO ==== PARMIGGIANI ====== RINASCERE ==== DAL = DOLORE ===]
    MUSEO BERNAREGGI
    10.04.17 - 23.04.17

    martedì – domenica: 15:00 – 18:00

    info:
    info@fondazionebernareggi.it
    tel. 035 24 87 72



        [== LINK ==]

    La Mostra di Claudio Parmiggiani sarà inaugurata il 27 marzo p.v. presso la Galleria San Fedele a Milano, dando avvio alla staffetta- mostra itinerante che nei mesi successivi vedrà l’opera esposta in 12 diversi musei ecclesiastici italiani tra cui il Museo diocesano Adriano Bernareggi di Bergamo.

    FRANCOIS HUON
    [=== FRANCOIS ==== HUON =]
    STUDIO VANNA CASATI
    05.04.17 - 06.05.17

    opening:  5 aprile, h. 18:30-20:00
    lunedì – sabato: 17:00 – 19:30
    martedì chiuso

    tel. +39 0352223333
    vannacasati@fastwebnet.it
    www.vannacasati



        [== LINK ==]

    Presente con una seconda mostra negli spazi dello studio Vanna Casati a Bergamo, l’artista belga Francois Huon continua la sua ricerca in ambito scultoreo con una raffinata indagine sulla proliferazione delle forme, declinate ed assemblate in materiali quali alluminio, legno, plastiche di varia natura. L’effetto finale è quello di un infinito gioco, in cui sono pressochè assenti e la monumentalità tipica di tanta scultura ed ogni tensione emotiva per fare spazio ad un linguaggio fatto di luce e di colore.

    EVENTI APRILE
    [=== EVENTI === APRILE ==]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    03.04.17 - 09.04.17
        [== LINK ==]

    * Lunedì 3 aprile, dalle 17:30 alle 19:00
    SFOGHI – Matta, Sutherland. Sogno o son desto?
    Percorso progettato e condotto da Clara Luiselli – Artista ed Educatrice museale

    Continua la serie di laboratori pensati per muoversi nelle sale della GAMeC, senza fretta, in cerca di un dialogo sottile e profondo con le opere esposte, attraverso possibilità di sperimentazione multisensoriale.

    Iniziativa a pagamento: € 10,00
    Prenotazione obbligatoria
    Percorso a numero chiuso (min. 7 – max. 12)
    Termine iscrizioni: entro il lunedì antecedente

    * Giovedì 6 aprile dalle 16:30 alle 18:30
    ART BREAK – Fumetti di vetro

    Laboratorio per bambini dai 5 agli 11 anni
    a cura di Laura Di Bella, Educatrice GAMeC

    Dallo stile delle vetrate gotiche all’opera di Valerio Adami e al linguaggio pop, un veloce viaggio nell’arte che ci porterà alla creazione di un breve racconto collettivo realizzato con la tecnica del fumetto.

    Iniziativa a pagamento: € 10,00
    Prenotazione obbligatoria
    Percorso a numero chiuso (min. 10 – max. 18)
    Termine iscrizioni: entro il sabato antecedente

    * Domenica 9 aprile dalle 10:00 alle 19:00
    Buon compleanno Baudelaire!

    In occasione del compleanno del famoso poeta francese Charles Baudelaire, nato il 9 aprile 1821, la GAMeC, in collaborazione con l’ITC Vittorio Emanuele II, offre ai visitatori la possibilità di percorrere la sala che l’artista Mario Cresci ha dedicato alla rivisitazione del ritratto di Baudelaire accompagnati da studenti che spiegheranno il suo lavoro, racconteranno la vita del poeta e leggeranno alcune sue poesie, legate all’arte, in francese e in italiano.

    PIPI CARRARA - SPERIMENTAZIONI SULLA FORMA
    [=== PIPI == CARRARA ======= SPERIMENTAZIONI ==== SULLA == FORMA ==]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    08.04.17 - 15.05.17

    INGRESSO LIBERO

    Via San Tomaso, 53 – Bergamo
    Tel. + 39 035 270272
    www.gamec.it



        [== LINK ==]

    a cura di M. Cristina Rodeschini

    GAMeC, Spazio ParolaImmagine

    La mostra presenta un insieme di sculture realizzate da Umberto (Pipi) Carrara tra la fine degli anni Cinquanta e il 2000, in cui emerge la perfezione formale tipica dell’artista.
    La naturalezza del legno, la lucentezza dell’argento, la levigatezza del gesso e la morbidezza della terracotta esprimono il mondo poetico di Carrara, in un percorso che dalla figurazione approda all’astrazione.

    ATTILIO NANI - LA SCULTURA DISEGNATA
    [= ATTILIO === NANI ===== LA ===== SCULTURA ==== DISEGNATA =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    01.04.17 - 07.05.17

    martedì – venerdì: 14:30-18:00
    sabato, domenica e festivi: 09:30-13:00 / 14:30-18:00

    lunedì chiuso
    Ingresso libero

    Ex Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti
    Piazza Padre Reginaldo Giuliani
    Bergamo, Città Alta
    www.gamec.it

     



        [== LINK ==]

    a cura di M. Cristina Rodeschini e Valentina Raimondo

    Ex Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti — Bergamo, Città Alta

    La GAMeC dedica un omaggio ad Attilio Nani, figura di riferimento per la storia dell’arte bergamasca del secolo scorso. La mostra presenta il percorso artistico e stilistico compiuto dallo scultore a partire dalla fine degli anni Venti fino ai suoi esiti estremi nella seconda metà degli anni Cinquanta, attraverso una selezione di sculture, sbalzi, incisioni, disegni e oggetti di design.
    Le opere, che coprono l’intero arco della carriera artistica di Nani, provengono da importanti istituzioni del territorio bergamasco (GAMeC, Biblioteca Civica Angelo Mai, MAT di Clusone, Casa Museo Fantoni di Rovetta).

    EVA HIDE - DAD IS GOD
    [= EVA == HIDE ====== DAD == IS ===== GOD ==]
    TRAFFIC GALLERY
    08.04.17 - 24.06.17

    Opening: sabato 08 aprile 2017, h. 18:30-21:30
    martedì – sabato: 10:00-13:00/16:00-19:00

    Via San Tomaso, 92 – 24121 Bergamo

    Info
    tel. +39 035 0602882
    info@trafficgallery.org



        [== LINK ==]

    Traffic Gallery è lieta di annunciare Dad is God prima mostra personale del duo Eva Hide all’interno dei propri spazi, con testo critico di Ginevra Bria.

    In esposizione dodici lavori di diverse dimensioni e tecniche, tra collages, sculture in maiolica dipinta e installazioni che si propongono di indagare alcuni degli aspetti più oscuri e fallimentari del rapporto padre-figlio.

    La funzione paterna, sostiene lo psicanalista Joël Dor, costituisce un epicentro cruciale nella strutturazione psichica di ogni singolo individuo, se non altro perché è unicamente in rapporto ad essa che ciascun soggetto acquisisce la propria identità sessuale, anche a scapito della predeterminazione biologica dei sessi.

    Per l’occasione gli Eva Hide fanno dipingere le pareti della galleria con rassicuranti tinte pastello per mettere in scena opere portatrici di empietà, scardinando così i canoni di controllo del pensiero perbenista e borghese, che tende a nascondere e occultare la bassezza e la tragicità del vivere quotidiano.

    L’allestimento della mostra è dominato da una scultura a forma di fontana, che da apparato di carattere prevalentemente ornamentale, diventa simbolo totemico dello svilimento femminile da parte dell’uomo egemone.

    Le piccole e colorate sculture dipinte, dal titolo Why Children Steal, ripropongono in sintesi ambientazioni caratterizzate da situazioni paradossali e dalla ripetizione esasperata di elementi visivi utili a rendere presenti vuoti e assenze. I collages, cortocircuiti visivi dalle forti connotazioni semantiche, frutto di metodici saccheggi del web, sono appesi a parete come in una quadreria seicentesca.

    Sul pavimento una piccola installazione costituita da un paio di piedi maschili, sempre in maiolica, su cui campeggia la scritta My Dad Loves Me, e sui quali si trova una mutandina quasi per farci insinuare il dubbio del crimine più orribile che si possa immaginare.

    L’utilizzo della maiolica dipinta, comunemente associata a innocue e remissive pratiche decorative, convive con l’inquietudine e la sofferenza dei temi iconografici affrontati in un continuo gioco di rimandi tra estraneo e familiare, fascinoso e repellente.

    Quello degli Eva Hide è un lavoro che vive di solitudine, struggente e invincibile. Patetica e dolorosa come la conoscenza, la loro, è un’arte che non crede più nel suo potere di guarigione ma tenta disperatamente di accorciare la distanza che ci separa dalla caduta.

    Il testo di Ginevra Bria sarà sicuramente guida rivelatrice di senso anche laddove la razionalità non esiste e la pulsione regna sovrana.

    LUDOVICO BOMBEN - CON FINE
    [=== LUDOVICO ==== BOMBEN ====== CON = FINE =]
    GALLERIA MARELIA
    05.04.17 - 20.05.17

    opening: mercoledì 5 aprile, h. 18:30
    martedì – sabato: 15.30 – 19.30

    via Torretta, 4 – 24125 Bergamo
    www.galleriamarelia.it
    info@galleriamarelia.it
    tel. + 39 347 8206829

     



        [== LINK ==]

    a cura di Paola Silvia Ubiali e Francesca Panseri

    Attraverso la composizione nello spazio di figure geometriche piane e solide, Ludovico Bomben realizza simboli di grande potenza.
    Un cerchio sovrapposto verticalmente ad un rettangolo crea la sagoma di una pala d’altare; un cono innestato all’interno di una sfera tagliata a metà ci restituisce la forma di un’acquasantiera; una serie di grani da rosario allineati in sezione aurea compone le navate di una chiesa vista in prospettiva; una semplice, lunga retta verticale intersecata con tre corte rette orizzontali evoca la ferula papale.
    Gli strumenti della devozione e della liturgia appartenenti alla millenaria tradizione del culto occidentale emergono nella loro essenza e purezza formale, asciugati da tutto ciò che nei secoli vi si è depositato, quasi che, nell’attuale civiltà delle immagini, fossero stati toccati da una nuova ondata iconoclasta.
    Un’operazione concettuale di sottrazione, che arriva a mostrarci la “cosità” degli oggetti nella loro tangibilità materiale e formale, nella dimensione di bellezza e armonia degli archetipi, nelle matrici che rispecchiano l’operare di leggi di ordine e proporzione rivelando un significato altro e universale evocato attraverso le forme che stanno alla base di tutto ciò che rappresenta la nostra conoscenza sensibile, dove materia e spiritualità sono l’una l’espressione dell’altra.

    La personale di Ludovico Bomben esprime i punti fondamentali della sua ricerca negli ultimi sette anni. In questo non breve intervallo temporale l’artista ha progressivamente concentrato l’interesse verso argomenti legati alla spiritualità, alla religione e alla dimensione del sacro, sviluppando in particolare un’analisi multiforme, sfaccettata e mai banale sugli elementi tangibili della tradizione artigianale-artistica cristiana: gli oggetti liturgici legati al culto, dal reliquiario all’acquasantiera, dall’altarolo da viaggio al rosario, dal polittico alla pala d’altare, esaminandoli nei loro molteplici aspetti strutturali, linguistici, estetici, emotivi, rituali.
    Di volta in volta il lavoro, sempre in fase di studio e approfondimento, indaga le forme pure liberate dagli apparati decorativi, ne isola gli elementi enfatizzandoli, reitera le rispettive configurazioni riproponendole serialmente, manipola le diverse componenti restituendole sostanzialmente modificate, alterate. Il tutto viene elaborato in chiave contemporanea grazie alla collaborazione con aziende del territorio, all’ausilio di strumenti, tecnologie e materiali dell’attualità, dai software di modellazione in 3D, ai centri di lavoro a controllo numerico, al corian industriale, senza peraltro dimenticare l’uso sapiente degli attrezzi tradizionali come il bulino, di materiali preziosi quali la foglia oro e riprendendo concetti complessi come la sezione aurea.

    GIOVANNI DE LAZZARI - RAPPORTI DI FORZA (A ESTER)
    [= GIOVANNI = DE === LAZZARI ===== RAPPORTI === DI = FORZA ====== A = ESTER === =]
    ARS ARTE+LIBRI
    31.03.17 - 15.04.17

    via Pignolo 116, 24121 Bergamo
    tel. +39 035247293
    ars.libri@teletu.it



        [== LINK ==]

    a cura di Luciano Passoni

    Sublime.
    Il Sublime appartiene alle categorie dell’Estetica.
    È uno stadio del Sentire. Lo stadio più alto in cui l’uomo conosce emotivamente (esperisce) gli aspetti e i fenomeni della Natura (e non solo).
    Non è un superlativo di Bello.
    Più complesso di questo, in esso convivono stupore e timore, piacere e paura, appagamento e turbamento…
    È questa la stessa dicotomia che riflette il sentire dell’uomo verso la Natura, madre e matrigna, egli ne è attratto e respinto, in essa vorrebbe acquietarsi, ma dalla quale si sente diverso.
    Bella e crudele è la Natura, ma di questo lei non si dà pensiero, Lei è.
    Chi pensa è l’uomo, che di tutto cerca un senso.
    Nella scia delle riflessioni sul Bello l’uomo poi ragionerà anche di Buono e di Bene, ma seguire questa strada ci porterebbe troppo lontano…
    Noi abbiamo qui di fronte sette disegni (opere) di Giovanni De Lazzari.
    Raffinatissimi ed eleganti sono aspetti di una Natura indagata ed interpretata sino all’esasperazione.
    Prima pensati e poi raffigurati essi sono forzati nella direzione di una trasmissione di senso offerta all’osservatore.
    Precisi e cristallini questi lavori hanno bisogno di occhi attenti per essere riconosciuti nella loro purezza diamantina e non confusi, con una lettura superficiale, con degli Swarovski.
    Eseguiti con un segno della preziosità dell’orafo, con la precisione e la minuzia del miniatore, raffigurano aspetti poco indagati di elementi naturali che diventano nello stesso tempo immagini e metafore, simboli.
    Un serpente e un aspide si contorcono in un groviglio di spire armoniose.
    Privi delle teste questi tre grovigli suggeriscono uno sviluppo più complesso del “serpente che si morde la coda”. Qui non c’è né testa né coda a simboleggiare l’inizio e la fine nell’inesorabile continuazione del tempo, bensì c’è l’eterno groviglio di forze che si contrappongono e che cercano l’annientamento dell’altro in un “abbraccio”, in una morsa mortale.
    Tre gusci d’uovo sono “lenticolarmente” riprodotti in uno spazio vuoto.
    Rotti nella parte superiore sono attraversati da crepe. (alcuni frammenti sono ancora trattenuti dalla membrana interna).
    Reali e generici, bianchi non rimandano a nessuna specie particolare di volatile.
    La nascita è già avvenuta, oppure l’interno è già stato mangiato…
    In essi a malapena sopravvive l’Idea della Forma Pura.
    La purezza e la perfezione non è più, ne rimane solo la testimonianza e di questo ci parlano.
    L’ultimo lavoro è un bosco.
    Ci sono 2 disegni di Durer bellissimi tra i suoi bellissimi; bellissimi anche nei titoli: “Piccola zolla” e “Grande zolla”.
    In pochi cm2, in uno, e in pochi dm2, nell’altro, c’è tutto l’incanto degli occhi di Durer per la Natura. Due micropaesaggi a testimonianza della grandezza dell’Universo, ciò che dell’Universo l’occhio umano conosce e ama. (il micro per il macro).
    Il disegno di Giovanni potremmo chiamalo “Piccola pertica”. Lo stesso amore, la stessa attenzione per gli elementi naturali, ma la scala si è fatta più ampia e l’incanto dell’occhio non è più lo stesso.
    In Durer ogni singola erba, ogni singolo fiore trova posto nella celebrazione della Natura, in Giovanni ogni singolo albero si confonde nell’insieme del bosco, in esso si annulla e si confonde. (individualismo e massa).
    E il bosco diventa luogo dell’ansia, è il bosco delle fiabe che ci accompagna in ogni stagione della nostra vita. È il luogo impenetrabile in cui l’uomo è in balia della natura e in cui la ragione si confonde.
    È il luogo dell’attraversamento, dentro e fuori di noi.
    Di cos’altro ci parlano queste cose Ester?

    Luciano Passoni

    CAMILLA MARINONI - A MERET
    [== CAMILLA ==== MARINONI ==== A ==== MERET ==]
    MUSEO BERNAREGGI
    08.03.17 - 02.04.17

    martedì – domenica: 15:00 – 18:00

    info:
    info@fondazionebernareggi.it
    tel. 035 24 87 72



        [== LINK ==]

    a cura di Don Giuliano Zanchi

    A MERET è l’acronimo delle 6 protagoniste della mostra di Camilla Marinoni in occasione della Giornata Internazionale della donna. Si tratta di una riflessione, il cui titolo è dedicato all’artista svizzera Meret Oppenheim, dove video, strutture polimateriche, proiezioni e audio collaborano nella presentazione di 6 icone femminili della Sacra Scrittura.

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    MUSEO BERNAREGGI | CAMILLA MARINONI - A MERET | 08.03.17 - 02.04.17