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    L’artista del mese
    KEREN CYTTER
    [=== KEREN = CYTTER ===]
    NEWSLETTER MARZO 2016
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    99 PAROLE CON KEREN CYTTER

    KEREN CYTTER, SIREN (still da video), 2014, 15′
    courtesy Galleria Raffaella Cortese (Milano); Galerie Nagel Draxler (Berlino) e l’artista

    … Sono seduta nella mia casa di Berlino e continuo a scrivere.
    Indosso una t-shirt rosa di Hello Kitty comprata in Giappone con degli occhiali da sole bianchi.
    Perfino quando scrivo a me stessa è chiaro che voglio qualcuno che mi legga, e lo voglio far ridere o piangere.
    Nessuno ha mai pianto per qualcosa scritto da me ad eccezione di una svitata incontrata dieci anni fa alla scuola d’arte.
    Mi disse di aver pianto per qualche poesia che avevo scritto, quella fu la prima volta che pensai fosse matta.
    Credo che passerò i prossimi giorni priva di sensi.

    KEREN CYTTER, White Diaries, 2011

    RYAN MCGINLEY
    [=== RYAN === MCGINLEY =]
    NEWSLETTER FEBBRAIO 2016
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    99 PAROLE SU RYAN MCGINLEY

    RYAN MCGINLEY, CRIMSON & CLOVER, 2015, C-PRINT, Courtesy: the artist and Team Gallery

    C’è tanta bellezza visibile a noi nel paesaggio quanta siamo pronti ad apprezzarla, non un granello di più. Non possiamo vedere nulla fino a quando non siamo in possesso dell’idea di essa, la prendiamo nelle nostre teste – e poi non possiamo vedere niente altro. Un uomo vede solo ciò che lo riguarda.

    H.D.Thoreau – Tinte Autunnali

    ERIK SAGLIA
    [=== ERIK ==== SAGLIA ==]
    NEWSLETTER GENNAIO 2016
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    99 PAROLE CON ERIK SAGLIA

    ERIK SAGLIA,UNTITLED, 2015, SPRAY, NASTRO DI CARTA, PASTELLI AD OLIO E RESINA EPOSSIDICA SU PANNELLO

    Elimino la noia e la monotonia di un gesto ripetuto, tornando indietro, con la consapevolezza che si presenteranno minimi scarti, impercettibili slittamenti, e variazioni impreviste, tutto senza volerlo e senza accorgermene, in una prassi inderogabile e inevitabile. Fino alla fine.

    Erik Saglia

    STEFANO ARIENTI
    [= STEFANO === ARIENTI =]
    NEWSLETTER DICEMBRE 2015
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    99 PAROLE CON STEFANO ARIENTI

    STEFANO ARIENTI,2015 PUZZLE DI PUZZLE, PUZZLE SU POSTER, 2015

    In occasione di The Blank Benefit 2015, appuntamento annuale a sostegno delle attività del network di The Blank, Stefano Arienti ha creato Puzzle di Puzzle.
    L’opera è costituita da 48 pezzi unici ed è ricomponibile come un puzzle in un’unica grande immagine, che sarà ricreata per la prima volta nella sua interezza l’11 dicembre 2015 nella cornice dello Spazio ALT.

    CUOGHI CORSELLO
    [== CUOGHI == CORSELLO =]
    NEWSLETTER NOVEMBRE 2015
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    99 PAROLE CON CUOGHI CORSELLO

    CUOGHI CORSELLO, IL TARDIS (PARTICOLARE), 2014, SCULTURA DI VETRI E FILA DI STELLINE

    Il Tardis

    Il Tardis si riferisce alla cabina telefonica della polizia che naviga nello spazio e nel tempo della serie più longeva di fantascienza inglese:
    Doctor Who.

    Nelle grandi fabbriche da noi occupate componevo gli oggetti quasi sempre quando riordinavo e spazzavo, fermandomi intuendo a volte fotografando le scene suggerite dagli attori immobili.

    Abitando e lavorando ora in una ex tipografia che funge anche da magazzino per l’accumulo di cose di una vita di lavoro, lo spazio è limitato e impone  comporre con molta parsimonia, negando quasi sempre l’accumulo di nuovi oggetti.

    Ma ogni tanto a qualcosa che si incontra non si resiste.

    Il Tardis è composto da un vetro arancione delle cabine telefoniche pubbliche  italiane, con appoggiato sopra  la forma assomigliante a pinocchio ottenuta da uno specchio-tavolo in giardino che cadendo spinto dal vento si è frantumato.

    Da sotto il suo lungo naso passano innalzandosi al cielo delle stelline facente parti  di una filo semirigido che le sostiene, sembra che pinocchio guardi dalla sua orizzontale bidimensionalità il filo di stelle nel cielo, nello spazio.

    Tardis dice che non è ancora troppo tardi per raggiungere i desideri degli uomini, pinocchio è il nostro più antico Doctor Who, l’esploratore ingenuo curioso e furbo coraggioso, che ha “naso”per gli affari, poeta e sognatore, come gli italiani; con la sua cabina arancione viaggia tra le stelle, immaginando tempi e spazi, ed è fatto d’immaginazione dalla sua primordiale
    composizione l’universo, così che entreremo nell’uno di tutti i mondi.

    Cuoghi Corsello

    STUDIO TEMP
    [= OTTOBRE 2015 =
    <= STUDIO TEMP =]
    NEWSLETTER OTTOBRE 2015
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    99 PAROLE CON STUDIO TEMP

    [The Blank: letteralmente, uno spazio vuoto da riempire. Un contenitore di soluzioni possibili cui è stata data una forma – aperta. Luogo in e di potenza dove accadono esperienze inerenti il mondo dell’arte. Spazio esperibile di soluzioni contemporanee, dove contemporaneo è espressione del tempo che accade, sempre]

    Studio Temp

    CHRISTIAN FOGAROLLI
    [= CHRISTIAN ==== FOGAROLLI ==]
    NEWSLETTER SETTEMBRE 2015
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    99 PAROLE CON CHRISTIAN FOGAROLLI

    CHRISTIAN FOGAROLLI, REMEMBER, REPEAT, REWORK (DETAIL), 2015, INSTALLATION VIEW AT DE APPEL ARTS CENTRE, AMSTERDAM

    P853669
    Sai chi è questa giovane donna?
    Lei è sotto un incantesimo di amnesia.
    Crede di avere circa 23 anni e parla con un accento del sud, questa giovane donna è stata trovata mentre vagava per le strade di Los Angeles.
    Quando si avvicinò un poliziotto sulla 41 st. e gli chiese di aiutarla a ricordare chi era, lei sotto ipnosi disse di essere un’orfana e di salvare una ragazza che stava annegando.
    In un libro di preghiere trovato in suo possesso, un nome elencato come Caroline Lovett; è stato firmato …
    Le autorità hanno chiesto delle fotografie…

    Christian Fogarolli

    JACOPO MILIANI
    [= JACOPO === MILIANI ==]
    NEWSLETTER LUGLIO - AGOSTO 2015

    Miliani



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    99 PAROLE CON JACOPO MILIANI

    JACOPO MILIANI,  ROPES AND PALMS (DETTAGLIO), 2015, STAMPA UV DIRETTA SU ALLUMINIO
    Courtesy Studio Dabbeni, Lugano

    Una corda è un oggetto senza forma.
    La forma di una corda può essere soggetta a forze di tensione imposte da un’azione e dalla gravità.
    Il corpo umano è soggetto alla stessa tipologia di forze.
    Il presente è sempre fuori fuoco, cambia continuamente, ma è una forza a cui dobbiamo costantemente relazionarci.
    Movimento, tempo, ritmo e metamorfosi.

    Jacopo Miliani

    DIEGO MARCON
    [=== DIEGO = MARCON =]
    NEWSLETTER APRILE 2015

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    99 PAROLE CON DIEGO MARCON

    DIEGO MARCON, TRIPTYCH. THE NAP, 2014, VINILE ADESIVO MONOMETRICO PRESPAZIATO NERO, DIMENSIONI VARIABILI. VEDUTA DELL’INSTALLAZIONE, VENTURA XV, MILANO.
    Courtesy l’artista. Photo: Andrea Rossetti

    (A male voice)
    All the cities have been bombed, all the buildings burnt.
    Every single wall has been razed to the ground, those of façades and porches, arcades and halls.

    Hospitals have been destroyed, along with schools and churches
    (slowly) malls, stadiums, cinemas, museums.
    Every park and square has been destroyed too, playgrounds set on fire. The seesaws and the benches are nothing but ash – the statues have been dismembered and each piece reduced to smithereens.
    Nothing remains of the bars and their summer chairs, of the grocers or any other shops: no more steamed up café windows along the winter streets, no more cups for those coffee machines.

    All the houses have been bombed, collapsing into clouds of dust, from the roof right down to the garage.
    Each room torn apart (a voice of a little girl, singing faintly) one after the other: (back to the male voice, slowly) living rooms, kitchens, bathrooms, bedrooms.
    Nothing more than the ashes of desks and drawers, of sofas and carpets, ovens and knives, towels and sheets.
    All at the mercy of a gust of wind – nothing else.

    All the fathers are dead, together with hundreds of the mothers – the last are dying somewhere faraway – (a voice of a little girl, singing faintly again) we can’t see, we can’t see. (Back to the male voice) a lot of young people have died too, along with their brothers and sisters.

    But I couldn’t care less about all this because none of it has ever been mine.

    Diego Marcon, “Any body suspended in space will remain in space until made aware of its situation (A Script for an Introduction)”, in Diego Marcon, A script for Dick, Cura.books, Roma, 2014, p.15

    ALICE GUARESCHI
    [= ALICE = GUARESCHI =]
    NEWSLETTER MARZO 2015

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    99 PAROLE CON ALICE GUARESCHI

    ALICE GUARESCHI, SENZA TITOLO (VIRGOLETTE), 2014, ARGILLA, CM 13 X 7

    – I think that, basically, it probably comes out of the same concerns: isolated incidents
    in space and time, for one.
    – Isolated incidents? What do you mean exactly?

    (Frammento di conversazione tra Robert Barry e René Denizot, Parigi 1980)

    ©THE BLANK 2017
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